Un proverbio al giorno

Mercoledì 18 Settembre 2019

"Il miglior amico nel mal si conosce"❤".

Il santo di oggi

Oggi si  festeggia  San Giuseppe da Copertino, sacerdote

Le Castella (Crotone)

Bimba resta chiusa in auto, salvata dai poliziotti

CROTONE – Resta chiusa accidentalmente in auto una bimba di soli 18 mesi, nel veicolo parcheggiato sotto il sole. E solo il provvidenziale intervento degli agenti di Polizia  la mette in salvo. Il fatto è accaduto ieri a Crotone. Tutto si consuma in una manciata di minuti concitati che gettano nella prostrazione la madre della bimba la quale ha dimenticato le chiavi nell'auto mentre la piccola, sul seggiolone del sedile anteriore, preme il tasto di chiusura delle portiere. Attimi di panico e disperazione per ladonna che, non sapendo cosa fare, allerta il 113 ma  nel frattempo un capannello di persone   e curiosi agita  la bambina, che s'impaurisce e  si mette a piangere. Gli agenti, una volta arrivati sul posto,  prima allontanano i curiosi cercando di calmare la piccola e poi rompono il lunotto dell'auto per evitare che i vetri feriscano la bambina. La donna, a quel punto può  riabbracciare la figlia e visto che sta bene,  rifiuta l'intervento del 118 cui deve ricorrere, invece, l'agente che ha salvato la piccola perchè nell'azione si è ferito  ad una mano.

Incidente in cantiere, operaio cade da tre metri:è grave

SIMBARIO (VIibo Valentia) -  Un operaio, ieri,  mentre era al lavoro  in  un cantiere a Simbario nel Vibonese,  è caduto da un'altezza di tre metri e si è ferito gravemente. Ora   si trova ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale di Catanzaro in seguito alle ferite riportate nell' incidente sul lavoro. L'uomo stava lavorando su un solaio quando, per cause in via di accertamento, è caduto ed  ha sbattuto la testa a terra. Soccorso dai medici del 118 è stato poi trasportato con l'eliambulanza nell'ospedale Pugliese del capoluogo di regione. L'operaio è tenuto sotto osservazione e al momento la prognosi non è stata ancora sciolta. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del fuoco di Serra San Bruno.Un ennesimo incidente sul lavoro che ripropone, in tutta la sua drammaticità, il problema della sicurezza nei cantieri e in genere sui posti di lavoro. 

Sopralluogo al cantiere della nuova Procura

CATANZARO -  Visita al cantiere dell'ex ospedale militare nel quale da una settimana sono iniziati i lavori per la realizzazione della nuova Procura di Catanzaro. Presenti il direttore dell'Agenzia del  Demanio, Roberto Reggi, il sindaco, Sergio Abramo, il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, l'impresa con le maestranze e il direttore dei lavori. Nelle more che il Consiglio di Stato decida sul ricorso presentato da una ditta, i lavori sono stati affidati alla ditta designata dal Demanio. Per l'opera sono stati stanziati quasi 8 milioni di euro. L'edificio ospiterà anche gli uffici della polizia giudiziaria che si trovano in fitto con una spesa per lo Stato di oltre 1,5 milioni all'anno. "Questa mattina siamo andati a fare una visita al cantiere - ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri -. Finalmente comincia a realizzarsi un progetto iniziato il giorno del mio insediamento, il 16 maggio di 3 anni fa. È una cosa bellissima, emozionante. Anche perché con il completamento di quest'opera noi andremo a risparmiare un milione e 700mila euro di fitti".

Primo atto del governo giallorosso: impugnata legge regionale del Friuli contro i migranti

Il governo giallorosso al completo con il premier, Giuseppe Conte, dopo il giuramento al Quirinale, si è riunito a palazzo Chigi. Il Cdm, come primo atto, ha impugnato una legge regionale del Friuli Venezia e Giulia discriminatoria verso migranti, su proposta del neoministo degli Affari regionali, Francesco Boccia. La motivazione è che la normativa, oltre che discriminatoria verso i migranti, va oltre le competenze della Regione.Un segno tangibile del cambio di passo di questo nuovo governo della svolta specie a riguardo della politica dell’immigrazione. Anche se, l’istruttoria in merito alla legge,  era stata avviata dal governo precedente.L'impugnazione della legge regionale ha sollevato l’ira del presidente leghista della Regione Friuli, Massimiliano Fedriga, che ha replicato in modo duro al governo giallorosso parlando di “politica dell’immigrazione selvaggia” definendo l’atto come un chiaro attacco alle autonomie che questo esecutivo M5s- Pd vuole porre in essere e annuncia ricorso alla Corte Costituzionale. Ma se la Regione Friuli si adeguerà, annuncia il ministro Boccia, il provvedimento sarà ritirato.Intanto, il neo governo giallorosso lunedì chiederà la fiducia della Camera e martedì al Senato.Un esecutivo molto discusso, questo giallorosso  salutato in modo favorevole dai mercati, con la borsa che cresce e lo spread che scende. Invece, a parere del direttore del Giornale,  Alessandro Sallusti, con il cambio di passo sulla  politica dell'immigrazione, questo governo   ha imboccato la strada giusta per suicidarsi. Intanto si registra il ritorno a Riace dell'ex sindaco Mimmo Lucano, mentre il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ex ministro dell'Interno  è indagato per diffamazione per il caso del capitano, Carola Rakete. 

Ecco la squadra del governo giallorosso: domani il giuramento di Conte

Avanti tutta, a dispetto di tutto. Sta per nascere il Conte bis, il governo giallorosso della svolta e della discontinuità targato M5s- Pd. Oggi pomeriggio, infatti, il premier incaricato, Giuseppe Conte ha sciolto la riserva ed è salito al Quirinale dove ha presentato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la lista dei 21 ministri Giovani, coraggiosi, determinati  e molto motivati.Domani mattina alle 10 è previsto il giuramento del premier Conte e dei ministri mentre per lunedì e martedì prossimi ci sarà il voto di fiducia prima alla Camera e poi al Senato. Dieci ministri sono del M5s, nove dei Dem e uno di Leu, più  una tecnica.Questi i nomi dei ministri:  Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, Roberto Gualtieri all’Economia, Luigi Di Maio agli Esteri, Nunzia Catalfo al Lavoro, Dario Franceschini alla Cultura, Alfonso Bonafede confermato alla Giustizia, Lorenzo Guerini alla Difesa, Stefano Patuanelli allo Sviluppo, Teresa Bellanova alle Politiche agricole, Sergio Costa resta all’Ambiente, Paola De Micheli alle Infrastrutture, Lorenzo Fioramanti all’Istruzione, Roberto Speranza alla Salute, Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento, Fabiano Dadone alla Pubblica Amministrazione, Giuseppe Provenzano al Sud, Elena Bonetti alle Pari opportunità, Francesco Boccia agli Affari regionali, Enzo Amendola agli Affari Europei, Riccardo Fraccaro sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Inoltre è stato istituito un nuovo ministero quello dell’Innovazione tecnologica che va a un assesore del Comune di Torino, Paola Pisano. Il nuovo governo giallorosso nasce in tempi record, dopo solo due settimane dalle dinmissione di Conte all’indomani della sfiducia avanzata nei suoi confronti da Matteo Salvini,leader della Lega, poi ritirata. L’accelerata all’accordo di programma è arrivata dopo l’esito positivo della consultazione degli iscritti al M5s sulla piattaforma Rousseau.Fuori dall’esecutivo, proprio per dare il segno di un vero rinnovamento, restano Nicola Zingaretti leader dei Dem e Graziano Delrio.L'accordo di programma raggiunto tra M5s e Pd consta di 29 punti che spaziano dal taglio dei parlamentari, al blocco dell'aumento dell'Iva, al taglio delle tasse, al salario minimo, dall'Ambiente  alla scuola, al processo per l'autonomia differenziata e tanto altro.

Plebiscito di sì al nuovo governo giallorosso su Rousseau

IL giorno del Rousseau  tanto temuto, si è concluso ieri alle 18 con un plebiscito di sì al governo giallorosso targato M5s -Pd. Il 79,3%  degli iscritti ai Cinquestelle (63.146) ha approvato la nascita del nuovo governo che sarà guidato dal premier Giuseppe Conte. Solo il 20,7% degli iscritti (16.488)  ha votato no sulla piattaforma Rousseau.Il premier incaricato, già stamane, o al massimo domani, potrebbe recarsi al Quirinale per presentare al presidente della Repubblica Mattarella, la squadra dei ministri del nuovo esecutivo giallorosso e quindi sciogliere la riserva. La nave del nuovo governo nel segno della serietà, della discontinuità, il governo della svolta  dunque, sta per salpare, ma il capitano, Salvini che continua a inveire sui social contro questo “governo degli orrori, del poltronificio” come lo definisce, resterà a terra. D’altronde, mai proverbio fu più appropriato: "Chi è cagion del suo mal  pianga se stesso".Al leader del Carroccio che, alla fine del suo delirante percorso di governo aveva anche  invocato i pieni poteri per affermare la supremazia nazional sovranista, ora non resta che leccarsi le ferite, e attendere le prossime elezioni politiche. Intanto, sull'altro fronte si registra grande soddisfazione in entrambi gli schieramenti politici M5s e Pd, per il lavoro fatto fin qui seppur tra mille differenze ideologiche  e difficoltà logistiche. La sintesi, però,per il bene dei cittadini come dicono,    sembra ormai raggiunta. Qualche altra casella ancora da far quadrare e si partirà per questo nuovo viaggio che, si spera,  risolleverà le sorti del nostro Paese in ginocchio. Superato  lo scoglio dei due vicepremier, dopo la rinuncia di Di Maio, l'ipotesi su cui starebbero lavorando M5s e Pd in queste ore vedrebbe l'assegnazione di due ministeri di punta ai due "capi delegazione" dei partiti. Ciò è quanto trapela in queste ore in ambienti Dem. Se passasse questo schema, il capo del M5s Luigi Di Maio, secondo le stesse fonti, potrebbe diventare ministro degli Esteri, andando a guidare la Farnesina. Per il Pd il capo della delegazione sarebbe invece Dario Franceschini, in conseguenza della scelta di Nicola Zingaretti di non entrare nel governo e dopo il passo indietro di Andrea Orlando, che resta al partito da vicesegretario. Rumors che circolano con insistenza negli ambienti politici, avanzano l'ipotesi che Franceschini diventi il ministro della Difesa. Ma per il Viminale resta in auge l'idea di un nome tecnico, come quello del prefetto di Milano Luciana Lamorgese o del capo della Polizia Franco Gabrielli.  Andrea Orlando, dal canto suo, sui social  avverte che non entrerà nella nuova compagine governativa. 

Di Maio rinuncia a fare il vicepremier, oggi il giorno di Rousseau

Giornata decisiva per risolvere la crisi a palazzo Chigi con l’eventuale formazione di un governo giallorosso, targato M5s – Pd. Un governo stabile, della discontinuità in una parola un governo della svolta per realizzare tutti i sogni nel cassetto come dice il premier incaricato, Giuseppe Conte rivolgendosi ai pentastellati. Gli fa eco anche il leader dei dem, Nicola Zingaretti che auspica, tra l’altro, un governo che risollevi le sorti economiche del Paese ormai in stallo da tempo,che riesca a superare i due decreti sicurezza, che promuova un’idonea politica dell’imigrazione e che abbia un occhio attento e vigile alle politiche ambientali. Ore di grande e frenetica attesa, dunque, anche perchè oggi, dalle 9 alle 18 gli iscritti al M5s si esprimeranno sulla piattaforma Rousseau in merito al governo giallorosso e, a quanto pare, l’esito positivo della votazione non pare del tutto scontata. Intanto, un grande passo indietro lo ha fatto il capo politico dei Cinquestelle, Luigi Di Maio, che ha rinunciato dopo giorni e giorni di posizione irremovibile, a fare il vicepremier. Anche perché, ora a premere l’aceleratore sulla formazione del governo giallorosso è anche Beppe Grillo, che parla di occasione storica. Già questa sera, o al massimo domani, dopo l'esito del voto su Rousseau, il premier incaricato, Conte, potrebbe salire al Colle per comunicare la formazione della nuova squadra di governo. Per quanto concerne il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, avanza l'ipotesi dell'attuale segretario generale di palazzo Chigi, Roberto Chieppa.Mentre i pentastellati hanno incassato l'ok per le conferme di Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede e Sergio Costa.Nel nuovo esecutivo potrebbero entrare anche Stefano Patuanelli, Spadafora, Nicola Morra e Federico D'Incà. Per il Viminale ci potrebbe essere Di Maio.Il Pd potrebbe avere il ministero della Salute dove è forte la candidatura di Paola De Michelimentre il ministero del Lavoro potrebbe andare a Graziano Delrio. Infine, circola insitente il nome di Paolo Gentiloni (Pd) come commissario Ue.

Sarcone presidente Cicas di Crotone, Marafioti a Vibo:sistema produttivo in crisi urgono misure idonee

La Cicas (Confederazione imprenditori commercianti artigiani turismo servizi) sbarca a Crotone e a Vibo Valentia.Francesco Sarcone, infatti,  è stato nominato responsabile per la provincia di Crotone nei giorni scorsi a Catanzaro, dal presidente nazionale Cicas, Pietro Raimondo e dal direttore generale, Giuseppe Mazzullo. Mentre per la provincia di Vibo Valentia è stato nominato coordinatore, Giovanni Marafioti. La Confederazione si pone come garante di tutti i settori interessati con l'obiettivo di combattere tutti gli abusi e il malaffare che imprenditori, commercianti artigiani e operatiori del turismo subiscono in silenzio. Come prima iniziativa, la Cicas di Crotone, si propone di somministrare un questionario di 10 domande in forma anonima per poter capire dove intervenire concretamente per dare aiuto. Per la Cicas è importante intervenire ora perchè la crisi economica  è  stringente e si fa sentire, con l'aumento indiscriminato dei tributi da parte degli enti locali che si ripercuotono sui settori produttivi che accusano, dal canto loro,  il crollo dei consumi  e degli stessi fatturati. Inevitabile la chiusura di centinaia d'imprese a livello nazionale con significative ripercussioni sull'occupazione dipendente. L'estate, durata circa una ventina di giorni, secondo Cicas ha lasciato l'amaro in bocca a tutti gli operatori del turismo, agli imprenditori e agli artigiani che hanno guadagnato ben poco o niente. Da qui la necessità per la Cicas, di pianificare un progetto di rilancio che ridia forza e vitalità a tutti i settori.Senza contare che anche le banche, secondo la Cicas, continuano a remare contro: i dati parlano chiaro, negli ultimi venti anni si è egistrata una diminuizione esponenziale del credito e un aumento indiscriminato degli interessi,mettendo in crisi il sistema produttivo. Cicas pensa di rivolgersi al governo nazionale e a quello regionale della Calabria affinchè, di concerto,  si mettano a punto una serie di misure atte a riprendere  un rapporto normale con il  sistema credito e dei servizi, perchè la posta in gioco è alta e se non si inerviene si rischia di far sparire tutto il sistema produttivo che fino ad oggi, suo malgrado, ha creato ricchezza e occupazione. Preoccupa, infine la Confederazione, il silenzio delle istituzioni a riguardo che sembrano aver abbandonato al loro destino gli imprenditori, gli artigiani i commercianti e le loro famiglie.E che si ricordano di questi ultimi solo in campagna elettorale.

Di Maio alza il tiro, vacilla l'intesa col Pd: oggi nuovo incontro

Brusca frenata ieri da parte del leader dei Cinquestelle, Luigi Di Maio, sul patto di governo giallorosso con il Pd. Ci ripensa Di Maio, e in una conferenza stampa riferisce che è il momento del coraggio, delle scelte e che non rinnega i 14 mesi di governo gialloverde. Quindi alza il tiro e annuncia al premier incaricato, Conte,  che il patto col Pd si farà solo se  si approvano tutti i  20 punti del M5s, altrimenti è meglio andare  al voto subito. Il Pd si irrita, si innervosisce  e per bocca di Nicola Zingaretti fa sapere che la proposta dei pentastellati è irricevibile, che non accettano ultimatum. Che i dem vogliono seriamente costruire un governo della svolta, green, che faccia le riforme giuste per il bene del Paese. Ma non si accettano ultimatum di sorta. E così l’incontro programmato per ieri pomeriggio salta, mandando tutti in tilt, anche la borsa e lo spread che risale, preoccupando i mercati. Il nodo da sciogliere, si intuisce, è sempre quello: che Di Maio possa essere vicepremier per non rimanere fuori dai giochi. Ma per il Pd, Conte che, con le sue dimissioni ha determinato la fine del governo gialloverde, ora ha sposato la causa del M5s. Per cui non ci può essere un vicepremier dello stesso partito per i dem che rivendicano, a loro volta  il vicepremier. Ma Di Maio insiste, anche in vista della votazione degli iscritti sulla piattaforma Rousseau, di cui teme il giudizio, evidentemente. Una votazione che, seppur non ha valore decisionale ma è meramente consultiva, ha comunque il suo peso per i pentastellati. Ma che senso ha, si chiedono in molti, farla adesso. Semmai aveva senso farla prima che si decidesse di fare il patto con il Pd. Intanto, per oggi, pare sia in programma un nuovo incontro tra M5s e Pd alle 9,30 a palazzo Chigi coordinato dal premier incaricato, Conte il quale ha chiesto una rosa di nomi per i ministri a entrambi i partiti.

Servito il Conte bis, non un governo "contro" ma per il bene dei cittadini

Il Conte bis è servito.Non un governo contro Salvini ma un governo per i cittadini che apre a una nuova stagione di riforme per risollevare le sorti del Paese: parola di Giuseppe Conte.Lui, tecnico e illustre sconosciuto al mondo della politica, da neofita è arrivato oggi ad essere una figura di primo piano, l’ago della bilancia di una preoccupante crisi di governo agostana, colui che farà decollare il nuovo esecutivo M5s- Pd. L’avvocato e docente universitario, infatti, ieri al Colle, ha accettato l’incarico con riserva affidatogli dal presidente Mattarella di dar vita a un nuovo governo di legislatura. E già da subito si è messo al lavoro a Montecitorio per le consultazioni con i gruppi parlamentari e che proseguiranno anche stamane. L’obiettivo è quello di formare un governo stabile, credibile, di discontinuità, in una parola il governo della svolta. Un governo che faccia dimenticare lo stallo e lo sfacelo in cui è precipitato il Paese in 14 mesi di legislatura nevrotica e poco oculata, targata M5s- Lega, e in cui i sovranisti l'hanno fatta da padrone. Caduto il veto sulla premiership di Conte, resta ora l’altro nodo da sciogliere, quello del vicepremier che viene reclamato da Di Maio. Ma il Pd di Zingaretti non ci sta. E rivendica, a sua volta, il vicepremier. Un ostacolo che, secondo i politologi, verrà superato, anche questo, per il bene del Paese e non per le poltrone, come ritengono invece i detrattori. Probabilmente, il leader dei pentastellati dovrà “accontentarsi” del ministero della Difesa, pur di rimanere in gioco. Anche i grillini, negano che si tratti di una questione di poltrone e fanno quadrato attorno al loro leader, Luigi Di Maio. Intanto per quanto riguarda il programma, gli interessi dei due partiti, seppur divergenti, possono collimare su più punti. E certamente ce la dovranno mettere tutta, i "nemici- amici", per scongiurare l’aumento dell’Iva e fare la manovra finanziaria seguendo i parametri di Bruxelles. Anche se, come primo adempimento M5s e Pd si sono posti, entro settembre, il taglio dei parlamentari. Sull'accordo di governo, i grillini voteranno sulla piattaforma Rousseau.Ma il leader dei Cinquestelle, rassicura: qualunque sarà l'esito della votazione degli iscritti, l'accordo col Pd si farà comunque. E, per la prima volta dopo 14 mesi, lo spread scende in modo significativo a 183, facendo ben sperare. Il patto giallorosso, certamente non piace a molti. In primis al capitano Salvini che parla di ribaltone e chiede agli italiani di mobilitarsi nelle piazze per il 19 ottobre. Proprio lui che ha decretato la fine del governo gialloverde, sfiduciando per due volte Conte, salvo poi ritirare il tutto, fare retromarcia e lesinare a Di Maio un nuovo accordo. Anche il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, invoca la piazza. Così come Forza Italia con il cavaliere di Arcore, Silvio Berlusconi che boccia l'accordo M5s- Pd, definito patto di perdenti. Sul fronte dem, si registra la defezione di Carlo Calenda che sbatte la porta e bolla il patto di governo come "un tradimento" . Zingaretti gli chiede di ripensarci, ma lui non ne vuole sapere.

Riprende la trattativa Pd- M5s, oggi il responso

Ultimissime ore, frenetiche e concitate, per dar vita, anche se di malavoglia, a questo governo giallorosso targato M5s- Pd.La trattativa, molto intricata e interrotta ieri, è ripresa stamane alle 8,30 per parlare di contenuti. E oggi si dovrebbe svelare l'arcano. Tante le difficoltà e le divergenze tra i leader dei due partiti che, ormai, dopo le Europee e le Amministrative, non sono più rappresentativi della maggioranza del popolo italiano. E ne sono perfettamente consapevoli sia Di Maio che Zingaretti. Ecco perchè ce la metteranno tutta pur di raggiungere un accordo e non andare al voto che, certamente li vedrebbe sconfitti. Un governo di necessità, come lo definisce il Corriere della Sera, un governo di svolta, di discontinuità, come chiede il Pd ma che è  anche un governo contro Salvini e il suo dilagante strapotere. E se il veto sulla premiership di Giuseppe Conte è caduto e il Pd è propenso anche al taglio dei parlamentari entro settembre, resta il nodo  dei ministeri che a quanto pare fa discutere e non poco. Sembra che  sia più una mera questione di poltrone che altro. Di programmi, finora, si è discusso poco o niente e il tutto si è ridotto alla mera elencazioni di punti cardine. Senza contare che non è certo piaciuta ai dem  l'uscita di Di Maio che, non solo avrebbe avanzato pretese come vicepremier ma anche come ministro dell'Interno.Cosa questa successivamente smentita. Si è parlato anche di votare sulla piattaforma Rousseau l'accordo una volta raggiunto. Il Pd, però, non ci sta a stare sotto scacco dei grillini, ma per il bene del Paese, probabilmente  arriverà anche a fare un ulteriore sforzo. Sbraita, intanto, il capitano Salvini che parla di ribaltone,e mostra tutta la sua ira perchè  Di Maio ha ignorato la sua proposta di ritornare insieme e riprovare a fare una nuova alleanza.  Mentre sia Fi che Fratelli d'Italia, parlano di inciucio  già programmato e  invocano a gran voce nuove elezioni. Comunque vada, se dovesse nascere questo governo giallorosso, se il collante tra Pd e M5s è solo quello  di essere contro Salvini, non durerà a lungo. E se dovesse fallire non farà altro che rafforzare le destre sovraniste. E secondo il filosofo Massimo Cacciari, Pd e M5s sarebbero in preda a un "delirio governista" senza alcuna consapevolezza della situazione delicata. Mentre l'Italia, ora,  ha bisogno di un Governo forte,  stabile, autorevole e credibile.

Ultime ore di trattativa M5s-Pd: si ragiona ancora sul Conte bis e spunta la lista nera di Di Maio

Ancora poche ore e si saprà se la trattativa tra il M5s e il Pd per fare un patto di governo è andata in porto. Domani, al Qurinale, il presidente Mattarella procederà con l'ultimo giro di consultazioni e poi deciderà il da farsi. Intanto da rumors che circolano negli ambienti politici trapela che da parte dei renziani c'è pressing sul segretario dem, Nicola Zingaretti perchè apra al Conte bis. Sembra, però, che Zingaretti non voglia proprio sentirci da questo orecchio perchè ha detto chiaro e tondo, sin dall'inizio che si deve fare un governo di discontinuità che nulla ha a che vedere con il contratto gialloverde. Di più, il segretario dem ha ribadito che non ha niente di personale contro Giuseppe Conte ma che è una questione di opportunità e di rispetto per gli elettori. Dal canto suo Conte ha replicato che non sono gli uomini ma gli accordi di programmi a dare il segno della discontinuità e a fare il governo della svolta. Sarebbero, inoltre, favorevoli parte dei dem a vedere il presidente della Camera, Roberto Fico come premier, ma lui ha declinato e aggiungendo che vorrebbe continuare la legislatura nel suo ruolo istituzionale. Il leader dei pentastellati, Luigi Di Maio, anche lui non arretra di un passo e insiste su Conte premier ponendo il tutto come una condizione essenziale affinchè si proceda con il patto di governo con i derm.C'è, inoltre il rischio che, per quanto sia stato ribadito da più parti dal M5s che con la Lega è un capitolo chiuso, se dovesse naufragare la trattativa con il Pd, nulla toglie che all'ultimo minuto ci possa essere un autentico rimpastone, visto che Salvini, a sua volta, fa pressing su Di Maio perchè si ricostituisca l'alleanza, con Di Maio premier .Resta, però, poi da vedere se questa minestra riscaldata, otterrà la fiducia del Parlamento .Intanto, in queste ore frenetiche, prosegue la trattativa M5s- Pd e Di Maio pare abbia imposto anche una lista nera a Zingaretti, nel caso di un Patto di governo giallorosso, in cui figurano oltre al nome di Matteo Renzi, anche quello di Laura Boldrini, Maria Elena Boschi, Luca Lotti Matteo Orofini e naturalmente anche Massimo D'Alema. Tutti nomi questi, notoriamente sgraditi ai pentastellati e che devono restare fuori.

Crisi di Governo: prova di manovra tra M5S e Pd

La prova di manovra tra il M5s e il Pd, per ragionare sulla formazione di un eventuale Governo della svolta era partita bene, a dispetto di tutte le cassandre. Al tavolo del confronto c’erano le delegazioni dei due partiti guidate dai rispettivi capigruppo parlamentari.Anche perché i pentastellati hanno subito chiarito che è aperta solo la trattativa con i dem e c’è un solo forno. Un fatto che ha rassicurato il Pd. Ora però i dem chiedono che la decisione venga formalizzata "in modo chiaro al capo dello Stato".Da parte dei 5 Stelle le condizioni erano già state messe sul piatto: si discute a partire dal nodo del taglio dei parlamentari e i dem sono d'accordo,come ha riferito al termine della riunione al Nazareno il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio. Il Pd ha già convocato i suoi per domani pomeriggio per lavorare ai tavoli tematici per scrivere "il programma del Governo di svolta". Intanto ieri sera, c'è stata una cena tra il leader dei pentastellati, Di Maio e il segretario dei dem, Nicola Zingaretti. Tra i temi al tappeto il Conte bis,  posto come "conditio sine qua non" da Di Maio e che, invece non piace ai dem che vogliono discontinuità e vorrebbero fosse  un altro il presidente del Consiglio.Un ostacolo non di poco conto. E Di Maio ha dato 24 ore di tempo a Zingaretti per decidere.Così come dovrà decidere anche sui dieci punti illustrati da Di Maio al Quirinale e al taglio dei parlamentari entro settembre. Ma senza inserire  la riforma costituzionale complessiva e la legge elettorale che, nel pomeriggio, le delegazioni Pd e M5s avevano concordato  guidate dal dem Delrio e dal pentastellato Stefano  Patuanelli. Insomma un pugno nello stomaco per il Pd che non si sa se ingoierà il rospo. Di Maio, però ha  cercato di non tirare troppo la corda e dall'altra  ha posto la condizione che se il Pd acccetta il Conte bis, sarà Paolo Gentiloni (ora nemico giurato di Renzi) il candidato a commissario europeo. Nel frattempo,sull'altro fronte,  il camaleontico  capitano Salvini,non si arrende e pur di salvare capre e cavoli  ha proposto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il nome di Di Maio come premier per poter rilanciare il patto gialloverde. Insomma,  si aprono  scenari inusitati e sta ora al buonsenso dei leader politici pensare  solo  al bene del Paese, altrimenti si andrà al voto anticipato .

La crisi di Governo preoccupa, dura nota del direttore generale della Cicas Italia

La crisi di Governo, aperta da qualche giorno con le dimissioni del premier, Giuseppe Conte, preoccupa e non poco gli imprenditori e le associazioni di categoria. In merito interviene con una dura nota stampa il direttore generale della Cicas italia (Associazione generale italiana, imprenditori, commercianti, artigiani servizi e  turismo),Giuseppe Mazzullo.Come si legge nella nota stampa, Mazzullo   "esprime tutto il suo sgomento per l'esito finale di una crisi che pur causata da idiozia strategica del ministro Matteo Salvini, doveva essere immediatamente chiusa dai partner di Governo e da chi ne coordinava l'esecutivo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, invece si è preferito procedere con la furbizia degli stolti- prosegue la nota stampa del direttore generale Cicas, Mazzullo- a consegnare il Paese a chi è stato l'artefice dei disastri finanziari ed economici ... i soliti servi della finanza speculativa e succubi di una Europa tutta da rifare, con l'imediata rimozione dei tecnici e il subentro di politici a capo delle commissioni Europee. Si è preferito affidarsi all'inciucio, altro che coraggio, venendo meno al Contratto di Governo, nonostante tutto salutato con favore dalle Confederazioni sindacali e dalle Parti sociali. Massima allerta, dunque-conclude la nota del direttore generale Cicas Italia,  Mazzullo-avverso tutti i propositi di chi intende distruggere il tessuto  connettivo del Paese che sono e rimangono le Piccole e medie imprese".

Trovato morto a New York lo chef italiano, Zamperoni

Lo chef italiano di Cipriani Dolci (il ristorante della Grand Central terminal di New York), Andrea Zamperoni, 33 anni è stato trovato morto in un ostello del Queens. Zamperoni era scomparso da sabato scorso. Era stato visto per l'ultima volta dai suoi compagni di appartamento sabato notte, ha detto al New York Post il manager del ristorante, Fernando Dallorso. I suoi amici avevano avvertito la polizia lunedì, quando Zamperoni non si era presentato al lavoro. "Siamo addolorati di essere venuti a sapere che Andrea Zamperoni, amato membro del team Cipriani per molti anni, è stato trovato morto" afferma Cipriani Dolci in una nota. "Abbiamo fiducia nel fatto che la polizia di New York farà tutto il possibile per indagare e fare chiarezza su questa tragica situazione". Sul corpo di Andrea Zamperoni sarà eseguita un'autopsia per determinare la cause della morte, che appare sospetta. Lo affermano alcune fonti della polizia di New York ai media americani. "Non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse capitare proprio alla nostra famiglia": è questo che continua a ripetere la mamma di Andrea Zamperoni. Tutti nella cittadina lodigiana parlano di una famiglia molto unita, in cui i due fratelli gemelli, Andrea e Stefano, hanno deciso di intraprendere la stessa professione andando all'estero ma tornando spessissimo a far compagnia per qualche giorno al padre, alla madre e all' anziana nonna.

Crisi di governo: Mattarella dà cinque giorni di tempo ai partiti, martedì nuove consultazioni

Ancora cinque giorni di tempo, per avere una risposta sollecita e chiara dai partiti sulla formazione di un eventuale governo che ottenga la fiducia del Parlamento, con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese. Queste le condizioni dettate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ieri sera al termine delle consultazioni al Quirinale dopo la crisi di governo aperta con le dimissioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. In mancanza di queste condizioni, l'unica strada è quella delle elezioni. Martedì il presidente procederà a nuove consultazioni e dopo di che deciderà il da farsi. Intanto per questo pomeriggio è fissato l'incontro tra Il M5S e Pd per valutare la possibilità di formare un governo giallorosso. Una strada difficile da percorrere considerati i noti fatti del passato, me che ora vedono i due nemici porsi su un altro piano, seppur con idee e obiettivi diversi che ora però dovrebbero convergere o quanto meno collimare per dare un Governo al Paese. Un'impresa ardua ma non impossibile. Un patto  per un  governo della svolta che da più parti viene criticato, visto  che sia il M5S che il Pd, vengono considerati perdenti alla luce dei risultati delle ultime Amministrative e delle Europee. E per questo motivo, secondo i detrattori, M5S e Pd non vorrebbero andare subito a nuove elezioni pur di conservare le poltrone. Elezioni che  invece  sono invocate a gran voce sia da Fi che da Fratelli d’Italia  che vedono proprio nell'indizione di nuove Politiche la via maestra. Con l'eccezione  del capitano Salvini, specializzato in retromarce, che a questo punto, pur volendo andare subito al voto, lancia, ora, una nuova sfida e si apre alla possibilità di fare un nuovo governo con gli ex alleati se si ragiona e i “no” diventano “si “. Miglioriamo la squadra – dice Salvini- diamoci un obiettivo, facciamo qualcosa "non contro" ma "per", io l'ho sempre detto, sono una persona concreta, non porto rancore guardo avanti, non indietro". "Un "accordo contro", tra Pd e M5S, è la vecchia politica. Io non penso che l'Italia abbia bisogno di un "governo contro". Il nuovo governo dovrebbe essere un governo stabile, credibile. Un governo del “fare” per tirar fuori il Paese dalle secche in cui è caduto, che scongiuri l’aumento dell’Iva che riesca a varare la Finanziaria, prima di tutto. Ma anche  un governo del disfare, per cancellare alcuni decreti, ritenuti da alcune parti politiche inaccettabili, uno per tutti il Decreto sicurezza bis.

Aperta la crisi di Governo, Conte si è dimesso: oggi al via le consultazioni

La crisi del Governo gialloverde, peraltro già annunciata da mesi dai mass media, è ora ufficialmente aperta. A mettere la parola fine a 14 mesi di questa XVIII legislatura targata Lega e Movimento 5 Stelle,dopo mesi e mesi di tatticismi e tira e molla, ci ha pensato ieri, con un atto di coraggio e coerenza, il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Che già il 3 giugno scorso aveva lanciato l’avvertimento ai due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che se avessero continuato con questa politica litigiosa che, di fatto, ha posto il Paese in uno stato di stallo e sull’orlo della recessione, si sarebbe dimesso. E ieri, a palazzo Madama, Conte è arrivato ai fatti, nonostante lo stesso Salvini, all’ultimo minuto avesse deciso di ritirare la sfiducia al premier. "L'azione del Governo si arresta qui" - ha annunciato lapidario Conte nell’Aula del Senato, con le dimissioni rassegnate al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una volta salito al Colle, e che per  oggi alle 16 ha avviato le consultazioni. Non ha avuto peli sulla lingua il premier Conte che, certo non l’ha mandata a dire a Salvini ma è stato un fiume in piena, e lo ha stigmatizzato definendolo un “irresponsabile per aver aperto una crisi solo per "interessi personali e di partito". Conte ha ripercorso con lucidità, uno ad uno, tutti i problemi creati da Salvini, non ultimo il fatto di aver deciso di aprire la crisi di Governo, paventando uno scenario apocalittico qualora il Paese dovesse andare in esercizio provvisorio con l’aumento dell’Iva a gennaio 2020. Di più. Conte ha rintuzzato Salvini definendolo, in buona sostanza, anche un ignorante:"I comportamenti del ministro dell'Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e una grave carenza di cultura costituzionale. - ha continuato il premier- definedosi  "preoccupato" da chi "invoca piazze e pieni poteri". L'affondo non si è  fermato solo alla decisione di mettere fine all'esperienza gialloverde ma ha  toccato anche dossier delicati come il Russiagate. Conte gli ha imputato di non essere andato in Aula e di aver creato problemi allo stesso presidente del Consiglio. Il premier non ha tenuto fuori nulla dal suo intervento, nemmeno il ricorso che Salvini fa all'uso di simboli religiosi defininedolo  un  "uso incosciente di simboli religiosi". A lanciare strali sul leader del Carroccio ci ha pensato  anche il  pentastellato Nicola Morra, che  ha redarguito il ministro dell'Interno e vicepremier per il fatto che al santuario di Polsi, in Aspromonte (Calabria) ha ostentato il Rosario senza, presumibilmente, sapere che quello è un preciso codice della 'ndrangheta,  volendogli dare così il beneficio del dubbio. E poi la parola è  passata al capitano che ha  esordito, spavaldo :” Rifarei tutto quello che ho fatto, non ho paura del giudizio degli italiani". Sono qua "con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero". "Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura", ha detto ancora Salvini."La libertà non consiste nell'avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone", ha detto Matteo Salvini citando Cicerone. "Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario eruopeo, siamo o non siamo liberi?". "Gli italiani non votano in base a un Rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l'Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone". "Voi citate Saviano, noi San Giovanni Paolo II.., lui diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con la sole dichiarazioni o con la forza ma con gesti e fatti concreti se volete completare le riforme noi ci siamo. Se volete governare con Renzi auguri...".E poi, nell'aula del Senato  è stata la volta di Matteo Renzi - "Sarebbe facile assistere allo spettacolo sorridendo ma la situazione impone un surplus di responsabilità.- ha esordito Renzi- Lei oggi presidente del Consiglio si dimette ed il Governo che lei ha definito populista ha fallito e tutta l'Ue ci dice che l'esperimento populista funziona in campagna elettorale ma meno bene quando si tratta di governare". "No si è mai votato in autunno, c'è da evitare l'aumento dell'Iva e serve un governo non perchè noi ci vogliamo tornare ma perchè l'aumento dell'Iva porta crisi dei consumi non è un colpo di Stato cambiare il governo ma un colpo di sole aprire la crisi ora ora, questo è il Parlamento non il Papeete"- ha concluso Renzi. Anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti in una nota stampa ha affermato :” Le parole di Conte sono "da apprezzare" ma c'è il "rischio di una autoassoluzione. Per questo "qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi".Certo è che ora, almeno stando ai pronostici, all'orizzonte potrebbe profilarsi un governo giallorosso- M5S- Pd, ma la strada è difficile da percorrere e irta di ostacoli .

Barca cola a picco e la Guardia costiera salva i tre naufraghi

PIZZO (Vibo Valentia) - Hanno passato un brutto quarto d'ora le tre persone a bordo di una barca che, a largo di Pizzo, ieri ha cominciato a imbarcare acqua colando a picco nel giro di una manciata di minuti. Provvidenziale è stato l'intervento del personale di una motovedetta della Capitaneria di porto di Vibo Valentia  che ha tratto in salvo i tre naufraghi, due adulti e un bambino, che si trovavano a bordo dell' unità da diporto L'intervento della Guardia costiera è scattato dopo che uno dei diportisti ha telefonato al "1530", il numero blu per l'emergenza in mare. La motovedetta ha mollato prontamente gli ormeggi dal porto di Vibo Valentia e si è diretta verso l'area della segnalazione, individuando i naufraghi. Accertate le loro buone condizioni di salute, il personale della motovedetta ha recuperato a bordo i diportisti e li ha condotti nel porto di Vibo Marina. Provvidenziale anche l'intervento di un'unità da diporto di passaggio, che ha prestato la prima assistenza a due dei tre naufraghi. L'intervento di soccorso è stato coordinato dalla Sala operativa della Capitaneria di porto di Vibo, attiva 24 ore su 24.

Il Roccella jazz Festival guarda all'Oriente

ROCCELLA JONICA (Reggio Calabria) - Uno sguardo nuovo verso il jazz orientale: da quello dei Balcani per arrivare fino alla Cina. Questo il tema chiave della seconda parte della 39/ma edizione del Roccella Jazz Festival "Rumori Mediterranei", in programma dal 21 al 24 agosto, nella location storica del Teatro al Castello. Quattro giorni di proposte sul tema "Erhuasian Summit - Verso est, ai confini del jazz" con più della metà dei concerti produzioni originali e 148 musicisti coinvolti: 45 dei quali stranieri. Un giro del mondo che porterà il Festival ai confini del jazz: tra le mete più importanti ci sarà la Cina, custode esclusiva del suono dell'erhu, uno strumento di origine mongola diventato il simbolo musicale del Paese. Ad esibirsi l'Orchestra Rumori Mediterranei, diretta da Nicola Pisani, Antonio Faraò Chinese Meeting, il Delta Saxophone Quartet, Noa con il progetto Letters to Bach, Bojan Z, The Essence Of Gospel,e Tai-No Orchestra.

Escursionista trovato morto, la Procura apre un fascicolo per presunti ritardi nel soccorso

VALLO DELLA LUCANIA (Salerno) -Simone Gautier, l'escursionista  francese di 27 anni  scomparso il 9 agosto scorso e il cui corpo è stato ritrovato ieri senza vita in un dirupo del Cilento, è morto subito dopo essere precipitato e aver chiesto aiuto. È riuscito a dare l'allarme ai carabinieri ma, secondo una prima ricostruzione anche in seguito all'esame esterno della salma, il ventisettenne in poco tempo, 40-  45 minuti, sarebbe morto. A causare il decesso - ma sarà l'esame autoptico a stabilirlo - è stata la frattura di una gamba che avrebbe rescisso l'arteria; da qui l'emorragia. Il corpo, confermano gli inquirenti, era in avanzatissimo stato di decomposizione. E un'inchiesta è stata aperta dalla Procura di Vallo della Lucania (Salerno) in relazione alla morte dell'escursionista. Secondo quanto si è appreso, l'indagine, in particolare, intende accertare eventuali responsabilità su presunti ritardi nell'avvio dei soccorsi. Il corpo, confermano gli inquirenti, era in avanzatissimo stato di decomposizione: un particolare che confermerebbe il fatto che Simon sia morto poco dopo la caduta. Intanto all'ospedale di Sapri è giunto il padre con la sua compagna ed il console francese, attesa anche la madre del turista. Gli inquirenti ribadiscono che non c'è stato ritardo nei soccorsi: sin da subito, spiegano i carabinieri, l'area dove è stato poi ritrovato Simon era stata individuata; complicato il ritrovamento per il dirupo e la zona impervia. E il 118 denuncia: 'Italia in ritardo sulla direttiva Ue'

Ritrovato morto l'escursionista francese caduto in un burrone

SAN GIOVANNI a PIRO (Salerno) - Dopo giorni e giorni di estenuanti ricerche, dopo che lo stesso escursionista francese di 27 anni aveva lanciato l'Sos dopo esser caduto in un burrone,  ieri in serata è stato ritrovato il cadavere di Simon Gautier. Morto in un burrone. Era disperso dal 9 agosto nel Golfo di Policastro durante un'escursione. Il corpo ormai senza vita del giovane  è stato individuato dagli uomini del soccorso alpino in zona "Belvedere di Ciolandrea", nel comune di San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno. "Sono distrutta, abbiamo avuto fino all'ultimo la speranza che Simon fosse ancora vivo", dice a caldo Asha, studentessa danese che condivideva a Roma l'appartamento con Simon. "Sono momenti terribili". I genitori del giovane hanno appreso la notizia nell'albergo di Policastro in cui alloggiano. Con il padre, la madre ed il compagno di quest'ultima, c'è anche la sorella di Simon. Ad informarli sono stati gli amici francesi del ragazzo, che lo hanno saputo da un giornalista. Un equipe di psicologi francesi, messi a disposizione dall'ambasciata, hanno raggiunto l' albergo. Un epilogo drammatico al termine dell'ennesima giornata di ricerche, caratterizzate da una sola novità: il ritrovamento di tracce di sangue in prossimità della spiaggia della Molara di Scario. I reperti erano stati portati per gli esami nel laboratorio di analisi dell'ospedale di Vallo della Lucania, ma ormai è tutto inutile. Sul posto delle ricerche oggi sono arrivati anche l'ambasciatore di Francia a Roma, Christian Masset ed il padre di Simon. In mattinata, a Salerno, il prefetto Francesco Rosso aveva incontrato il diplomatico per fare un punto di situazione, sottolineando il massiccio spiegamento di forze in campo con il coinvolgimento di unità di personale specializzato dei Vigili del fuoco e del Soccorso Alpino. Le ricerche - i cui presunti ritardi sono stati smentiti dalla Prefettura - si sono svolte su un territorio vasto e con molte asperità, con dirupi e inghiottitoi. Sono stati utilizzati anche i cani molecolari, addestrati per muoversi in territori montani, elicotteri e droni. Tanti i volontari della Protezione civile che hanno battuto la zona, insieme a una ventina di amici di Simon, giunti dalla Francia. A dare l'allarme era stato proprio l'escursionista francese con una telefonata al 118, venerdì 9 agosto verso le nove del mattino.

Incidente sul lavoro, muore un operaio

MONASTERACE (Reggio Calabria) - Incidente sul lavoro. L'ennesimo in Calabria. Sabato scorso,  un operaio di 45 anni, F.M. di Fuscaldo (Cosenza),  dipendente di un'impresa impegnata nell'esecuzione di lavori nella stazione ferroviaria di Monasterace, è morto in un incidente sul lavoro. Stando a una prima ricostruzione dell'accaduto fatta dagli inquirenti,  l'operaio si trovava alla guida di un trattore e  nell'effettuare una manovra in retromarcia, si è affacciato dall'abitacolo del mezzo battendo la testa contro un container posizionato a ridosso dei binari.L'uomo è morto sul colpo  a causa delle lesioni riportate nell'urto violento. Vani sono stati  i tentativi di soccorso da parte di alcuni colleghi di lavoro e del personale del Suem 118. Sul posto, per i rilievi di rito, si sono recati i carabinieri di Monasterace e della Compagnia di Roccella Jonica. Il mezzo a bordo del quale si trovava la vittima ed il cantiere in cui é avvenuta  la disgrazia, sono stati posti sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Locri.

Percosse alla moglie, in manette

REGGIO CALABRIA- Un uomo di 38 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Reggio Calabria con l'accusa di maltrattamenti ai danni della moglie. L'arresto è scaturito da un intervento della Volante cui era stato segnalato che un uomo teneva atteggiamenti violenti nei confronti della moglie. I poliziotti hanno intercettato la vittima dei maltrattamenti in strada, in evidente stato di agitazione, ed il marito che, poco distante, inveiva nei suoi confronti. La donna, reggina di 39 anni, alla vista del personale delle Volanti e in preda ad una crisi di pianto, ha esortato gli agenti a non lasciarla sola con l'uomo che poco prima l'aveva percossa. Una volta rassicurata, la donna ha raccontato, e poi formalmente denunciato, una serie di condotte violente messe in atto ai suoi danni, anche in presenza delle due figlie minori, ed è stata condotta negli Ospedali riuniti per essere sottoposta alle cure del caso. L'arresto è stato convalidato dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, Domenico Stilo.

Pregiudicati tra i portatori della statua di San Rocco, annullata la processione

ACQUARO DI COSOLETO (Reggio Calabria)- A portare in processione la statua di  San Rocco ogni anno, ad Acquaro di Cosoleto nel Reggino, c'erano diversi pregiudicati. E dopo che la Polizia di Stato ha accertato che la maggioranza dei portatori della statua del santo, circa una trentina, erano persone con precedenti penali e di polizia, il parroco del paese, don Giovanni Bruzzì quest'anno, si è visto costretto ad annullare la processione. In sostanza sarebbero state violate le rigide disposizioni imposte in tal senso dal vescovo di Oppido Palmi, Francesco Milito, e dal questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone. In Calabria, le disposizioni per evitare presenze di appartenenti alla 'ndrangheta e di pregiudicati durante le processioni religiose, sono particolarmente rigide. Le verifiche, in questo senso, sono molto attente, in particolare, dopo quanto accadde nel 2014 ad Oppido Mamertina, sempre nel Reggino, quando l'effigie della Madonna delle Grazie, con una deviazione del percorso stabilito per la processione, venne portata sotto l'abitazione del presunto boss della 'ndrangheta, Giuseppe Mazzagatti. Da quel momento il vescovo Milito ha emanato precise direttive per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Scontro tra due auto: un morto e cinque feriti

TREBISACCE (Cosenza) - Un morto e cinque feriti, questo è  il bilancio di un incidente stradale avvenuto ieri, in tarda serata,  sulla statale 106, nei pressi di contrada Rovitti, nel territorio del comune di Trebisacce. Nello scontro tra due auto,una  Bmw X6 e una Alfa Romeo 156 station vagon, è morto Iulian Iuliescu,  49 anni, romeno, che viaggiava sull'Alfa. I cinque feriti, nessuno dei quali è in pericolo di vita, sono stati portati nell'ospedale di Trebisacce. Sulle cause dell'incidente indagano gli agenti della Polizia stradale di Trebisacce. Sul posto, oltre ai sanitari e agli agenti, anche i vigili del fuoco e il personale Anas. La statale è rimasta chiusa per alcune ore.

Violentata per dieci anni dai suoi aguzzini, cinque in manette

CORIGLIANO ROSSANO (Cosenza)- Una storiaccia, squallida, infima, fatta di violenza sessuale di gruppo, abusi reiterati, sevizie su una donna di Corigliano Rossano, costretta al silenzio dietro minacce di morte ai familiari e che è durata per dieci lunghi anni. Fino a ieri, quando le indagini hanno portato alla luce tutto questo orrore e gli agenti della Polizia di Stato di Cosenza hanno arrestato cinque persone,  accusate ora  dalla Procura, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo ed estorsione. La donna, che aveva una relazione extraconiugale con uno degli arrestati, sarebbe stata costretta anche a prostituirsi. L'uomo, in seguito l'avrebbe violentata insieme ad altre persone sottoponendola anche a violenze fisiche. In più occasioni la donna è stata costretta a ricorrere alle cure dei medici di un ospedale romano, per giustificare con i familiari, all'oscuro di tutto, una non meglio specificata malattia che gli provocava segni evidenti sul corpo. La donna, in questi lunghi anni,  ha sempre taciuto. Costretta al silenzio  per paura. Perchè temeva  per la sorte del marito e del figlio che all'inizio della vicenda aveva solo cinque  anni. I suoi aguzzini, infatti, le avrebbero intimato di tacere minacciando di morte i suoi familiari, rimasti all'oscuro di tutto in questi anni. Non solo, ma  gli arrestati le avrebbero estorto anche somme di denaro dietro la minaccia di divulgare dei filmati che la ritraevano in atteggiamenti sessuali espliciti. Il 5 agosto scorso, però, la donna, esasperata da una situazione ormai insostenibile,  si è rivolta agli agenti del Commissariato di Corigliano Rossano della Polizia che hanno avviato le indagini coordinate dal pm, Mauron Gallone sotto le direttive del procuratore, Eugenio Facciolla che hanno riscontrato il racconto della donna. Tutto è venuto a galla. E il quadro della situazione si è chiarito agli investigatori. Dieci lunghi anni in cui la vittima è stata sottoposta ad ogni genere di violenzee maltrattamenti. Nel corso delle perquisizioni a casa degli indagati, inoltre, gli investigatori hanno trovato 480 grammi di marijuana, un bilancino di precisione ed una serra per la coltivazione della marijuana, nonché attrezzi sessuali. Le indagini proseguono per identificare altri soggetti che nel corso di questo lungo lasso di tempo si sono resi corresponsabili di violenze sessuali nei confronti della donna. I cinque arrestati, tutti di Corigliano Rossano, sono stati portati nel carcere di Castrovillari.

Incendio a Copanello, evacuato un residence

COPANELLO (Stalettì) – A fuoco la macchia mediterranea a Copanello di Stalettì, lungo la costa jonica Catanzarese. Ancora una volta, come spesso accade in estate, un incendio si è sviluppato ieri, lungo il costone del promontorio a ridosso di un residence turistico. Nella zona, nell'immediato, si sono registrati disagi per la circolazione sulla strada statale 106 che conduce a Soverato. Sul posto, per tentare di circoscrivere e domare le fiamme, hanno lavorato sodo le squadre dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Catanzaro. In via precauzionale sono state evacuate le abitazioni del residence e alcune costruzioni che si trovano nelle vicinanze a causa del veloce propagarsi delle fiamme alimentate dal vento. In azione, oltre agli operatori a terra, un mezzo aereo del reparto volo di Lamezia Terme che ha attinto l'acqua dal fiume per spegnere le fiamme.

A Catanzaro Lido c'è una nuova attrattiva: la ruota panoramica

CATANZARO - Inaugurata, a Catanzaro Lido, una grande attrattiva per grandi e piccini. Nell'area Teti del quartiere marinaro, qualche giorno fa, è stata aperta alla fruizione del  pubblico, la ruota panoramica tra la soddisfazione generale e in particolare  del sindaco, Sergio Abramo e dell'assessore alla Cultura e vice sindaco, Ivan Cardamone.Presenti tanti bambini, turisti e gente del luogo, impazienti di poter fare un giro. La ruota panoramica ha un'altezza di 32 metri, 24 gondole, per un totale di138 posti a sedere e rimarrà installata fino a metà settembre.Un'occasione imperdibile per poter ammirare dall'alto, il panorama mozzafiato di questo tratto di costa joinica prospiciente il porto di Catanzaro ldo e rimarrà installata fino a metà settembre.

Vinti oltre 254mila euro al Lotto

VILLA SAN GIOVANNI (Reggio Calabria) - Il gioco del Lotto premia la Calabria. Nell'estrazione del 3 agosto un giocatore di Villa San Giovanni ha realizzato una vincita di 254 mila 250 euro. Il vincitore ha scelto la ruota di Palermo, centrando 6 ambi, 4 terni e una quaterna. Così facendo è stato in grado di vincere su ben 11 sorti grazie ad una indovinata ripartizione della propria giocata. I numeri giocati sono stati 7; 30; 44 e 75. I premi del Lotto sono stati distribuiti in tutta l'Italia: con l'estrazione del 3 agosto sono state infatti totalizzate vincite per oltre 8 milioni di euro su tutto il territorio nazionale.

Sette in manette per sfruttamento della prostituzione

CROTONE - Arrestate sette persone a Crotone, 4 rumeni e 3 italiani, per sfruttamento della prostituzione. I carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto, infatti, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Crotone, su richiesta della Procura, a carico di 7 persone  ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nei confronti di donne straniere provenienti dall'Est-Europa appositamente adescate, violenza sessuale, lesioni personali e minaccia aggravati. L'indagine è scaturita dalla denuncia di una delle ragazze che, dopo aver subito violenze, nell'ottobre del 2018 si è rifugiata nella caserma di Isola Capo Rizzuto. Dalla sua denuncia i carabinieri hanno svelato i contorni dell'organizzazione che adescava ragazze dell'Est sui social network con false promesse. Gli italiani avrebbero accompagnato le ragazze nelle case dei clienti o le ospitavano in appartamento in condizioni igieniche molto critiche, come rilevato dai carabinieri.

Il tempo di una ....poesia

Bacio che sopporti il peso/ della mia anima breve/in te il mondo del mio discorso/diventa suono e paura.       (Alda Merini)

Rissa al mercato tra ambulanti, quattro feriti

FABRIZIA (Vibo Valentia) - Quattro feriti: questo il bilancio di una rissa tra venditori ambulanti scoppiata ieri nella piazza principale di Fabrizia, nelle Serre  Vibonesi. Una lite  nel giorno del mercato settimanale, appunto, tra ambulanti e sfociata in una vera e propria rissa con tanto di  aggressione a colpi di coltello. Presumibilmente il litigio è nato dalla questione dell'occupazione  del suolo pubblico per le bancarelle al mercato. Ma la dinamica della vicenda è ancora tutta da chiarire. Sul posto sono intervenuti i sanitari del servizio di urgenza emergenza, Suem 118 che hanno disposto il trasferimento dei feriti tra gli ospedali di Vibo Valentia, Serra San Bruno e Catanzaro. Non si hanno notizie sulle condizioni delle persone coinvolte. Due di loro sono stati portati nel nosocomio del capoluogo. Sulla dinamica della rissa,  indagano i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno.

Incidente mortale a Longobucco: due morti e quattro feriti

LONGOBUCCO (Cosenza) - Incidente mortale ieri a Longobucco, nel Cosentino.Due persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite. I sei passeggeri viaggiavano a bordo di un'auto Multipla che, per cause in corso di accertamento, è finita in una scarpata mentre transitava sulla strada del "Macrocioli". Il conducente è morto sul colpo mentre l'altra persona  è deceduta durante il trasporto all'ospedale di Cosenza con l'elisoccorso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Rossano e i medici del Suem 118.

Giornata di fuoco, quaranticinque incendi in Calabria

CATANZARO - Giornata di fuoco ieri in Calabria. In tutto quarantacinque gli incendi boschivi che hanno interessato la regione. Costretti a un tour de force i Vigili del fuoco che, in particolare a Catanzaro, sono dovuti intervenire  su tredici siti interessati da incendi in atto tra Cortale, Lamezia Terme e Marcellinara, con l'ausilio di un elicottero della flotta regionale e di un canadair per domare le fiamme  nei diversi fronti di fuoco.

I sentieri del parco della Biodiversità nei circuiti del Club Alpino Italiano

CATANZARO- Grazie a una convenzione siglata con  la Provincia di Catanzaro,  i sentieri del Parco della Biodiversità Mediterranea,  entrano a far parte dei circuiti del Cai, Club Alpino Italiano.  L'associazione ha tracciato nel Parco un percorso lungo un anello principale di 6,5 chilometri da cui si snodano anelli secondari di collegamento percorribili in base a diversi livelli di difficoltà. "L'intera sentieristica, dalla torretta del vecchio acquedotto cittadino attraverso la Valle dei Mulini fino al canyon della Fiumarella - affermano all'unisono  il presidente della Provincia, Sergio Abramo e il presidente del Parco, Michele Traversa - è stata oggetto di un'attività di sistemazione con la rimozione di pietre e rami lungo il tracciato ricompattando il piano di calpestio dei sentieri e realizzando dei deviatori per la canalizzazione e lo smaltimento delle acque piovane. Gli appassionati potranno ammirare le querce secolari, le cascatelle, i ruderi dei vecchi mulini, il canyon e il geosito delle antiche miniere di barite".

Il tempo di una....poesia

Ognuno sta solo/ sul cuor della terra/ trafitto da un raggio di sole:/ ed è subito sera.       (Salvatore Quasimodo)

Il presidente della Regione accusato di peculato, sequestro di beni per oltre 95mila euro

CATANZARO – Ancora una volta nel giro di pochi mesi, il presidente della Regione Calabria, Mario Gerardo Oliverio, è al centro dell’interesse della Procura della Repubblica di Catanzaro, indagato in una nuova inchiesta con l’ipotesi di accusa di peculato. Con lui è indagato anche il presidente della società “Hdrà Spa “ che si occupa di comunicazione e che organizza grandi eventi, con il presidente, Mauro Lucchetti e l’ex parlamentare Ferdinando Aiello. Secondo la Procura di Catanzaro, il presidente Oliverio avrebbe distratto fondi regionali per un valore di 95.475 euro per finanziare un format giornalistico al "Festival dei Due mondi" di Spoleto.Di più: il governatore della Calabria “ha accettato di spendere denaro pubblico- scrive la Procura- guidato dal solo interesse privato di promozione personale”. Prova sarebbe, secondo l'accusa, l'intervista a lui fatta dall'ex  direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli e pubblicata  sul sito della Regione Calabria  l'8 luglio 2018, con il titolo "Oliverio a Spoleto", proprio per promuovere la sua immagine come politico e non per promuovere il territorio. Intanto,  la Guardia di Finanza di Catanzaro ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo ai fini della confisca per 95 mila 475 euro nei confronti del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.  "Nel prendere atto di una nuova informazione di garanzia, notificata in data 5 agosto 2019 - afferma l'avvocato Vincenzo Belvedere, legale del presidente Oliverio - afferente la grave ipotesi di peculato per distrazione a fini personali di somme di cui si ha la disponibilità, devo, ancora una volta, considerare come vi sia una enorme confusione tra l'agire politico, l'amministrare il denaro pubblico, il differenziare, soprattutto dopo l'entrata in vigore della Legge Bassanini, la responsabilità degli atti amministrativi dal mero indirizzo politico ed ipotesi di reato destituite di qualsivoglia, pur minimo, fondamento". Per il legale del governatore calabrese "alla luce di quanto si sta verificando in questi mesi di fine legislatura, con procedimenti tosto stigmatizzati anche dalla Suprema Corte di Cassazione di fumus persecutionis, si appalesa più che un dubbio che si voglia per via giudiziaria sbarrare la strada alla prosecuzione di un'azione politica e di governo, che vede in prima linea il presidente Oliverio".

Il tempo di una ....poesia

Fai di me un prato./Con tanta luce./E poi aggiungici un cielo, come vuoi tu./E' lì che ti aspetterò./     (Fabrizio Caramagna)

'Ndrangheta: arrestato il latitante, capo della cosca di Rizziconi

REGGIO CALABRIA -Finisce in manette, dopo quattro anni di latitanza, Domenico Crea, 37 anni di Cinquefrondi nel Reggino, capo della cosca di Rizziconi e dintoni, legata a doppio filo con la potente famiglia Alvaro di Sinopoli. Crea, ricercato dal 2015, per associazione mafiosa, estorsione dopo la condanna in primo grado a 15 anni di carcere, emessa dal tribunale di Palmi, è stato arrestato l'altro ieri dalla Polizia. Dopo quella condanna, il latitante è stato  colpito da tanti altri provvedimenti per associazione mafiosa ed estorsione, ed è stato condannato in  via definitiva a 21 anni di reclusione.Crea, il cui nome era inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi, è stato arrestato a Santa Domenica di Ricadi (Vibo Valentia), dove era in compagnia della moglie e delle due figlie minori, da personale della Squadra mobile di Reggio Calabria, supportato da personale del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine e della Squadra mobile di Vibo Valentia.

Colta da un malore in mare, muore una ragazza di 26 anni

SIMERI CRICHI (Catanzaro)- Fine settimana drammatico a Simeri Crichi mare, dove ieri una ragazza di 26 anni di Catanzaro, Martina Caracciolo, è morta mentre faceva il bagno in mare, in località Marincoli. Stando al racconto dei bagnanti, la ragazza si era appena tuffata in acqua quando è stata colta da un malore improvviso che non le ha dato scampo. Immediati i soccorsi degli astanti che l'hanno portata a riva dove la ragazza è deceduta. Sul posto è arrivato il Suem 118 e i carabinieri. Purtroppo i sanitari, non hanno potuto fare altro che constatare l'avvenuto decesso.

Scoperto e denunciato falso cieco che percepiva la pensione di invalidità da dieci anni

CATANZARO – Guidava l’auto, andava a fare la spesa e perfino a fare shopping in profumeria, dove sceglieva con cura i prodotti da comprare e consultava il suo cellulare come chiunque altro.E poi passeggiava in strada con disinvoltura senza l’ausilio né di un bastone né di un cane guida. Eppure questo catanzarese di 48 anni, da 10 anni percepiva una pensione di invalidità e una indennità di accompagnamento perché riconosciuto cieco assoluto. A smascherarlo sono stati  i carabinieri della Stazione di Catanzaro Lido che, nell’ambito di una minuziosa attività investigativa, condotta attraverso riscontri documentali e prolungati servizi di osservazione e pedinamento, hanno monitorato gli spostamenti e le occupazioni dell’uomo, poi identificato durante un controllo alla circolazione stradale, proprio mentre conduceva l’auto intestata alla moglie. In quella circostanza, consapevole della sua condizione di finto cieco e per evitare di essere scoperto, l'uomo aveva fornito agli operanti generalità false, asserendo di aver dimenticato a casa la carta d’identità e la patente di guida. Incalzato dai militari che gli chiedevano di esibire i documenti, però non potè far altro che fornire le reali generalità ed esibire i documenti richiesti reperiti presso la sua abitazione. Senza disvelare l’attività in corso, i carabinieri, oltre a denunciare il reato di false dichiarazioni sull’identità personale, hanno redatto un verbale di contestazione per violazione del Codice della Strada, tra cui quella di aver guidato con una patente scaduta dal 2010, e il falso cieco, senza alcuna difficoltà, ha sottoscritto il verbale pensando di averla fatta franca. Ma i militari avevano  ormai in pugno la prova regina e lo hanno  identificato.Nei confronti del finto cieco i militari hanno eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria, anche per equivalente, emesso dal gip di Catanzaro, Stefania Caldarelli con il coordinamento dell'aggiunto, Vincenzo Capomolla e dal capo della Procura di Catanzaro, Nicola Graatteri. In tutto 98mila euro che, il finto cieco ha percepito indebitamente dall'Inps in 10 anni. Tanto è vero che ora l'uomo è anche accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il tempo di una.... poesia

Non mettermi accanto/a chi si lamenta/ senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie/ a chi non sa accorgersi più/di un tramonto./ Chiudo gli occhi,/ mi scosto di un passo./Sono altro./ Sono altrove.       (Alda Merini)

"Libro nero", Nicolò rigetta ogni accusa:"Non sono il politico di riferimento della cosca Libri"

REGGIO CALABRIA – Rigetta ogni accusa a lui mossa dalla Dda, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Nicolò ex capogruppo di Fi, arrestato mercoledì con l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Libro nero” che ha travolto in un vortice giudiziario la politica calabrese. L’inchiesta, contro il potente clan Libri che tiene sotto scacco la città dello Stretto, dei pm Walter Ignazzitto e Stefania Musolino coordinata dalla Dda di Reggio Calabria che fa capo al procuratore, Giovanni Bombardieri, ha svelato un’altra pagina buia della politica calabrese, sfociata in 17 arresti mercoledì scorso, eseguiti dalla Polizia. In manette sono finiti politici e imprenditori ritenuti, dall’accusa, affiliati alla cosca. Ma il consigliere regionale di Fdl, che nel frattempo è stato espulso dal partito, in quattro ore di interrogatorio davanti al gip, Domenico Armaleo,assistito dal suo avvocato, Corrado Politi,ha negato di essere il politico di riferimento della cosca Libri. Ha ribadito, inoltre, di non essere mai stato assessore. Di non aver mai avuto a che fare con i referenti del potente clan locale. Di più: ha smentito categoricamente di aver partecipato alla cena che, il collaboratore di giustizia, Enrico de Rosa ha riferito agli inquirenti  che sembrasse “un summit e non una cena elettorale”. Alessandro Nicolò, quindi, è pronto a denunciare il collaboratore di giustizia.

Irto: "Il Consiglio regionale ripudia con forza la 'ndrangheta"

REGGIO CALABRIA - Ieri, dopo gli arresti di politici e imprenditori  nell'ambito dell'operazione "Libro nero"" contro la cosca Libri, si è riunito a Reggio Calabria  il Consiglio regionale all'Astronave,  sotto la presidenza di Nicola Irto. "L'assemblea legislativa regionale intende rilanciare con la forza la centralità della questione morale e della lotta alla 'ndrangheta  che devono costantemente essere il punto di riferimento di qualsiasi percorso politico-istituzionale venga intrapreso in Calabria". A dirlo è stato il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto aprendo la seduta che si è svolta il giorno dopo l'arresto dei consiglieri Alessandro Nicolò e Sebi Romeo (ai domiciliari), entrambi sospesi dai rispettivi partiti, Fdi e Pd. Irto ha informato l'aula che prima dell'inizio dei lavori si è svolta una lunga seduta dei capigruppo allargata all'ufficio di presidenza, al presidente della commissione contro la 'ndrangheta e al presidente della Giunta Mario Oliverio. "Il Consiglio - ha detto Irto - esprime piena fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell'Ordine. Auguriamo ai consiglieri coinvolti di chiarire la loro posizione. Il consiglio ripudia con forza la 'ndrangheta e ogni altra forma di criminalità".

Ubriachi fanno una rissa nel bar, tre in manette

LAMEZIA TERME (Catanzaro) – Rissa in un bar di Nicastro. Due ucraini e un bielorusso finiscono in manette. Il fatto è accaduto la notte scorsa quando i tre uomini, ubriachi, sono entrati in un bar chiedendo ancora da bere. Il personale in servizio, però, avendo constatato lo stato di ebbrezza etilica in cui erano i tre, si è rifiutato di servire altri alcolici. A quel punto uno dei tre ha estratto un coltello e lo ha brandito, minacciando il personale al bancone. Nel frattempo, in preda ai fumi dell’alcol, i tre uomini hanno iniziato a litigare e il tutto è degenerato, in breve, in una rissa. Il tempo di distrazione  necessario che ha permesso ai baristi di allertare i carabinieri che, giunti sul posto hanno bloccato T.O.,  35 anni, K.Y. 27 anni, entrambi ucraini, e H.A. 58 anni, bielorusso, che cercavano di fuggire e li hanno arrestati per rissa aggravata e minacce ai carabinieri.

In fiamme il laboratorio di analisi dell'Arpacal

CATANZARO - La notte scorsa  un incendio è divampato nella sede dell'Arpacal a Catanzaro  Lido. Le fiamme hanno avviluppato un laboratorio di  analisi. Sul posto sono arrivati i  Vigili del fuoco e i carabinieri. Ingenti i danni  al laboratorio interessato dal rogo, dove   si sono annerite le pareti anche  nei locali adiacenti  per via del al fumo. Danni che l'Arpacal stima in milioni di euro. "Ringrazio il personale dei vigili del fuoco e dei carabinieri - ha detto il direttore generale dell'Arpacal, Domenico Pappaterra - così come il nostro personale immediatamente accorso, che si è prodigato per impedire che l'incendio si propagasse oltre. Nelle more del ripristino del laboratorio, ho chiesto agli altri dipartimenti provinciali uno sforzo in più per supportare il dipartimento di Catanzaro. Appena avremo un quadro dettagliato dei danni, chiederò al presidente della Regione Mario Oliverio, un contributo straordinario per l'acquisito delle nuove strumentazioni".

'Ndrangheta, in manette politici e imprenditori al servizio della cosca Libri

REGGIO CALABRIA - Sconvolta, da un ennesimo terremoto giudiziario, la politica calabrese. Finiscono in manette,nell'ambito dell'operazione "Libro nero", tra gli altri, il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Sebastiano Romeo detto "Seby" e il consigliere del Gruppo misto, Alessandro Nicolò eletto in quota Fi e poi passato a Fratelli D'Italia. Romeo è ai domiciliari mentre Nicolò è stato condotto in carcere. Il blitz contro la potente cosca Libri, egemone nella zona, è stato  eseguito  ieri da una  tasck force della Squadra mobile di Reggio Calabria e dello Sco coordinata dalla Dda reggina sulla scorta dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, ha portato all'arresto  di  17 persone, di cui 12 in carcere e 5 ai domiciliari. Inoltre sono state eseguite perquisizioni e sequestri a società e imprese che sarebbero in odore di mafia.Devono rispondere a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, esorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio.Dalle indagini è emerso che diversi imprenditori e anche politici locali e regionali  sarebbero “totalmente asserviti alla volontà della cosca Libri in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni”. Tra gli altri arrestati figurano anche  due noti imprenditori del settore edilizio immobiliare e della ristorazione, un avvocato e un dentista. La cosca, secondo l'accusa, avrebbe svolto un ruolo "centrale" in occasione delle elezioni regionali del 2014. Tra gli indagati in libertà c'è Demetrio Naccari Carlizzi ex consigliere regionale Dem e cognato del sindaco di Reggio Calabria,  Giuseppe Falcomatà estraneo all'inchiesta. La cosca Libri, per lo sviluppo del propri interessi criminali, oltre a interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, è stata capace "di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di soggetti compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell'ambito di un rapporto basato sul do ut des, destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma il sistema 'ndranghetistico nel suo complesso". E' quanto  sostiene la Polizia. I Libri, in particolare, avrebbero saputo elaborare "raffinate strategie finalizzate a consentire l'elezione di soggetti che potessero agire quali loro preposti negli organismi istituzionali". Inoltre, l'ascesa politica fino al Consiglio regionale di un politico reggino, secondo gli investigatori, "è stata costantemente supportata, fin dagli inizi, dalla cosca Libri". Intanto si registrano le prime reazioni:  il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti  sottolinea come, oggi più che mai, sia necessario un radicale rinnovamento della classe politica calabrese. "Esprimiamo pieno sostegno al lavoro della magistratura in Calabria e fiducia che le indagini che coinvolgono affiliati alla cosca della 'Ndrangheta Libri, e alcuni esponenti politici, condurranno nel pieno rispetto dei diritti degli indagati ad accertare la verità. Tra gli indagati vi sono anche esponenti del Pd, per i quali la commissione di garanzia ha già provveduto immediatamente alla sospensione dal partito in attesa dell'esito delle indagini". Il capogruppo del Pd alla Regione Calabria Sebi Romeo è accusato di tentata corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio. Assieme a Romeo analogo provvedimento, per il medesimo reato, è stato emesso nei confronti di Francesco Romeo, maresciallo della Guardia di finanza e Concetto Laganà segretario del Pd di Melito Porto Salvo. Dall'indagine è emerso che il sottufficiale avrebbe avvicinato ed incontrato di persona l'esponente politico per il tramite di Laganà allo scopo di rivelare al consigliere regionale e capogruppo del Pd alla Regione notizie riservate su attività di indagine che lo riguardavano, in cambio di favori personali. In una nota stampa Fdi commenta: "Complimenti alla Polizia di Stato, alla Dda e alla Procura di Reggio Calabria per l'operazione che ha inferto un duro colpo alla cosca Libri. Annunciamo che Alessandro Nicolò è stato immediatamente allontanato da Fratelli d'Italia a scopo cautelativo, e che siamo pronti a costituirci parte civile in un eventuale processo a suo carico.  Ci consideriamo, infatti parte lesa in questa vicenda, giacché sono note le nostre storiche battaglie contro ogni forma di criminalità organizzata".Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, in una nota stampa  sottolinea come, da sempre, tutta l'azione della giunta e del consiglio regionale sia stata sempre "ispirata e improntata a questo principio cadine:  lotta alla mafia e alla corruzione come condizione per liberare la Calabria da un'atavica crisi sociale e illegalità diffusa". Inoltre il governatore ribadisce che : " nella stessa inchiesta c'è uno specifico provvedimento che riguarda il capogruppo al Consiglio regionale, Sebi Romeo per un'ipotesi di reato che, per come precisato dallo stesso procuratore della Repubblica, dott. Giovanni Bombardieri, non ha nulla a che vedere con reati di mafia".

Sbarco di migranti a Crotone, arrestati i tre scafisti

CROTONE - Arrestati i tre scafisti che, ieri  hanno fatto sbarcare al porto di Crotone i 31 migranti di nazionalità irachena, trasportati  a bordo di una barca a vela. Si tratta di tre cittadini ucraini:  P.V., 36 anni,T.I., 32 anni e S.S., 31 anni, individuati e arrestati  dalla Squadra mobile e dai militari della sezione operativa navale della Guardia di Finanza. Gli scafisti, che  sono accusati  di aver effettuato il trasporto di stranieri in Italia,   sono stati condotti, dopo le formalità di rito e su disposizione della Procura, al carcere di Crotone. Intanto, i migranti sono stati sistemati al regional Hub Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto.

 

 

Il presule in visita al campo rom di Scordovillo

LAMEZIA TERME (Catanzaro) - Il nuovo vescovo di Lamezia Terme, monsignore Giuseppe Schillaci, ieri ha visitato il campo rom di Scordovillo a Lamezia Terme, uno dei più grandi del Sud che ospita cento famiglie di etnia rom. il presule, accompagnato da alcuni  membri della Caritas diocesana lametina e dalle associazioni che svolgono servizio nel campo di Scordovillo,  si è soffermato a parlare con le persone e ha visitato alcune abitazioni. "Solo con la prossimità si vede meglio, come ci dice Papa Francesco. Essere qui oggi come Chiesa - ha esordito il vescovo- significa essere vicini, farsi prossimo. Di questo abbiamo bisogno. Avvicinandoci all'altro respingiamo la marginalizzazione, la discriminazione, la violenza. Vediamo meglio solo con la compassione e la misericordia. E misericordia è il nome di Dio".Monsignore Schillaci, infine ha  ribadito che "non possiamo essere insensibili o chiudere gli occhi di fronte a tutto questo". L'incontro si è concluso con un momento di preghiera e la benedizione.

Due alpinisti calabresi in vetta al monte Cervino

REGGIO CALABRIA- La passione per le scalate, coniugata alla tecnica e alla tenacia, hanno permesso a due alpinisti calabresi, Peppe Romeo di Sant'Alessio e Pino Perrone di Delianuova, soci della sezione Aspromonte di Reggio Calabria del Club Alpino Italiano, di conquistare la vetta del monte Cervino. L'impresa, compiuta il 23 luglio, ha consentito ai due calabresi di raggiungere quota 4.478 metri lungo la via italiana della Cresta del Leone. "Al di là della prestazione fisica e tecnica - si legge  in una nota stampa del Cai reggino - l'impresa ha contribuito a fare conoscere, nella maniera più bella, genuina ed essenziale, i veri valori del popolo aspromontano e reggino". Il veterano tra i due  è Perrone che non è  nuovo a tali imprese:ha già, infatti scalato varie vette delle Alpi tra le quali il Monte Bianco, Punta Gnifetti, Gran Paradiso, Monviso. Nuovo all'esperienza dei quattromila metri ma armato di passione, allenamento e tecnica, Perrone che ora è soddisfatto dell'impresa compiuta.

Traffico di droga nel Soveratese, liberi i principali indagati

SOVERATO - Tornano liberi i principali indagati nell’ambito dell’operazione nel Soveratese “Last Generation”, sul traffico di droga gestito da un’organizzazione criminale di Guardavalle e sgominata dalla Dda a giugno che aveva emesso 24 fermi e aveva iscritto 12 persone nel registro degli indagati. Il Tribunale della Libertà di Catanzaro, infatti, ha accolto le tesi difensive degli avvocati annullando l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catanzaro e ha rimesso in libertà Vincenzo Aloi, 25 anni di Catanzaro ma residente a Guardavalle, (difeso dagli avvocati, Salvatore Staiano e Vincenzo Cicino), Raffaele Campagna, 28 anni, Angelo Geracitano, 20 anni e Francesco Galati 42 anni (difesi dall’avvocato Cicino).Liberi anche Moreno Tortorelli, 45 anni, ristoratore, che aveva l'obbligo di dimora nel comune di residenza, Antonio Grande, 45 anni e Mauro Masciari, 25 anni, entrambi erano ai domiciliari.Una vasta operazione della Dda di Catanzaro che aveva fatto tanto rumore a giugno, con uno spiegamento di forze dell'ordine e tanto di conferenza stampa per  illustrarne  gli esiti, ma che ora sembra ridimensionata. Era stato scoperto quel fiume di droga che, dalle piazze calabresi arrivava dritto in quelle di Milano.Cocaina, hashish, marijuana a iosa con un giro d'affari dai grandi numeri. L’associazione criminale, dedita a questo traffico di stupefacenti nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Milano, alla fine di lunghe indagini, era stata  scoperta. Un'operazione, appunto, che  ha  permesso di stroncare un traffico poderoso di droga tra il Soveratese e le piazze della Lombardia con fulcro a Guardavalle dove, a gestire il business, sarebbe stato Vincenzo Aloi, nipote del boss, Vincenzo Gallace.  I reati contestati a vario titolo sono: associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, dall’ingente quantitativo e dall'aver indotto minorenni a commettere reato, nonché detenzione illegale di armi da fuoco, furti e tanto altro.Gli arrestati, secondo l'accusa, avrebbero utilizzato minorenni, ai quali era affidato lo spaccio di marijuana, che sapevano di lavorare per conto di esponenti del clan Gallace traendone motivi di vanto.

Oggi, a Somma Vesuviana, i funerali del carabiniere ucciso a Roma

OGGI alle 12, nella chiesa a Somma Vesuviana (Na) che lo ha visto sposo felice, si celebreranno i funerali di Mario Cerciello Rega, il carabiniere accoltellato a morte a Roma da due ragazzi statunitensi, il 25 luglio durante un servizio antiestorsione. Le esequie saranno trasmesse su Rai 1. Undici le coltellate inferte al vicebrigadiere, come ha rivelato l’autospsia, che gli hanno provocato l'emorragia fatale. Il carabiniere, sposato da 40 giorni, lascia affranta dal dolore la moglie Rosa Maria che non si dà pace per l’accaduto. Tanta commozione e tanta rabbia anche  tra la gente  del paese, mentre il sindaco  ha indetto il lutto cittadino e i commercianti hanno esposto le bandiere d’Italia. Tanti, ancora, i punti oscuri dell' assurda vicenda che è costata la vita al vicebrigadiere di 35 anni. Dopo una serrata caccia all’uomo, i due ragazzi ventenni sono stati fermati nell'immediato dell'accaduto, in un hotel della capatale ma solo uno, Elder Finnegan Lee al termine di un estenuante interrogatorio, ha confessato l’omicidio. Da una prima ricostruzione, sembrerebbe che i due americani fossero andati a Trastevere in cerca di droga. Quando si sono accorti che la sostanza acquistata era semplice aspirina hanno rubato la borsa del pusher, con dentro il cellulare, nel tentativo di recuperare i soldi. L'uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa e anche i carabinieri per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. All'orario stabilito i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa. Li' hanno incontrato i ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vice brigadiere è stato ferito a morte. Si tratta di una prima versione che dovrà essere verificata attentamente per chiarire alcune lacune a partire dal perché uno spacciatore decida di contattare i carabinieri per denunciare di essere stato derubato. Intanto, in questi giorni in rete è circolata la foto definita “choc”, di uno dei due ragazzi statunitensi, Gabriel Natale Hjorth con gli occhi bendati sul sito della Cnn. Foto apparsa anche sul Washington Post e il Los Angeles Times che, citando le autorità italiane parlano di “atto illegale” "Quel che è accaduto al vice brigadiere Mario Cerciello Rega - scrive su Fb il vicepremier, Luigi Di Maio - ci lascia ancora senza pace. C'è un passo in più che però possiamo compiere. Ed è quello di equiparare il trattamento delle vittime del dovere a quello delle vittime del terrorismo. È un tema dibattuto da tempo a cui il Parlamento deve rispondere. C'è già una legge del M5S depositata dal nostro senatore Gianmarco Corbetta. Spero che si riesca presto ad incardinare in commissione e che il testo trovi il supporto di tutte le forze politiche".

Scoperta dai ricercatori di Lisbona la truffa delle cellule tumorali che si fingono sane

UNA scoperta sensazionale nel campo della medicina che, presto si spera, potrà dare una svolta nella lotta ai tumori. In sostanza i ricercatori del Centro Champalimaud per l'Ignoto di Lisbona,  hanno scoperto il meccanismo con cui le cellule tumorali  fingendosi sane  cercano di "convincere" le cellule vicine di essere malate innnescando un meccanismo che porta alla distruzione. Questo meccanismo di comunicazione fra le cellule era stato scoperto anni fa negli insetti più studiati dai genetisti, i moscerini della frutta, e adesso per la prima volta è stato visto nell'uomo. Lo studio che rivela la scoperta è stato pubblicato sulla rivista Nature, e in futuro potrebbe, appunto, fornire la chiave per riuscire a bloccare la progressione dei tumori.Il gruppo di ricerca, coordinato da Esha Madan, è lo stesso che nel 2010 aveva scoperto nei moscerini della frutta le cosiddette "impronte della salute", ossia i segnali molecolari che le cellule si scambiano continuamente per esaminare le loro vicine e controllare che siano sane. "Abbiamo scoperto due tipi di marcatori" - spiega Eduardo Moreno, uno degli autori dello studi - Il primo sono le 'impronte 'vincenti', che indicano che la cellula è giovane e sana; il secondo sono le 'impronte 'perdenti', che segnalano che la cellula è vecchia o danneggiata, inducendo le vicine a distruggerla. Le cellule tumorali sfruttano proprio questo meccanismo per camuffarsi da cellule super-sane: in questo modo, tutte quelle normali circostanti appaiono meno in salute in confronto a loro. "Ingannano le loro vicine sane e inducono la loro distruzione - aggiunge Moreno - facendo spazio per l'espansione del tumore". Lo studio ha anche testato nei topi che cosa succede se si blocca questo meccanismo: il volume dei tumori si riduce significativamente e la crescita viene molto rallentata. In combinazione con la chemioterapia, i risultati sono stati ancora più incoraggianti: in alcuni casi il tumore viene eliminato del tutto.

Naufragio nel Mediterraneo, morti altri 150 migranti

UN naufragio di migranti. L'ennesimo nel Mediterraneo  davanti alla costa libica. E questa volta il bilancio potrebbe essere il più pesante di sempre.Si parla di circa 150 morti mentre altri 140 sarebbero stati soccorsi.I migranti erano a bordo due gommoni partiti dal porto di Khoms a est di Tripoli. Stando al racconto allucinante dei sopravvissuti, a bordo delle due imbarcazioni ci sarebbero state circa 300  persone tra cui donne e bambini. Settanta i cadaveri che galleggiavano suelle acque del mare. Diversi, ancora,  i dispersi. Il comandante della motopesca bloccata in mare aperto non ha alcun dubbio: 'Non li avremmo mai lasciati alla deriva, torneremo a casa dalle nostre famiglie dopo che avremo conosciuto la loro sorte. Salvini ha chiarito che non indicherà alcun "porto prima che ci sia sulla carta una redistribuzione in tutta Europa dei 140 migranti a bordo". "Abbiamo seguito quello che è accaduto" ieri nel Mediterraneo "e per la Commissione è un terribile promemoria del rischio che affrontano i migranti in questo viaggio pericoloso per l'Europa". Così una portavoce della Commissione europea a chi le chiedeva commenti sul naufragio avvenuto ieri al largo della Libia. "Anche una sola vita persa è troppo - ha aggiunto - e il nostro obiettivo è prevenire la perdita di vite umane in mare".

Si droga e lancia l'auto in una folle corsa sull'autostrada per una diretta su Fb, morto anche l'altro figlio

di Amalia Feroleto

Come, purtroppo, era prevedibile, è morto anche il piccolo Antonino Provenzano, 9 anni. Il bimbo era stato ricoverato all’ospedale a Palermo il 12 luglio scorso, dopo aver perso il fratello, Francesco, 13 anni, anche lui coinvolto nell’incidente sull’autostrada vicino Trapani, insieme al padre Fabio, fruttivendolo, tuttora ricoverato a Villa Sofia in coma farmacologico. Dalle analisi eseguite dai medici, il genitore, è risultato positivo alla cocaina. Questo è il drammatico bilancio di una giornata di ordinaria follia che, il 12 luglio scorso, ha spinto questo padre di 34 anni, a bordo della sua potente Bmw 320, sotto l’effetto della droga, a lanciare l’auto in una folle corsa per poi cercare di fare una diretta su Fb, finendo fuori strada e sacrificando, così in un attimo per quel video, la vita stessa dei suoi figli e forse anche la sua. Un impatto tremendo,violentissimo. Tanto che l’auto è stata ritrovata dai soccorritori, completamente accartocciata. Un groviglio di lamiere che ha intrappolato i passeggeri a bordo senza scampo. Dopo l’incidente, le condizioni dei tre erano apparse subito disperate. Gli stessi agenti della Polizia stradale, hanno trovato nella tasca dei pantaloni dell’uomo un grammo di cocaina. La Procura ha aperto un fascicolo e l’uomo, ora è indagato per omicidio stradale con l’aggravante di aver commesso il fatto sotto l’effetto di droga. Il drammatico video, in cui si vedono gli ultimi attimi concitati prima dello schianto,  è stato acquisito dalla Procura e la giustizia farà il suo corso, sicuramente. Ma non ci sono parole appropriate per definire questa assurda vicenda. E se mai, un giorno,  Fabio dovesse risvegliarsi, una volta smaltiti i fumi della droga, non potrà avere scampo. Non sarà tanto la giustizia degli uomini che lo punirà. Fabio non potrà sfuggire alla sua coscienza che sarà la sua vera condanna, che sarà il suo ergastolo.

Al via il Mgff 2019 che si arricchisce del Book Festival

CATANZARO-Il Magna Graecia Film Festival 2019, dell’ideatore e direttore artistico, Gianvito Casadonte, si arricchisce di tante interessanti novità. Quest’anno ,alla  XVI edizione della keremesse cinematografica, al via al porto di Catanzaro Lido dal 27 luglio al 4 agosto, non solo partecipano opere prime internazionali, quanto Il Mgff si arricchisce di un Book festival dedicato ai libri, tra cui tante firme di rilievo del mondo dello spettacolo. Insomma il Festival Book nel Film Festival. Una rassegna letteraria all’interno del Mgff, dedicata a teatro, musica, cinema, radio spettacolo che sarà coordinata dal direttore artistico, Andrea Consoli,noto giornalista e critico letterario. Tra gli ospiti più attesi quest’anno del Mgff troviamo: Euridice Evita Axel, che sarà madrina dell’evento, Isabella Ferrari e Christopher Lambert. Illustri anche i membri della giuria: sarà presieduta da Alessandro Genovesi e composta da Chiara Francini, Edoardo Leo, Dino Abbrescia, Claudia Potenza e Paola Minaccioni. Per quanto riguarda gli eventi musicali, sono previste le performance di Levante e Giulia Penna. Il maestro orafo Michele Affidato realizza i premi alla Miglior Opera Prima, Miglior Regia, Miglior Attrice e Miglior Attore. A Pupi Avati, invece, andrà la "Colonna d'Oro alla Carriera" della XVI edizione del Magna Graecia Film Festival. Il 4 agosto, nel corso della serata conclusiva della manifestazione,  Avati riceverà il premio realizzato dal maestro orafo Michele Affidato. Nella sua lunga carriera il regista ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui quello per la Migliore sceneggiatura per "Storia di ragazzi e di ragazze"; il premio David Luchino Visconti e il premio al Migliore regista per "Il cuore altrove" ai David di Donatello del 1990, 1995 e 2003. Il 22 agosto sarà nelle sale il suo ultimo lavoro, "Il signor diavolo", un horror tratto dal suo romanzo pubblicato dalla casa editrice Guanda. "Avati - afferma il direttore artistico del Magna Graecia Film festival, Gianvito Casadonte - è un pilastro del cinema italiano, un maestro da cui c'è molto da imparare. Averlo con noi conferisce maggior prestigio alla città e alla nostra manifestazione".

Commissariamento sanità, la Consulta rigetta il ricorso della Regione

CATANZARO - La Corte costituzionale ha rigettato il ricorso che era stato presentato dalla Regione Calabria, contro il prolungamento del commissariamento del settore sanitario da parte del Governo gialloverde.La sentenza della Consulta è stata depositata nei giorni scorsi. Il ricorso era stato presentato dalla  Regione,  in termini di competenza giurisdizionale, dopo la nomina nei mesi scorsi del nuovo commissario per il Piano di rientro dal deficit sanitario calabrese, il generale Saverio Cotticelli, in sostituzione dell'ingegnere Massimo Scura. La Regione, col ricorso, aveva chiesto la revoca del commissariamento, che si protrae ormai da nove anni, ed il ripristino della gestione ordinaria del settore.

Danni alla passerella per disabili, il Comune contribuirà alla riparazione

 CATANZARO - Il Comune di Catanzaro contribuirà a proprie spese alla riparazione della passerella automatizzata per disabili del Valentino Beach Club, in  località Giovino, danneggiata dal maltempo che ha imperversato sulla zone il 16 luglio scorso.  Parola  di Sergio Abramo che, insieme all'assessore alle Politiche sociali Lea Concolino, ha garantito sostegno istituzionale alla Cooperativa  sociale Zarapoti che gestisce lo stabilimento. "La mareggiata - ha detto il sindaco - ha divelto il binario attraverso cui le persone con disabilità, grazie al servizio offerto dalla cooperativa, possono raggiungere il mare e superare ogni barriera. Il Valentino Beach Club si è distinto quale simbolo del turismo accessibile ospitando tante persone con difficoltà motorie provenienti da tutta Italia. Catanzaro non può permettersi di perdere questo prezioso servizio. Una risposta immediata e concreta all'appello di aiuto lanciato dai gestori dello stabilimento che deve continuare a rappresentare un modello positivo ed un punto di riferimento d'eccellenza".

Vietato andare a spasso, per le vie di Tropea, in costume o a torso nudo

TROPEA (Vibo Valentia)- I paladini del decoro cittadino  crescono. Tra questi si annovera anche il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, che ha emanato un'ordinanza proprio  per "Tutelare il decoro della città". Un'ordinanza con la quale si vieta di transitare a piedi per le vie del centro storico cittadino a torso nudo o indossando soltanto il costume da bagno. Il divieto non è valido per coloro che transitano nella zona marina della città. L'ordinanza prevede, inoltre, che "la Polizia Locale, in caso di reiterazione dei comportamenti vietati, e limitatamente alle aree sensibili individuate, dovrà provvedere all'allontanamento del trasgressore dal luogo in cui e stato commesso il fatto illecito". Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 125 ad un massimo di 500 euro. Un'ordinanza, questa del sindaco di Tropea  che, tanti altri sindaci dei comuni rivieraschi dovrebbero prendere come esempio, visto che sempre più spesso,  il buon senso e il  buon gusto, scarseggiano.

Santina, morta dopo il parto all'ospedale di Cetraro: sei indagati

 PAOLA (Cosenza )- Per la morte di Santina Adamo, 35 anni, deceduta, come è emerso dall’autopsia, per uno choc emorragico post parto, mercoledì scorso all’ospedale di Cetraro nel Cosentino, ci sono sei indagati. La Procura di Paola, che ha avviato l’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati il personale medico e l’ostetrica, presenti al momento del parto e che nelle fasi successive hanno assistito la donna. L'inchiesta della Procura di Paola è volta, in particolare, ad accertare se il personale dell'ospedale che ha assistito la partoriente,  abbia attuato correttamente le procedure previste dai protocolli. Intanto, il ministro della Salute, Giulia Grillo, in merito alla morte di Santina Adamo, ha disposto l'invio di una task force nell'ospedale per accertare quanto è accaduto.

'Ndrangheta, confiscati beni per 1,2 milioni di euro

 LAMEZIA TERME (Catanzaro) – Confiscati, a Lamezia Terme, beni per un valore di un milione e duecentomila euro, riconducibili ad un presunto affiliato di ‘ndrangheta, Giorgio Galiano, condannato in via definitiva per la sua appartenenza alla cosca Giampà. L’operazione è stata messa a segno dal Gruppo delle Fiamme gialle lametine. La confisca è stata disposta dal Tribunale di Catanzaro su richiesta della Dda, diretta dal procuratore capo, Nicola Gratteri. I beni confiscati,che si trovano  in Calabria e in Piemonte, erano stati sequestrati a luglio dello scorso anno. Si tratta, tra l'altro, di un edificio di tre piani, terreni, capannoni, quote societarie e disponibilità finanziarie. Nei confronti di Galiano è stata anche applicata la misura della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno per cinque anni nel comune di residenza.

"Angeli e demoni":il sindaco di Bibbiano estraneo alla compravendita dei bambini

BIBBIANO (Reggio Emilia)- Il sindaco di Bibbiano, ora sospeso, Andrea Carletti, finito agli arresti domiciliari il 27 giugno scorso, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Reggio Emilia, "Angeli e demoni" su presunti affidamenti illeciti di minori, in Val D'Enza,sarebbe estraneo alla compravendita dei bimbi ed è accusato  solo di reati contro la pubblica amministrazione. Carletti, che nel frattempo, si è autosospeso dal Pd,deve rispondere di abuso d'ufficio in concorso con altri per l'affidamento del servizio di Psicoterapia al centro di Moncalieri (To) "Hansel e Gretel" senza un bando pubblico. Come scrive il gip  di Reggio Emilia, Luca Ramponi, nell'ordinanza, Carletti sarebbe stato perfettamente consapevole  dell'illiceità del sistema -(dal punto di vista amministrativo) - e "dell'assenza di qualunque forma di procedura o evidenza pubblica volta all'affidamento del servizio pubblico di Psicoterapia a soggetti privati". In sostanza il sindaco di Bibbiano avrebbe  disposto l'insediamento stabile dei tre psicoterapeuti privati della "Hansel e Gretel" nella struttura pubblica "La Cura"che lo stesso sindaco avrebbe personalmente  sponsorizzato  anche con convegni pubblici. L'altro reato contestato a Carletti è falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo la Procura, il sindaco di Bibbiano, insieme ad altri tre indagati, avrebbe  fatto in modo che "i componenti del Consiglio e della Giunta dell'Unione dei Comuni di Val D'Enza attestassero il falso rispettivamente in sede di approvazione del bilancio e di approvazione del Piano economico di gestione degli anni 2016, 2017, e 2018, attestando in atto pubblico una diversa causale di imputazione delle somme in disamina" come recita l'ordinanza.   Intanto il legale di Carletti  sta  preparando l'istanza per la revoca dei domiciliari.Istanza che non sarà sottoposta al Tribunale della Libertà bensì al gip, Luca Ramponi. 

Cinghiali a spasso sul lungomare di Soverato tra lo stupore di turisti e residenti

SOVERATO (Catanzaro)- Non accenna a finire l'emergenza cinghiali in Calabria. In particolare nel Catanzarese, a Soverato, dove ieri un'intera famiglia di ungulati passeggiava, in pieno giorno, sul lungomare della cittadina jonica  tra lo stupore e il timore di turisti e residenti.Cinghiali di grossa taglia con al seguito i cuccioli, alla ricerca, probabilmente di cibo o di riparo dalla calura. Non è la prima volta che accadono episodi del genere. Gli ungulati, a volte arrivano anche in spiaggia,  a fare il bagno in mare  o addirittura si piazzano nel bel mezzo delle carreggiate provocando incidenti e troppo spesso si avvicinano alle civili abitazioni, generando il panico tra la gente. Già lo scorso anno, per porre argine all'emergenza il sindaco di Soverato,  Alecci, aveva emanato una ordinanza  con cui, dopo l'ok della Regione Calabria con  una proroga della stagione di caccia, si stabiliva   l'abbattimento degli  ungulati in alcuni giorni della settimana. Una ordinanza che ha però sollevato le obiezioni degli animalisti che sono scesi in campo. L'invasione di cinghiali è la conseguenza di una erronea campagna di ripopolamento della specie, avvenuta oltre vent'anni fa, e per cui si è fatto ricorso a specie non autoctone ma a incroci  con capi esteri che hanno generato ibridi  di taglia superiore e decisamente più prolifici. Cinghiali che, hanno invaso e distrutto  intere coltivazioni, mettendo in ginocchio diversi agricoltori. Senza contare il fatto che, molti capi sono affetti da tubercolosi, per come è stato rilevato dalle analisi eseguite sulle carcasse di alcuni ungulati. Per cui si pone anche il serio problema dello smaltimanto delle carcasse dei cinghiali, che deve essere fatto con una speciale procedura. Ora sta alla Regione Calabria, al competente Dipartimento, ancora una volta, cercare di arginare questa ennesima emergenza targata  2019.

Cinquant'anni fa l'allunaggio: il racconto di Collins con un doodle di Google

IL 20 luglio 1969, l’uomo metteva piede, per la prima volta nella storia, sulla Luna. Cinquant’anni fa, gli astronauti dell’Apollo 11, Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i protagonisti dell’allunaggio e piantarono la bandiera americana e una targa. La spettacolare avventura è stata raccontata da Mike Collins, l’astronauta che non sbarcò sulla Luna, con un doodle di Google, con un'animazione grafica. "La prima volta che abbiamo visto la Luna da vicino - racconta Collins - è stato uno spettacolo magnifico. Era enorme. Dietro stava spuntando il Sole, creando un alone di luce che illuminava completamente il nostro oblò" rileva, ma "per quanto impressionante fosse la vista da vicino di questa Luna aliena, non era niente in confronto a quella della Terra in miniatura". La vera sorpresa è stata però la Terra: "lo spettacolo più grande: una visione unica".Nel frattempo l'astronauta era solo dietro la Luna: "Completamente solo - dice - ma non mi sentivo isolato. C'erano tre miliardi e due persone da una parte e io dall'altra. Mi sentivo a mio agio lì dietro. Ho anche bevuto un caffè caldo".

Donna rischia di annegare per salvare il figlio e una bagnante posta il video in rete

PIZZO (Vibo Valentia) - Una donna ha rischiato di annegare per salvare il figlio di dieci anni, ieri a Pizzo, nel Vibonese E in quel mentre, però, una solerte bagnante, invece di allertare i soccorsi ha pensato bene di fare un video col suo cellulare e postare il tutto su facebook che poco dopo però ha cancellato. Tutto è accaduto in una manciata di minuti concitati. R.R., 46 anni, nel momento in cui si é accorta che il figlio, dopo essersi tuffato in mare, si era trovato in difficoltà e rischiava di annegare, si é gettata in acqua ed é riuscita a salvare il ragazzo. La donna, però, poco dopo, si é trovata lei stessa in difficoltà ed é stata salvata da alcune persone che erano in spiaggia e sono riuscite a raggiungerla utilizzando anche un acquascooter. Madre e figlio, adesso, stanno bene. Tra i bagnanti che hanno assistito alla scena però, c'era una donna che ha ripreso tutto col proprio cellulare ed ha poi postato un video su face book Video che, ha provveduto poco dopo a cancellare anche per la valanga di proteste che aveva suscitato in rete

Legambiente: scarsa depurazione e mare inquinato in alcune zone

CORIGLIANO ROSSANO (Cosenza) - In Calabria, in ciascuna provincia monitorata, c'è almeno un punto fortemente inquinato. Su 24 campionamenti eseguiti lungo le coste, 13 risultano fuori dai limiti di legge e, di questi, 12 sono "fortemente inquinati". Nel mirino ci sono sempre canali e foci, che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. È questa, in sintesi, la fotografia scattata lungo le coste calabresi dai tecnici di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. "Premesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all'inquinamento dei nostri mari - ha affermato Antonio Nicoletti, della segreteria nazionale di Legambiente - spiace constatare come la mancata depurazione affligga ancora in maniera drammatica il nostro Paese".

Traffico di armi e droga, arrestato latitante a Locri

LOCRI (Reggio Calabria)- Era ricercato dal 2012 il latitante Sebastiano Giorgi,  46 anni, e ieri è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Locri.L'uomo era destinatario del provvedimento di revoca di sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione e contestuale ripristino dell'ordine stesso, emesso nel giugno 2012 dalla Procura di Reggio Calabria. In particolare, Giorgi è stato arrestato in seguito ad un controllo dei militari che hanno notato, a Sant'Ilario dello Ionio, una Fiat Panda nera con i vetri oscurati. Insospettiti, i carabinieri hanno deciso di fermare il veicolo sulla strada statale 106 e a bordo hanno trovato tre persone, tra le quali Sebastiano Giorgi. L'uomo, noto alle forze dell'ordine per reati relativi al traffico di droga e di armi e legato per vincoli di sangue alla famiglia Giorgi alias "Boviciani" originaria di San Luca, è stato condannato per violazione della sorveglianza speciale - fatti risalenti al 2006 - e deve scontare la pena di un anno di reclusione.

Sequestrati 270 chili di cocaina la porto di Gioia Tauro

GIOIA TAURO (Reggio Calabria) - I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria in sinergia con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro, hanno individuato e sequestrato 270 chili di cocaina al porto di Gioia Tauro. La droga era nascosta in cartoni di ananas, in un container che trasportava cotone in transito nello scalo calabrese, proveniente dal Guatemala e destinato a Valencia. La cocaina sarebbe stata tagliata fino a 4 volte e pio spacciata e avrebbe fruttato circa 55 milioni di euro. L'indagine, coordinata dalla Dda reggina diretta da Giovanni Bombardieri, è stata condotta tramite l'analisi di rischi, riscontri effettuati dalle Fiamme gialle su 2000 container provenienti dal Sud America e supportata dalle apparecchiature scanner dell'Agenzia delle Dogane. I dati, riferisce la Guardia di finanza, dimostrano come il narcotraffico abbia un rilievo macro-economico enorme: il giro di affari a livello globale supera i 560 miliardi di euro e in Italia i 30 miliardi, circa il 2% del PIL nazionale.

Bacciante agricolo ucciso a Petilia Policastro

PETILIA POLICASTRO (Crotone) - Alberto Luca Valentino, 39 anni, incensurato,  è stato ucciso  ieri nelle campagne di Petilia Policastro, nel Crotonese. Valentino,nato in provincia di Milano ma residente a Caccuri, lavorava come bracciante agricolo in un'azienda, del posto, era sposato e padre di due figli. Stando a una prima ricostruzione dell’accaduto, l’uomo sarebbe stato ucciso ieri in tarda serata su una stradina sterrata, in località Cavone Grande e sarebbe stato colpito in volto  con un colpo di arma da fuoco che lo ha attinto allo zigomo destro, sparato con molta probabilità, da una pistola di piccolo calibro. La sua auto è stata ritrovata pochi metri più in là dove è stato rinvenuto il cadavere. Probabilmente, Valentino, aveva appuntamento con qualcuno che, presumibilmente, potrebbe essere lo stesso assassino. Sul luogo dell'omicidio sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro e del Reparto operativo del Comando provinciale di Crotone che hanno avviato le indagini.Al momento non si esclude alcuna ipotesi circa il movente dell’omicidio.Sul luogo del delitto c'era anche il medico legale che ha proceduto all'esame esterno del cadavere e il magistrato di turno che ha disposto l'autopsia.

 

"Lande desolate" :  chiesto il rinvio a giudizio per il presidente Oliverio, Adamo e Bossio

CATANZARO – Chiesto, dalla Procura di Catanzaro, il rinvio a giudizio per il governatore della Calabria, Mario Oliverio, per l’ex vicepresidente della giunta regionale, Nicola Adamo e per sua moglie, Enza Bruno Bossio. Tutti e tre gli  esponenti del Pd,insieme ad altre persone, sono finiti nell’inchiesta “Lande desolate” nel dicembre 2018,Oliverio con l’accusa di abuso di ufficio e corruzione, Adamo e consorte per corruzione. L’udienza preliminare è stata fissata per il 17 ottobre. La vicenda ruota intorno alla gestione di alcuni appalti gestiti proprio dalla Regione Calabria e su cui la Procura ha rilevato presunti illeciti specie a riguardo dell’aviosuperficie di Scalea, al rifacimento di Piazza Bilotti a Cosenza(unica opera compiuta) e la sciovia di Lorica. Come si ricorderà,per il presidente della giunta regionale calabrese, Oliverio, era stato disposto l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, dove risiede, provvedimento successivamente revocato dalla Cassazione.

 

Condannata ex assessore comunale di Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA -  Angela Marcianò, ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria, é stata condannata a un anno di reclusione per abuso d'ufficio e falso ideologico,pena che è stata sospesa. Lo ha deciso con propria sentenza, il giudice per l'udienza preliminare reggino, Giovanna Sergi, nel processo col rito abbreviato. La vicenda giudiziaria, in cui é stata coinvolta l'ex assessore Marcianò, riguarda l'affidamento in gestione dell'ex albergo Miramare, un immobile di proprietà del Comune di Reggio, a un imprenditore privato. La pubblica accusa,  per l'ex assessore,  Marcianò, aveva chiesto  la condanna a dieci mesi di reclusione. Si ricorda che nella stessa  vicenda sono coinvolti il sindaco della città dello Stretto, Giuseppe Falcomatà; il vice sindaco, Armando Neri; gli assessori, Armando Muraca, Giuseppe Marino, Nino Zimbalatti e Saverio Anghelone; il segretario generale del Comune, Giovanna Acquaviva; l'ex assessore all'Urbanistica, Agata Quattrone e le dirigenti comunali Patrizia Nardi e Luisa Spanò. Per loro, che hanno scelto il rito ordinario, il processo é stato fissato per il mese di settembre.

 

Monsignore Schillaci è il nuovo vescovo di Lamezia Terme

LAMEZIA TERME (Catanzaro) - Monsignore Giuseppe Schillaci è il nuovo vescovo di Lamezia Terme.  Il presule si é insediato ieri  in Cattedrale. Schillaci, 61 anni, siciliano originario di Adrano (Catania), subentra a monsignore  Luigi Antonio Cantafora, che ha retto la Diocesi lametina negli ultimi 15 anni. "É con lo sguardo di Gesù Cristo - ha detto il nuovo vescovo di Lamezia Terme in occasione della concelebrazione di ordinazione episcopale - che dovremmo provare a guardare la nostra storia, tutta la nostra umanità. Lasciamoci raggiungere da questo sguardo, il Suo, per guardare in Lui, con Lui, per Lui… Siamo suoi discepoli e come tali vogliamo prima di tutto pensarci; avviciniamoci a Cristo, per seguirlo ed imparare da Lui. È il Vangelo che bisogna ascoltare; è con il Vangelo che occorre misurarsi - ha aggiunto presule - ed è con il Vangelo che bisogna fare i conti, non per scoraggiarsi, ma al contrario per ritrovare freschezza, energia, entusiasmo".

 

Arrestato all'aeroporto di Roma il re delle truffe online

COSENZA -La sua latitanza, lunga cinque anni, è finita ieri all’aeroporto di Fiumicino a Roma, dove è stato arrestato. Lui è Gianni Siciliano, 37 anni,di Cosenza, considerato il re delle truffe online e che ha collezionato, negli anni, una sfilza di denunce e diverse condanne definitive anche per il reato di associazione a delinquere, il cui cumulo ha fatto scattare l’ordine di esecuzione di pene concorrenti, emesso a suo carico dalla Procura di Roma nel 2014. Per cinque anni, Siciliano, era riuscito a sfuggire alle manette. Fino a ieri, quando la sinergia tra gli operatori della Polizia Postale di Cosenza e della Stazione carabinieri di Torano Castello (Cosenza), coordinati dalla Procura della Repubblica cosentina e coadiuvati da personale dei Compartimenti Polizia Postale di Reggio Calabria e di Roma, con l'ausilio del Servizio Polizia scientifica di Roma e della Stazione Carabinieri di Fiumicino, lo hanno infatti scovato e arrestato. Siciliano avrebbe continuato a operare truffe anche durante la latitanza. 

 

Lavoratori Abramo Customer Care, posti a  rischio: serve chiarezza

Le Rsu Abramo Customer Care, Segreteria regionale Ugl Telecomunicazioni Calabria, in una dura  nota stampa, esprimono forte  preoccupazione per i tanti  posti di lavoro nei  call center, ormai  a rischio. Un settore, quello delle telecomunicazioni, con prospettive allarmanti e praticamente ignorato dal governo gialloverde. Nei giorni scorsi presso la sede di Confindustria a Catanzaro l’Azienda Abramo le Rsu e le Organizzazioni sindacali si sono incontrate per discutere dell’ennesima richiesta, da parte aziendale, di apertura delle procedure di accesso al Fondo di Integrazione Salariale. Tutto, da parte aziendale, ha seguito lo stesso canovaccio che ha caratterizzato gli ultimi sei mesi. Comprendendo lo smarrimento e la confusione che si è generata tra i lavoratori è utile a questo punto ricordare a tutti quanto è avvenuto. Tutto è iniziato a febbraio con richieste da parte aziendale di apertura procedure Fis su Crotone per poi estenderle su tutti siti calabresi. In quel momento fu inoltre siglato un accordo quadro per le stabilizzazioni. A fine marzo continuava ad essere attivato Fis su tutti i siti calabresi, passando da un accordo che andava in deroga al decreto dignità facendo in modo che l'azienda disponesse della possibilità di attivare trenta contratti a tempo determinato per tramutarli in contratti a tempo indeterminato a luglio. Ad inizio marzo Ugl telecomunicazioni inviava rivendicazioni ufficiali rispetto a tale vicenda così enunciate:  Violazione principio di unica unità produttiva (Non esistono Rsu di sito ma dell’unità produttiva Calabria).Dubbia interpretazione aziendale del criterio di Fungibilità dell’operatore.  Richiesta di inserire negli accordi comma finalizzato a garantire i lavoratori impattati dal Fis.  Trasparenza sui Criteri Accesso al Fis e sua applicazione.  Eliminazione dai criteri di accesso alle stabilizzazioni dell’anzianità di servizio su commessa sostituendola con anzianità di servizio in azienda. Successivamente si è appreso dai media che l’Azienda ha sottoscritto un bond per svariati milioni di euro finalizzato a diversificazioni in Italia e all’estero. Anche su questo, da Noi sollecitata, azienda non ha mai voluto chiarire se il bond sia collegato o meno ad una vision industriale. Ugl Telecomunicazioni non aveva bisogno di essere folgorata sulla via di Damasco e fin da subito ha avversato, non siglando nessun accordo, una strategia aziendale ritenendola di corto respiro. Abbiamo chiesto e continuiamo chiedere un piano Strutturale Aziendale finalizzato a fornire certezze ai lavoratori che, anche nelle ultime ore, sono costretti a subire “variazioni di programma” in cui tutto è il contrario di tutto. Oggi aleggia lo spettro degli esuberi, pur in presenza di ingressi in azienda di lavoratori con contratti interinali e utilizzo di lavoro supplementare. Le stabilizzazioni hanno fatto la fine del miraggio nel deserto! Auspichiamo che l’Azienda con responsabilità si attivi per garantire la massima trasparenza ai propri dipendenti che oggi più che mai vengono trattati da numeri. Finito il tempo delle imbarazzanti contraddizioni è giunto il momento di scoprire le carte, per il bene ed il rispetto di chi oggi continua a rappresentare l’unica certezza e l’unico valore assoluto in Abramo: I lavoratori.

 

Alex punta su Lampedusa,manca l'acqua e i servizi igienici sono inservibili

Il braccio di ferro tra il ministro dell'Interno, Matteo Salvini e le ong con a bordo migranti continua. Ma diventa ogni ora che passa più difficile la situazione a bordo del veliero Alex, della ong “Mediterranea” battente bandiera italiana, sul quale ci sono a bordo 54 profughi.L’acqua sta finendo e i sevizi igienici sono praticamente inservibili. "Di fronte alla intollerabile situazione igienico-sanitaria a bordo, Alex ha dichiarato lo stato di necessità e si sta dirigendo verso il porto di Lampedusa unico possibile porto sicuro di sbarco". Eppure il Viminale insiste sulle sue rigide  posizioni e intima alla Alex di dirigersi verso Malta. Ma l'ong replica: "Andare a Malta mette a rischio l'incolumità delle persone". E c'è  anche la nave “Alan Kurdi” dell’ong Sea Eye, con 65 migranti a bordo, che sfida il Viminale e punta la prua dritta verso l’isola di Lampedusa."Con 65 persone soccorse a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa.- Così scrive in un tweet la ong Sea Eye- Non siamo intimiditi da un ministro dell'Interno ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo".

 

Dall'8 luglio in rete c'è "La Nuova Calabria"

CATANZARO - Nel nutrito panorama dell’informazione online calabrese, spesso colonizzata da tante false notizie e tanti pseudo operatori della comunicazione, si colloca un'altra testata giornalistica, “La Nuova Calabria” che ha come imperativo categorico quello di fare un’informazione veritiera, puntuale,professionale e soprattutto libera. Non a caso il motto del nuovo team redazionale - guidato dal direttore responsabile, Enzo Cosentino e dal direttore editoriale, Stefania Papaleo, due giornalisti di consumata esperienza - è : “Con noi la notizia diventa giornalismo”. Il primo numero del giornale online sarà in rete dal prossimo lunedì,8 luglio. L’iniziativa editoriale è stata presentata giovedì scorso nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, alla presenza di un parterre qualificato, tra cui il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, tanti imprenditori, politici esponenti delle forze dell'Ordine,e naturalmente molti giornalisti. Al tavolo dei relatori, oltre al direttore responsabile, Enzo Cosentino lo stesso sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, l’assessore regionale alla Cultura, Maria Francesca Corigliano, don Vincenzo Zoccali in rappresentanza dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro – Squillace, Monsignore Vincenzo Bertolone e il vicesegretario del sindacato calabrese Fnsi, Rosario Stanizzi. I giornalisti impegnati in questa nuova sfida editoriale sono stati assunti con contratto Fnsi Uspi. Con “La Nuova Calabria”,come è stato riferito durante  la conferenza stampa, l'editoria diventa smart e coinvolgente, proponendo un nuovo modo di fare giornalismo in Calabria, a fianco delle persone, più interattivo ed aperto a nuove modalità e opportunità di collaborazione con i lettori. Notizie, approfondimenti, storie e inchieste saranno rese fruibili e sollecitate con tempi e modalità nuove grazie all’utilizzo delle tecnologie interattive e dei canali di comunicazione social. La nostra mission sarà quella di raccontare ogni giorno la Calabria nelle sue molteplici sfaccettature in modo veritiero, trasparente, accessibile e innovativo, scrivendo una nuova storia dell’informazione e della partecipazione culturale regionale, con l’obiettivo di garantire un adeguato rilievo alle notizie di Politica, Economia, Turismo, Arte, Sport e Cultura a livello territoriale, valorizzare le potenzialità della Calabria nei suoi molteplici aspetti, dedicare ampi spazi per dare voce alle opinioni della gente comune e avvicinare i giovani al mondo dell’informazione e dell’editoria realizzando momenti di formazione giornalistica sulla base di accordi e convenzioni anche con le scuole e le università"."Ogni iniziativa editoriale, soprattutto in questa regione particolarmente difficile sotto tanti piani - ha sottolineato il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Soluri - è un arricchimento. Abbiamo bisogno di iniziative che creino posti di lavoro giornalistico seri. Sono sicuro che “La nuova Calabria” si farà apprezzare per un giornalismo serio, rigoroso, libero da condizionamenti di qualsivoglia genere, capace di utilizzare nei confronti di chiunque il giusto senso critico, di non schierarsi mai per partito preso, ma di inseguire sempre, la verità, che non è mai semplice, banale e anzi difficile da decifrare. Verità di cui nessuno è depositario assoluto".

Ai colleghi, della nuova testata giornalistica, auguro buon lavoro.

 

La nave Alex  bloccata al largo di Lampedusa con 54 migranti a bordo

La storia si ripete. Un’altra nave, Alex,dell’organizzazione non governativa Mediterranea, con 54 migranti a bordo, è arrivata stamane nelle acque di Lampedusa.Da Malta c'è stata l'immediata  disponibilità a offrire il porto ma la stessa ong ha risposto che, sia per le condizioni in cui versano i migranti a bordo che   per le caratteristiche della nave, non è in condizioni di affrontare la traversata verso Malta. Tuttavia è  disponibile a trasferire i naufraghi su motovedette maltesi o della Guardia costiera italiana. La ong, Mediterranea, inoltre, in merito al divieto di sbarco, sottolinea in un tweet che “Il decreto è illegittimo perché non può applicarsi a una nave che ha effettuato una operazione di soccorso a tutela della vita umana in mare. E perché non può essere vietato a una bandiera italiana ingresso nelle acque del proprio Paese".

 

I cinquant'anni Doc dei vini Cirò e Melissa

CIRÒ MARINA (Crotone) – I vini calabresi Cirò e Melissa celebrano i cinquant’anni Doc di denominazione di origine controllata .Per la speciale occasione, il presidente del Consorzio di tutela di questi famosi vini, Raffaele Librandi, ha organizzatoa Cirò Marina,  un convegno sul tema “Scenari e opportunità in un mercato globale tra storia, cultura e tradizione”. "Non vogliamo solo celebrare i primi 50 anni della Doc della nostra Cirò - ha esordito il presidente del Consorzio-  che ha una tradizione millenaria ma superare l'eccessiva frammentazione attraverso il Consorzio quale strumento comune per un lavoro di squadra finalizzato al perseguimento di obiettivi comuni quali l'innovazione, la sostenibilità ambientale e la promozione quali volano di sviluppo per le sfide del domani. Dobbiamo guardare al futuro, capitalizzando il lavoro fatto e affrontare con strumenti giusti i mercati a maggior potenziale, come per esempio gli Stati Uniti. Perché l'obiettivo che abbiamo lanciato è quello di raggiungere il 55% di export nel 2020 che è a portata di mano. In questa sfida Calabria e Doc Cirò saranno assoluti protagonisti".

 

Leone è il nuovo rettore dell'Università della Calabria

RENDE (Cosenza) - Nicola Leone, 56 anni, originario di Diamante è il nuovo rettore dell’Università della Calabria e subentra a Gino Mirocle Crisci. Leone è ordinario di Ingegneria informatica ed è stato direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica per due mandati e membro del Senato accademico, ottavo nella storia dell’ateneo di Rende. Il nuovo rettore è stato eletto ieri e ha superato l'altro candidato, Raffaele Perrelli, già preside della Facoltà di Lettere, mentre Luigi Palopoli, direttore del dipartimento di Ingegneria informativa, ha ritirato la candidatura dopo il primo turno.

 

Tentata estorsione, in manette dirigente del Comune di Bianco

BIANCO (Reggio Calabria) -  Giuseppe Palamara, 65 anni, responsabile dell'area Amministrativa e Affari generali del Comune di Bianco nel Reggino, è stato arrestato ieri dai carabinieri e posto ai domiciliari con l'accusa di tentata estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso. Nell'ambito della stessa operazione, denominata "Pupi-white city", i carabinieri della Compagnia di Bianco hanno arrestato altre due persone, i fratelli Bartolomeo e Domenico Scordo,rispettivamente  di 35 e 39 anni. L'inchiesta che ha portato ai tre arresti, condotta dalla Dda di Reggio Calabria, riguarda un'attività estorsiva che sarebbe stata messa in atto ai danni di un imprenditore siciliano aggiudicatario nel 2014 dell'appalto per il servizio di refezione scolastica del Comune di Bianco. Ad una quarta persona, coinvolta in stato di libertà nella stessa inchiesta, è stata notificata un'informazione di garanzia.

 

Sea Watch 3: Carola libera, il gip  di Agrigento non convalida l'arresto della capitana 

AGRIGENTO - Carola Rackete, la capitana coraggiosa (,come è stata definita dai più),  della ong tedesca Sea Watch 3, torna libera. Lo ha disposto il gip di Agrigento, Alessandra Vella,  che non ha convalidato l’arresto della comandante della nave, ed ha quindi rigettato anche il provvedimento della Procura di divieto di soggiorno in provincia di Agrigento. Come si ricorderà, la capitana aveva infranto il divieto di approdare nelle acque di Lampedusa, facendo sbarcare, dopo 14 giorni in mare, i 42 migranti a bordo, ormai allo stremo delle forze. In disappunto, (per dirla con un eufemismo),  chiaramente, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini che commenta così la decisione del gip di Agrigento: "Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale". E prosegue- "Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia?. Mi vergogno di chi permette che in questo Paese arriva il primo delinquente dall'estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l'alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un'auto della polizia. Pessimo segnale signor giudice".Solidarietà a Carola Rackete è stata espressa, ieri, dai banchi della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo da parte di alcuni eurodeputati che hanno portato in aula cartelli che chiedevano la liberazione della comandante della nave Sea Watch 3. "Liberate Carola" ,  "Il soccorso non è un crimine" alcuni dei testi apposti nei manifesti esposti in aula alla prima seduta plenaria. Nei cartelli anche le fotografie che ritraevano la capitana Carola, stando a quanto si poteva vedere dalle immagini mandate in onda dal circuito del Parlamento europeo. Il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, che per tutta la serata è stato in contatto diretto col Viminale, ha appena firmato il provvedimento di allontanamento dall'Italia nei confronti della comandante della Sea Watch, Carola Rackete, rimessa in libertà ieri sera.

 


Sanità: si è dimesso il sub commissario, Schael

CATANZARO - Si è dimesso il sub commissario per l'attuazione del piano di rientro sanitario in Calabria, Thomas Schael. E' quanto ha reso noto il ministro della Salute, Giulia Grillo con un comunicato. "Ho ricevuto nelle scorse ore - ha dichiarato il ministro Grillo - le dimissioni di Thomas Schael, per ragioni personali.  Ringrazio il dottor Schael per tutto il lavoro svolto fin qui. Andremo avanti con impegno e determinazione per la riorganizzazione della sanità calabrese e nei prossimi giorni - ha concluso Grillo - nomineremo il nuovo subcommissario". Il sub commissario Schael, che assieme al commissario generale, Saverio Cotticelli era stato nominato dal ministro Grillo nello scorso mese di dicembre, in passato era stato alla guida dell'Azienda sanitaria provinciale di Crotone.

Incendio doloso vicino al Parco della Biodiversità

CATANZARO – Vanno a fuoco sterpaglie e macchia mediterranea, vicino al torrente Fiumarella nei pressi del Parco della Biodiversità mediterranea, nella zona Nord di Catanzaro. L’incendio, di origine dolosa, si è sviluppato nel pomeriggio di ieri e le fiamme, sospinte dal vento, si sono poi propagate su due fronti. Su una zona impervia, lungo i costoni del quartiere Gagliano- Lenza e dall’altra verso il Parco a Nord della città capoluogo di regione. Al lavoro, sul posto, cinque autobotti dei Vigili del Fuoco e anche un canadair. Hanno dovuto faticare non poco i pompieri a domare le fiamme per via dell’orografia della zona. Stando a quanto si legge in un comunicato stampa della Provincia di Catanzaro, il fuoco sarebbe stato appiccato in quattro diversi punti in prossimità del Parco della Biodiversità. Il presidente del Parco, Michele Traversa, si è recato sul posto assieme al dirigente dell'ente Gianmarco Plastino e al direttore tecnico, Sergio Calabria.

 

Orrore a Reggio Emilia, bimbi strappati alle famiglie naturali  e affidati in modo illecito; in manette anche il sindaco di Bibbiano

REGGIO EMILIA - Il sistema immondo, di malaffare, era ormai collaudato. E, soprattutto, aveva un’ottima "copertura", con una facciata ineccepibile, che sarebbe stata "garantita", niente di meno che, dallo stesso sindaco in quota Pd della cittadina di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, al secolo Andrea Carletti.   Un ingranaggio ben oliato. Un marchingegno infimo che avrebbe consentito, per anni, a medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, educatori, psicoterapeuti - di cui due della onlus “Hansel&Gretel” di Moncalieri (To) - di strappare tanti bambini ai genitori naturali, sulla scorta di false dichiarazioni e false relazioni su presunti e fantomatici abusi sessuali subiti dai genitori, per poi darli in affido ad amici e amici degli amici. Persone, queste, spesso  di dubbia moralità e che poi, addirittura, in alcuni casi, avrebbero realmente abusato dei bimbi dati loro in affido. Naturalmente, il tutto, sarebbe avvenuto dietro pagamento di ingenti somme di denaro.Tanto ma tanto denaro. Da far girar la testa. Fino a mettere a tacere ogni barlume di coscienza e dimenticare la propria professionalità e la mission.  Bambini che, secondo l’accusa, sarebbero stati suggestionati con veri e propri “lavaggi di cervello” durante le sedute di psicoterapia, specie in prossimità degli interrogatori giudiziari. Un vero e proprio orrore,quello che è stato svelato da un’indagine della Procura di Reggio Emilia con l’inchiesta “Angeli e demoni” coordinata dal pm, Valentina Salvi. In manette sono finite sedici persone senza scrupoli della rete di Servizi sociali di Val D’Enza, di cui sei ai domiciliari tra cui lo stesso sindaco di Bibbiano e altre 26 sono state iscritte nel registro degli indagati. Otto misure cautelari interdittive che comportano il divieto temporaneo di esercitare attività professionali per operatori socio- sanitari, dirigenti comunali ed educatori. Inoltre per una coppia affidataria, accusata di maltrattamenti, è stato disposto il divieto di avvicinamento. Tra i reati contestati ai 18 indagati dalla Procura di Reggio Emilia ci sono, a vario titolo, frode processuale, depistaggio e abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, tentata estorsione, peculato. Stando a una ricostruzione fatta dagli investigatori ,lo squallido giro d’affari fruttava centinaia di migliaia di euro, tutto giocato sulla pelle di ignare famiglie e di  poveri innocenti. Una vergogna immane, da non riuscire più a guardarsi allo specchio. La storiaccia, secondo la Procura, sarebbe iniziata, dapprima con la redazione di false relazioni da parte di chi di dovere, suffragate da disegni artefatti dei bimbi, infarciti,poi ad arte, da aggiunte di connotazioni sessuali mirate, da parte dei terapeuti. Senza contare che, durante i periodi di allontanamento dalle famiglie naturali questi poveri bimbi, strappati ai propri affetti, sarebbero stati  privati, intenzionalmente, anche delle lettere che le famiglie mandavano loro. Inoltre,  il sistema di malaffare sarebbe stato talmente consolidato tanto  da portare all’apertura di un Centro specialistico regionale modello  per il trattamento del trauma infantile derivante da abusi sessuali e maltrattamenti e che avrebbe supportato in pieno l’attività della onlus.

 

Migranti in fuga dal Messico,  la foto shock di padre e figlia morti annegati nel Rio Grande

E’ diventata virale e urla alle coscienze di tutti, la foto cruda dei corpi del papà e della sua bambina che galleggiano sulle sponde del Rio Grande, in Texas. Padre e figlia morti annegati mentre cercavano di fuggire dalla fame, dalla violenza, passando il confine tra Messico e Stati Uniti. Una maglietta unisce i due corpi e il braccio della bimba è intorno al collo del padre. Tutti e due a faccia in giù nell'acqua,  uniti fino alla fine. Ma lui, il presidente Donald Trump, non si commuove più di tanto e dice di "odiare quella foto". Ma non  si ritiene in alcun modo responsabile del dramma e rimanda le colpa ai democratici, incapaci, a suo dire, di fare una vera riforma della politica dell’immigrazione. Ecco perché ora, Trump, ha adottato il pugno duro. E ha deciso  di far costruire il muro al confine con il Messico per evitare che entrino i fuggiaschi. "Vengono qui perché la nostra economia va forte, ma noi stiamo mettendo le cose a posto, compresa la costruzione del muro!"- dice il presidente  con aria di sfida ai giornalisti che lo intervistano, prima di partire per il G20.Nessun rimpianto, nessun dolore. Addolorato e immensamente triste, invece, Papa Francesco che, prega per questi migranti che fuggono dalla guerra e dalla fame ma non si capacita per questa ennesima drammatica  vicenda di migranti. La disgrazia sarebbe avvenuta domenica e i due corpi sono stati ritrovati lunedì Saranno rimpatriati nei prossimi giorni. Il ministro degli Affari Esteri di El Salvador intanto ha invitato le famiglie che tentano di migrare negli Usa di ripensarci: "Non rischiate". Le principali emittenti Usa e i media sul web ripropongono in continuazione quelle immagini che sono come un pugno nello stomaco. Ma dalle autorità americane silenzio. L'unico fragore che si può sentire è quello delle polemiche politiche, con la Camera a maggioranza democratica che stanzia 4,5 miliardi da destinare alla crisi del confine sud e la Casa Bianca già pronta al veto. Mentre il massimo responsabile dell'agenzia federale che gestisce i campi al confine del Messico dove vengono trattenuti i bambini separati dalle famiglie illegali è costretto a dichiarare le dimissioni, dopo che un gruppo di legali ha testimoniato le condizioni terribili in cui i minori sono costretti a vivere: senza cibo adeguato, con scarsa assistenza medica, i neonati che vengono accuditi da altri minori. Una situazione che ha destato la preoccupazione anche del presidente Donald Trump.

 

Incendio al villaggio "Eucaliptus", distrutte le attrezzature

SIMERI CRICHI (Catanzaro)- Un incendio, presumibilmente di natura  dolosa, ha distrutto, la notte scorsa, diverse attrezzature nel noto e storico villaggio turistico della costa Jonica Catanzarese, “Eucaliptus" a Simeri mare.Nel rogo sono andati distrutti il palco,  le passerelle di legno per arrivare al mare e un centinaio di sedie di plastica. Tutte attrezzature che sarebbero servite per dare il via alla stagione estiva. La denuncia arriva direttamente dai social dove lo stesso amministratore del villaggio, Sergio Gaglianese,sul suo profilo Fb si abbandona a un amaro sfogo. “Villaggio Eucaliptus: incendio doloso ha colpito il palco, le sedie, e le pedane per le passerelle a mare, che, proprio oggi dovevano essere collocate! Sono anni che lancio appelli, ma purtroppo non vengono presi seriamente in considerazione. Certamente, non nascondo di temere qualche attentato alla mia persona, vista l’approssimarsi dell’assemblea condominiale del Villaggio. La Calabria non avrà mai uno sviluppo serio, gli imprenditori non vengono in Calabria, quelli onesti vanno via, solo i pochi coraggiosi, ancora credono che sia possibile fare impresa in questa Maledetta/Benedetta terra”. Solidarietà arriva da Franco Canino, residente della Pro loco si Simeri Crichi “La Pro Loco di Simeri Crichi -si legge nella nota- condanna l’accaduto con sdegno, azione questa intimidatoria e inqualificabile se dovesse prevalere la tesi del dolo. La Pro Loco rimane vicina alla popolazione del Villaggio Eucaliptus. Il turismo non si distrugge con atti di violenza, va comunque assicurata ogni forma di solidarietà e di sostegno morale. L’associazione si schiera affianco ai residenti per tenere alto il sentimento di coraggio, nel contempo promuovendo e favorendo le buoni azioni per far rivivere la comunità turistica di Simeri mare".

 

Traffico di droga tra  Calabria e  Lombardia, 24 in manette nel Soveratese

CATANZARO- Un fiume di droga che, dalle piazze calabresi arrivava dritto in quelle di Milano.Cocaina, hashish, marijuana a iosa con un giro d'affari dai grandi numeri. L’associazione criminale, dedita a questo  traffico di stupefacenti nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Milano, però, ieri all'alba è stata sgominata. La vasta operazione,  “Last generation”, dei carabinieri coordinati dalla Dda di Catanzaro,guidata dal procuratore, Nicola Gratteri,  ha portato all’arresto nel Soveratese di 24 persone e a 12 iscritti nel registro degli indagati,tra cui tanti ragazzi. Un'operazione che  ha permesso di stroncare un traffico poderoso di droga tra il Soveratese e le piazze della Lombardia con fulcro a Guardavalle dove, a gestire il business, sarebbe stato Vincenzo Aloi, nipote del boss, Vincenzo Gallace. Durante l’operazione, che ha visto oltre 200 carabinieri in campo della Compagnia di Soverato supportati da quelli del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro, con la collaborazione dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori, del Nucleo Cinofili e del Nucleo Elicotteri di Vibo, sono stati sequestrati beni per oltre 500mila euro. I reati contestati a vario titolo  sono: associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, dall’ingente quantitativo e dal'laver indotto minorenni a commettere reato, nonché detenzione illegale di armi da fuoco, furti e tanto altro.Gli arrestati, secondo l'accusa, utilizzavano minorenni, ai quali era affidato lo spaccio di marijuana, che sapevano di lavorare per conto di esponenti del clan Gallace traendone motivi di vanto. "Era un'associazione - ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri incontrando i giornalisti - che lavorava a pieno regime e che si stava preparando alla stagione estiva quando la popolazione sulle coste del soveratese triplica e aumenta il numero degli assuntori. Il fermo si è reso necessario perché alcuni indagati stavano partendo per la Svizzera. In questa indagine è stato fondamentale il supporto dei carabinieri delle stazioni presenti sul territorio".

Le persone arrestate sono:

Vincenzo Aloi, nato a Catanzaro 23/ 08/ 94 residente a Guardavalle

Concetta Battaglia, nata a Catanzaro 26/04/ 68 residente a Soverato

Raffaele Campagna, nato a Thun (Svizzera) 28/ 12/ 68 residente a Soverato

Agazio Geracitano, nato a Soverato 5/0 2/ 1999 residente a Guardavalle

Ozan Kanat, nato in Turchia il 5/05/ 1995 di Soverato

Mauro Masciari nato a Soverato 15/ 01/ 94 residente a  Davoli

Gianluca Meliti nato a Soverato il 25/ 10/ 95 ed ivi residente

Giuseppe Notaro nato a Catanzaro il 27/09/ 87 residente a Davoli

Pietro Procopio nato a Soverato 11/ 04/ 88  domiciliato in Davoli

Adriano Larry Rizzo nato a Catanzaro il 24/08/ 91 e residente a Soverato

Andrea Lucio Rizzo nato a Catanzaro il 13/ 12/ 1994 e residente a Soverato

Giulio Moreno Rizzo nato a Catanzaro il 18/ 07/ 1982 e residente a Soverato

Ettore Rositani nato a Milano il 23/ 07/ 1987 e residente a Montauro

Simone Rocco Russomanno nato a Soverato il 22/ 11/ 1995 e ivi residente

Teklehaimanot Tsegay nato in Etiopia il 4/04/ 86 e residente a Milano

Paola Vaccaro nata a Coggiola 21/ 10/ 93 e residente a Centrache ma domiciliata a Montepaone

Antonio Bressi nato a Catanzaro 08/ 12/ 1986 e residente in San Sostene

 Francesco Galati nato a Catanzaro il 20/ 01/ 1977 e residente a Guardavalle

Antonio Grande nato a Badolato il 16/ 12/ 1974 e residente ad Isca sullo Jonio

Vincenzo Longo nato a Soverato il 15/0 7/ 1989 e residente a Badolato e domiciliato a Isca

Leonida Montagna nato a Cz il 22/03/ 1969 residente a Soverato

Orlando Giacomo Screnci nato a Soverato il 25/ 07/ 1967 e ivi residente

Annalisa Tortorelli nata a Catanzaro il 13/05/ 1981 residente a San .Sostene

Moreno Tortorelli nato a Monza il 3/05/ 1974 residente a San Sostene

 

'Ndrangheta, il  boss Morabito è evaso dal carcere di Montevideo

Rocco Morabito, 53 anni, boss della ‘ndrangheta originario di Africo, in provincia di Reggio Calabria, è evaso ieri dal carcere centrale di Montevideo, in Uruguay dove era era in attesa di estradizione verso l’Italia. Morabito era stato arrestato nel 2017 in un hotel di Montevideo dopo 23 anni di latitanza, in Italia era stato condannato a 30 anni di carcere in contumacia. Stando a quanto diramato dal ministero dell’Interno dell’Uruguay, Morabito che era ricoverato nell’infermeria del carcere, con l’aiuto di tre complici è fuggito attraverso un buco creato nel tetto. Da lì, poi, i fuggiaschi si sarebbero calati in una vicina fattoria dove avrebbero anche rubato denaro alla proprietaria. Basito il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini che oltre ad annunciare che è aperta la caccia all’uomo ha aggiunto che chiederà spiegazioni al governo di Montevideo.

 

'Ndrangheta,  blitz in corso nel Soveratese: 24 arresti

CATANZARO - Dalle prime luci dell’alba di stamane (24 giugno) è in corso tra le province di Catanzaro, Milano e Reggio Calabria, una vasta operazione con oltre 200 carabinieri della Compagnia di Soverato e del Comando provinciale impiegati in esecuzione di un fermo della Dda di Catanzaro, guidata dal procuratore, Nicola Gratteri, per 24 persone.I reati contestati vanno dall’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, dall’ingente quantitativo e dall’aver istigato minori a commettere reato, nonché detenzione illegale di armi da fuoco. Nell’operazione è previsto il sequestro di beni per oltre mezzo milione di euro. Tutti i particolari del blitz in corso saranno illustrati stamane alle 10,30 alla Procura della Repubblica di Catanzaro- Direzione Distrettuale Antimafia.

 

Rogo al sito  di stoccaggio di rifiuti speciali, allarme nube tossica a Frosinone

FROSINONE – Allarme nube tossica a Frosinone dove ieri pomeriggio, intorno alle 17,30, nell’area dell‘azienda M.Eco.Ris che si occupa dello smaltimento di rifiuti speciali, nei pressi dell’aeroporto, è divampato un vasto incendio.La colonna  di fumo, alta, nera e puzzolente, era ben visibile anche dai paesi vicini. Preoccupazione e  paura tra gli abitanti della zona che, nel frattempo si sono barricati nelle case.    Il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, ha subito diramato  una ordinanza, contingibile e urgente, con cui si invitava la popolazione a tenersi lontano dal sito, in via precauzionale, a una distanza del raggio di 2 chilometri, fino a che le fiamme non sarebbero state domate. Oltre a ciò anche l’invito a chiudere porte e finestre, portoni esterni e a disattivare tutti gli impianti di aria condizionata e aerazione elettrica. Massima allerta anche nei comuni limitrofi di Ferentino,Ceccani e Patrica dove i sindaci hanno invitato i cittadini a chiudersi in casa. Per oggi,24 giugno,  il sindaco di Frosinone,con una nuova ordinanza, ha disposto la chiusura di tutte le scuole ed istituzioni pubbliche e private presenti nelle vicinanze dell'area. del rogo. Inoltre ha ordinato che da oggi e fino al 9 luglio prossimo, entro il raggio 2 Km da Via delle Centurie (Zona il Casale), la sospensione della raccolta e il conseguente consumo di frutta ed ortaggi e l'attingimento idrico a fini alimentari da vasche e pozzi non protetti da precipitazioni aeree, unitamente alla disposizione di divieto di pascolo.Disagi, oggi,anche  per il servizio di trasporto pubblico, in quanto i mezzi del Contral sono in un deposito vicino alla zona dell’incendio e quindi potrebbero essere stati contaminati dal fumo tossico sprigionatosi durante il rogo.Sul posto sono dovute intervenire cinque squadre dei Vigili del fuco per domare  il poderoso incendio. Inoltre  sono arrivati anche gli ispettori dell'Arpa per campionare terra e aria.La nube tossica, che in queste ore si è spostata dall'aeroporto verso Frosinone, portando con sè gli agenti contaminanti, è maleodorante ed ha già  provocato casi di leggera intossicazione. Sul caso indaga la Polizia che non esclude la matrice dolosa del rogo.

Sindacati in piazza a Reggio Calabria: più attenzione ai problemi del Mezzogiorno

REGGIO CALABRIA -Grande mobilitazione  per il lavoro ieri a Reggio Calabria, organizzata dai segretari generali della Triplice, Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. In tutto 25 mila partecipanti secondo i sindacati che sono arrivati nella città in riva allo Stretto da Sicilia, Campania, Puglia, Veneto, Piemonte e da ogni parte della Calabria, pronti a manifestare  all’insegna del motto “Ripartiamo dal Sud per unire il Paese”. Tutti iinsieme, pensionati, lavoratori, precari e anche tanti migranti per chiedere al Governo più attenzione al Mezzogiorno e ai suoi problemi. Perchè il Sud, secondo i sindacati, è un territorio dalle grandi potenzialità che rischia di diventare Cenerentola del Paese e dell’Europa se si accentua il divario Nord- Sud. Una  manifestazione per  stigmatizzare la scellerata politica economica di questo Governo gialloverde (specie la Flat tax che penalizza il Sud) che non crea occupazione, che ha bloccato i cantieri, chiuso i porti, gettando il Paese una una situazione stallo.  La manifestazione si è conclusa in Piazza Duomo con gli interventi dei rispettivi segretari generali.

 


Impatto mortale all'alba tra un camion e un'auto, morti tre ragazzi

SPADOLA (Vibo Valentia) - Alba di sangue, stamane vicino Spadola, nel Vibonese, dove  un camion e una Golf Volkswagen si sono scontrati frontalmente.   Nell'impatto mortale  hanno perso la vita tre dei quattro ragazzi  di Soriano Calabro che erano a bordo. Il drammatico incidente, è avvenuto intorno alle sei,  sulla Trasversale delle Serre. I ragazzi che hanno perso la vita sul colpo  sono Natale Chiera, 19 anni e   i due cugini omonimi, Salvatore Farina rispettivamente di 23 e 21 anni. Versa in gravi condizioni l'altro ragazzo a bordo della Golf, Gianmarco Nesci di 22 anni,  trasportato in elisoccorso all'ospedale Pugliese- Ciaccio di Catanzaro. Raccapricciante l'immagine che si è presentata agli occhi dei soccorritori che hanno trovato la Golf  ridotta ad un ammasso di lamiere informe in cui vi erano rimasti incastrati i  corpi dei giovani. I quattro ragazzi, a quanto pare, stavano rientrando a casa dopo una serata in compagnia di amici trascorsa a Soverato. Sul luogo dell'incidente sono arrivati oltre al 118 anche i carabinieri, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Serra San Bruno e il magistrato di turno della Procura di Vibo Valentia. Sconcerto e dolore nella comunità  di  Soriano Calabro per la drammatica e prematura  morte dei tre giovani.

Il j'accuse di Saviano contro Salvini: "Grave che  il  Sud abbia dimenticato vent'anni d'insulti della Lega"

Non perde occasione lo scrittore, Roberto Saviano, per lanciare un ulteriore j’accuse all’indirizzo del ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini. Lo ha fatto ieri, a Napoli, dove a bordo della Open Arm, ancorata nel porto, ha presentato il suo ultimo libro “In mare non esistono taxi”. Saviano, vista la protesta della Lega Giovani Napoli per la presenza della nave nel porto, con tanto di striscioni che recitavano “Prima i napoletani”, ha preso la palla al balzo ed ha rilanciato la protesta contro Salvini “E’ grave – ha detto Saviano- che il Sud abbia dimenticato vent’anni di insulti della Lega e che oggi sia ancora disposto a credere a questa persona” aggiungendo “Salvini non è una persona perbene”. Parole dure e pesanti come macigni che Saviano  ha scagliato all’indirizzo del vicepremier del Carroccio per la sua politica di respingimento degli immigrati. La Lega Giovani Napoli, inoltre, ha ricordato come fino a qualche anno fa  era  proprio il capitano Salvini a insultare i napoletani. con frasi del tipo “Vesuvio lavali col fuoco” - “Senti che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani. Aggiungendo che è sempre il capitano che ora sta per uccidere la sanità, l’istruzione, i servizi sociali delle regioni del Sud, con l’Autonomia Differenziata.

 

L'Infinito di Leopardi ha spento 200 candeline, ode regina del 2019

La splendida poesia “Linfiinito”, del poeta Giacomo Leopardi, ha spento, quest’anno, 200 candeline e sarà la regina per tutto il 2019. Ad aprile scorso, infatti, tanti studenti hanno inscenato nelle piazze italiane ma anche all’estero, diversi flash mob recitando la famosa ode del poeta malinconico di Recanati.Ideatrice dell’iniziativa di successo ,a Recanati, è stata la contessa Olimpia Leopardi. Infatti, la stessa mostra allestita a Villa Colloredo Mels, ha registrato 26 mila visitatori. Inoltre il 29 giugno prossimo si svolgeranno a Recanati, in occasione del compleanno del poeta, le Celebrazioni Leopardiane a cui prenderanno parte studiosi di tutto il mondo. Il 26 settembre, poi, aprirà i battenti l’Orto delle Monache del Colle dell’Infinito, recuperato dal Fai, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Il 23 e 24 ottobre, ancora, Recanati ospiterà il convegno internazionale “Interminati spazi” con la partecipazione di filologi, scienziati,poeti, letterati, fisici, matematici che analizzeranno il messaggio dell’Infinito nella società odierna.

L'Infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle

e questa siepe,

che da tanta parte dell'ultimo

orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando,

interminati spazi di là da quella,

e sovrumani silenzi,

e profondissima quiete io nel pensier mi fingo,

ove per poco il cor non si spaura.

E come il vento odo stormir tra queste piante,

io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando:

e mi sovvien l'eterno,

e le morte stagioni,

e la presente e viva,

e il suon di lei.

Così tra questa immensità s'annega il pensier mio:

e il naufragar m'è dolce in questo mare.

 

L'opera del grande Cassiodoro in un fumetto in inglese

CATANZARO -La vita e l’opera del grande Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore, politico,  letterato e storico romano, cui diede i natali l'antica città di Squillace (Scolacium), raccontata attraverso le sequenze di un fumetto in inglese. "Cassiodorus the great writer, politician man of faith".L’opera, realizzata grazie alla sinergia d’intenti tra la Regione Calabria e l’asssociazione Centro culturale Cassiodoro, presieduta da Cosimo Griffo, è stata presentata alla Cittadella regionale, durante una conferenza stampa. Presenti, tra gli altri, il governatore, Mario Oliverio e l’assessore regionale alla Cultura, Maria Francesca Corigliano con l’autore del testo, don Antonio Tarzia. "L'edizione in inglese - ha spiegato Cosimo Griffo- è stata realizzata su richiesta di 'Calabresi nel mondo' per divulgare la figura di questo grande uomo e calabrese che è stato Cassiodoro anche ai calabresi che vivono all'estero". "Lo scopo di tutte queste iniziative - ha detto Oliverio - è quello di proseguire nel segno della memoria dei personaggi come Cassiodoro che hanno reso grande la Calabria". Il fumetto, realizzato da Ottavio De Angelis e Stefano Voltolini, è stato tradotto in inglese da Adele Dorothy Ciampa.

 

Maturità 2019,debutto della doppia prova scritta

Maturità 2019 nel segno delle novità.  Ieri, infatti, per i 520mila maturandi italiani è stata la volta del debutto della doppia prova scritta, diversificata a seconda degli indirizzi di studio. Al Liceo Classico, scritto di Latino e Greco con due versioni una di Tacito e l’altra di Plutarco. Al Liceo Scientifico, prova di Matematica e di Fisica. Per Matematica la soluzione di un problema a scelta tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra gli otto proposti, Per Fisica è stato proposto un problema su un condensatore. Per il Liceo Artistico, indirizzo arti figurative plastico scultoreo, traccia su “Dall’autoritratto al selfie”. Mentre per l’Artistico a indirizzo audioviisivo e multimediale traccia su “La luna e lo sbarco del 1969”. Per Scienze Umane la traccia parte dai testi “Lettera a una professoressa” libro del 1967 scritto dai ragazzi della scuola di Barbiana sotto la guida di Don Lorenzo Milani e “Storia della scuola“ di Saverio Santamaita. Anche ieri, per tutti i maturandi, c'è stato il divieto tassativo di utilizzare, cellulari, PC, smartphone e qualsiasi altra apparecchiatura elettronica per accedere a Internet, pena l'esclusione dall'esame.

 

Esami di Maturità 2019 tra  polemiche e novità

Al via, da ieri 19 giugno, per circa cinquecentoventimila studenti in tutta Italia, i fatidici esami di maturità, con la prima prova scritta di Italiano e qualche novità. La gran parte degli studenti ha scelto le tracce di attualità, in particolare il discorso pronunciato dal prefetto, Luigi Viano, in occasione del trentennale dell’uccisione del generale, Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie, Emanuela Setti Carraro e dell’agente, Domenico Russo, per mano della mafia nel 1982 a Palermo. E poi scelte anche le tracce di sport e storia.Per quanto concerne le tracce di Letteratura c’erano “Il porto sepolto” confluita nel 1942 nella raccolta “L’allegria" di Giuseppe Ungaretti, Corrado Stajano e “Eredità del Novecento” e Leonardo Sciascia. E ancora un’altra traccia “Istruzioni per l’uso del futuro” partendo da un testo dello storico dell’arte e saggista fiorentino Tomaso Montanari. Quest’ultima una scelta molto criticata dal ministro e vicepremier, Matteo Salvini che ha definito Montanari “snob di sinistra" che non solo ha criticato lui ma anche due grandi come Oriana Fallaci e Franco Zeffirelli ”Che lasci ogni incarico pubblico-  ha tuonato Salvini contro Montanari – e chieda scusa all’Italia”. In occasione della morte di Zeffirelli, infatti, Montanari ha scritto su twitter: "Si può dire che il #maestro Scespirelli era un insopportabile mediocre, al cinema inguardabile. E che fanno senso gli alti lai della Firenzina, genuflessa in lutto o in orbace, ai piedi suoi e dell'orrenda Oriana. Dio l'abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue. Amen". Alle polemiche e alle richieste di sue dimissioni, lo storico dell'arte ha replicato: "Trovo indegno e gravissimo l'attacco del ministro dell'Interno a un professore universitario: Salvini ha forse in mente di replicare il giuramento di fedeltà dei professori al regime?". Quindi Montantari è passato al contrattacco: "Se c'è una vergogna per l'Italia è la presenza al governo di un uomo e di un partito il cui programma è l'esatto contrario della Costituzione, per riprendere un'efficace definizione che il presidente Mattarella riferiva al fascismo". Le sue cariche- ha  precisato, -non sono "retribuite e non sono di potere, sono scientifiche. Una decisa dal Consiglio Universitario Nazionale, l'altra dal ministro Bonisoli. Rendo conto alla scienza e alla coscienza. Ho il diritto di dire e argomentare perché le onoranze pubbliche a personalità che hanno avuto posizioni esplicitamente razziste come Zeffirelli e Fallaci sono - a mio giudizio - un'offesa alla Costituzione." Quindi niente dimissioni in vista, anzi: "Continuerò a esercitare questo diritto (garantito dagli articoli 21 e 33 della Costituzione della Repubblica) nonostante i tentativi di intimidazione del ministro della Paura: la cui presenza ai vertici del Paese sarà prima o poi ricordata come una pagina nera". E, chiusa la doverosa  parentesi delle polemiche, tornando agli esami di maturità 2019, si prosegue oggi con la doppia prova scritta allo Scientifico, di Matematica e Fisica,  al Classico, di Greco e Latino, sei ore a disposizione. Doppia prova scritta  quest'anno al debutto.La seconda prova, invece, per quanto riguarda il Liceo musicale e Coreutico si tiene in due giorni così come per gli Istituti Professionali. Da quest'anno, la seconda prova è multidisciplinare, Il Miur ha predisposto due giornate di simulazioni: la prima si è tenuta il 28 febbraio, la seconda ll 2 aprile. Le materie della seconda prova scritta sono contenute nel decreto 37 e anche  questa  si assegnerà un voto in ventesimi  che si somma al punteggio ottenuto nel primo scritto e ai crediti.

Infiltrazioni mafiose al "Cara",65 condanne fino a 20 anni di carcere

CATANZARO- Pene esemplari, fino a 20 anni di carcere, sono state inflitte dal giudice per l’udienza preliminare di Catanzaro, Carmela Tedesco, agli imputati coinvolti nell’operazione “Jonny” della Dda del capoluogo, scattata il 15 maggio 2017,contro la potente cosca Arena che si era infiltrata nella gestione del “Cara”, il centro di accoglienza per richiedenti asilo, di Isola Capo Rizzuto. Un vero e proprio business per la 'ndrangheta della zona  che gestiva il "Cara" come se fosse un bancomat. In tutto sono  65 gli imputati condannati su 85, che hanno goduto dello sconto di un terzo di pena per via del processo celebrato con rito abbreviato. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti reati aggravati dalla modalità mafiose e dalla finalità di avvantaggiare l’organizzazione criminale. In sostanza il giudice,Tedesco, ha accolto quelle che erano state le richieste avanzate dell’accusa nelle requisitorie, sostenute dai sostituti Domenico Guarascio e Debora Rizza e dai procuratori aggiunti, Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto. Tra le pene più alte inflitte spiccano: 17 anni e 4 mesi all’ex governatore regionale delle Misericordie, Leonardo Sacco, considerato il terminale affaristico delle cosche di isola Capo Rizzuto e che gestiva il “Cara”, 20 anni a Antonio Poerio e 19 anni e 4 mesi a Fernando Poerio del “Quadrìifoglio”, l’azienda che aveva l’appalto del servizio mensa al “Cara”. Condanne pesanti  anche per gli esponenti della cosca Arena :Giuseppe Arena, 16 anni di carcere, Pasquale Arena, 20 anni di carcere, e Polo Lentini, 16 anni di carcere. Diciotto le persone assolte e la decisione a  non dover procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di due imputati.

 

'Ndrangheta, confiscati beni per 18 milioni alla cosca  del Soveratese, Sia-Procopio- Tripodi

SOVERATO (Catanzaro) – Confiscati beni per il valore di 18 milioni di euro a un gruppo di persone accusate di far parte della cosca di ‘ndrangheta, egemone nel Soveratese, Sia-Procopio –Tripodi. L’operazione è stata eseguita dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro su sentenza della Corte di Appello del capoluogo di regione. In beni in questione erano stati già sequestrati nel 2011, durante la prima operazione “Showdwn” scaturita da un’inchiesta della Dda di Catanzaro condotta con il coordinamento dell’attuale procuratore aggiunto, Vincenzo Capomolla. I beni confiscati consistono in diverse quote societarie, beni mobili ed immobili in provincia di Catanzaro e varie attività economiche costituite da ditte individuali e da alcune a responsabilità limitata insieme alla quota parte di un villaggio turistico in via di realizzazione denominato “San Sostene Resort”. Già con  la prima operazione “Showdwn”, il 15 dicembre 2011,  che portò all'arresto di 18 persone, presunte affiliate al clan Sia- Procopio- Tripodi, erano stati apposti i sigilli al resort in costruzione del valore di 30 milioni di euro. Un resort   dotato di 200 unità immobiliari, molte delle quali già vendute all'estero, in particolare in Irlanda. La dimostrazione di come, proprio i villaggi turistici in Calabria, siano uno dei business strategici per la ‘ndrangheta come, peraltro, l’allora procuratore della Dda di Catanzaro, Vincenzo Lombardo, riferì durante la conferenza stampa.La prima operazione "Showdwn" , scaturita dalle indagini per il caso di lupara bianca di Giuseppe Todaro, è servita a far luce sulla geografia della 'ndrangheta nel Soveratese, dove la potente cosca Gallace- Novella di Guardavalle, si è scissa favorendo la nascita del locale di 'ndrangheta a Soverato con la benedizione di don Nuzzo Novella. E quindi i Sia sono rimasti alleati dei Novella e del boss Damiano Vallelunga,(ucciso nel 2009), mentre i Todaro sono rimasti con i Gallace e i Chiefari. Da qui nasce  la Nuova faida  dei boschi, iniziata già nel 2008 con l'omicidio eccellente del boss Carmelo Novella a San Vittore Olona (Lombardia) il 15 luglio 2008 e ordinato dal boss Vincenzo  Gallace con Carmine Leuzzi e Andrea Ruga, ed eseguito da quello che poi diventerà una gola profonda, Antonino Belnome insieme a Michael Panajia. Ma la goccia che fa traboccare il vaso è l'omicidio, il 27 settembre 2009, del boss dei Viperari, Damiano Vallelunga a Riace davanti al santuario di Santi Cosma e Damiano. Anche qui, come confesserà in seguito Belnome, i mandanti dell'omicidio sono i tre boss, Gallace, Ruga e Leuzzi ma che, per non esporsi troppo direttamente e temendo una guerra coi Vallelunga, inscenano la cosiddetta tragedia,  facendo ricadere la colpa dell'omicidio Vallelunga sul cugino di questi,  Giovanni, padrino di Caulonia. Dopo l'omicidio Valleunga tutti gli equilibri saltano in seno alla compagine criminale del Soveratese dando il via a una lunga scia di sangue che  segna il Basso Jonio Soveratese per diversi anni, dal 2008 al 2013.  Una guerra di mafia cruenta, senza esclusione di colpi, consumata tra i monti e il mare. Che esordisce il 26 marzo 2008 con l'uccisione sulla strada dei Due Mari per Lamezia Terme, dell'imprenditore soveratese, Antonio Longo e si conclude il 21 febbraio 2013 con l'uccisione a Montauro dell'imprenditore Francesco Chiodo, ritenuti entrambi  vicino alla cosca soveratese. Anni di sangue in cui cadono, una dietro l'altra, le teste di tanti boss e affiliati alla 'ndrangheta del Soveratese e che  ridisegnano la geografia della criminalità organizzata nella zona di mezzo del Basso Jonio Catanzarese, terra appetibile, di conquista  da Sud, per le cosche  del Reggino e da Nord,per quelle del Crotonese.

Domani i funerali a Firenze del grande  maestro, Zeffirelli: proclamato il lutto cittadino

Si svolgeranno domani alle 11 nel Duomo di Firenze i funerali del regista e attore, Franco Zeffirelli, morto sabato nella sua casa a Roma all’età di 96 anni. Le esequie del grande maestro del cinema italiano, saranno officiate dall’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori. La camera ardente è stata allestita oggi a Palazzo Vecchio a Firenze nel salone dei 500, dalle 11 alle 23. A officiare il rito funebre sarà l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. Al rito funebre parteciperà anche la Cappella musicale della cattedrale diretta da Michele Manganelli, come ha reso noto la Fondazione Zeffirelli  e per domani, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha proclamato il lutto cittadino. I funerali nella cattedrale Santa Maria Del Fiore sono un’eccezione per le personalità laiche, l’ultimo funerale celebrato qui è stato quello del poeta Mario Luzi, il 2 marzo del 2005, molti anni prima il 7 novembre del 1977 era stato officiato il funerale di Giorgio la Pira.

 

Cade in un tombino ma l'ambulanza arriva dopo 40 minuti

SERRA SAN BRUNO (Vibo Valentia) – Stava percorrendo a piedi un marciapiede, quando all’improvviso è caduto in un profondo tombino aperto, proprio lì sui suoi passi. Il fatto è avvenuto ieri a Serra San Bruno, centro del Vibonese,  dove un un uomo di 46 anni è rimasto incastrato  in un  tombino per quaranta minuti prima che arrivasse l’ambulanza. Quaranta minuti di passione, sotto un sole cocente fino a quando, un soccorritore provvidenziale, ha pensato bene di riparare dalla calura l’uomo incastrato nel tombino, con un ombrellone. Diversi i passanti che hanno assistito al fatto e che pure hanno allertato il 118. Ma l’ambulanza dell’ospedale di Serra San Bruno era impegnata e quella di Soriano Calabro, pure. A prestare il primo soccorso al malcapitato, è stato un medico che si trovava lì per caso. L’ambulanza di una cooperativa poi  è arrivata alle 12,45 e, finalmente, ha trasportato l’infortunato in ospedale, che ha riportato lesioni a una gamba ,per le cure del caso.


Il regista e attore, Franco Zeffirelli

Addio al grande maestro, Franco Zeffirelli

 

Si è spenta una stella. Questa  mattina nella sua abitazione a Roma, alla veneranda età di 96 anni, è morto il regista e attore Franco Zeffirelli.Un’icona nel panorama del cinema italiano e non solo, uno dei più grandi uomini di cultura mondiale, come lo ha definito il sindaco di Firenze, Dario Nardella su twitter. Ad assistere il grande maestro nel suo ultimo viaggio, al capezzale c’erano i due figli adottivi, Pippo e Luciano, il medico e il parroco della chiesa di San Tarciso che ha benedetto la salma.Già una settimana fa, il regista, aveva ricevuto l’estrema unzione e, come raccontano i familiari, si è spento serenamente dopo una lunga malattia che, negli ultimi mesi era peggiorata.Le esequie si terranno martedì 18 alle 11 nel duomo di Firenze,città natale di Zeffirelli, dove nacque il 12 febbraio del 1923  e le sue spoglie saranno tumulate nel cimitero monumentale delle Porte Sante. La camera ardente sarà allestita lunedì a Palazzo Vecchio. Zeffirelli, al secolo Gian Franco Corsi Zeffirelli, un diploma in tasca dell'Accademia di Belle Arti, dopo aver frequentato Architettura, si dedica alla prosa, lavorando a Radio Firenze nel 1946. Debutta al cinema come attore l'anno dopo.Tra gli anni Quaranta e Cinquanta inizia ad affiancare registi celebri del calibro di Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica Luchino Visconti e  Roberto Rossellini dai quali apprende l'arte del mestiere. Dirige diversi film di successo con uno stile del tutto personale specie ne "La bisbetica domata" e in "Romeo e Giulietta", brillanti tracrizioni shakespeariane realizzate, secondo gli esperti, con notevole gusto e sorvegliata eleganza figurativa. Suoi anche diversi importanti allestimenti teatrali, le trasposizioni letterarie e le storiche produzioni nel campo dell'opera lirica. Resta, infine,  memorabile il suo Gesù di Nazareth del 1997, in cui tutta l'opera è pervasa da un'eterea spiritualità. Diversi i riconoscimenti e le onorificenze che  sono stati tributati a Franco Zeffirelli, nella sua lunga e brillante carriera artistica.

Sequestrati beni per 500mila euro a presunto boss

CATANZARO- La Dia di Catanzaro ha sequestrato beni per un valore di 500mila euro a Angelo Greco, 54 anni, attualmente detenuto nel carcere “Le vallette” di Torino.Il provvedimento è stato emesso su richiesta del procuratore distrettuale, Nicola Gratteri in base alle risultanze delle indagini condotte dalla Direzione investigativa antimafia di Torino. Greco era stato arrestato durante l’operazione “San Michele” ed è stato condannato in via definitiva a 7 anni e 4 mesi di carcere per associazione mafiosa. Secondo l’accusa, Greco, sarebbe legato al locale di ‘ndrangheta di Cutro che da anni opera a Torino e provincia e che avrebbe diretto l'emanazione torinese del locale di San Mauro Marchesato. Il provvedimento di sequestro riguarda le quote della società di costruzioni di proprietà del figlio di Greco, quattro immobili, sei beni mobili e due rapporti finanziari.

 

'Ndrangheta, sgomitata associazione di narcotrafficanti

REGGIO CALABRIA – Sgominata un’associazione criminale della ‘ndrangheta reggina dedita al narcotraffico. La vasta operazione è stata condotta dai carabinieri del Ros in sinergia con la Dda di Reggio Calabria e con la collaborazione della polizia colombiana, olandese e la gendarmeria francese. In manette sono finite 31 persone di cui 24 in carcere e 7 ai domiciliari. In tutto gli indagati sono 58. Un fiume di  droga che   arrivava  dalla Colombia e dall’Ecuador attraverso gli scali portuali di Anversa, Rotterdam e Gioia Tauro. Da qui, grazie al trasporto su gomma, veniva poi destinata alla vendita nel Nord Europa, in Canada e in Italia, in particolare in Veneto e Lombardia.Durante l’operazione sono stati sequestrati centinaia di chili di stupefacenti e arrestati due latitanti che si erano rifugiati in Colombia. ”Questa operazione -  ha riferito ai giornalisti il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, durante la conferenza stampa sull’operazione dei carabinieri del Ros - sottolinea, ancora una volta,la capacità della ‘ndrangheta di essere duttile e flessibile su ogni scenario criminale transnazionale ed in particolare nelle dinamiche del narcotraffico internazionale”. Per il  procuratore aggiunto, Giuseppe Lombardo “L’inchiesta connota il carattere di univocità della ‘ndrangheta ripsetto alla frammentazione di altre forme di criminalità organizzata, capace di tenere insieme varie cosche in un percorso unitario, programmando ogni particolare delle attività criminali, dall’acquisto, al trasporto via mare, all’esfiltrazione dai porti di arrivo allo smistamento dello stupefacente in tutta Europa su gomma, un’attività che richiede un impegno di non poco conto. Bovalino, Buccinasco, Ventimiglia, Brescia, Padova, Ecuador, Belgio, Olanda, Germania, sono le aree dove è ormai accertata la presenza di "inviati" della 'ndrangheta, ognuno con un compito da eseguire rigidamente".

 

Anziana muore soffocata da un pezzo di pane

SQUILLACE (Catanzaro)- Sconcerto a  Squillace per la morte  di un'anziana donna di 83 anni,T.D.F. , morta ieri, soffocata da un pezzo di pane. Stando a una prima ricostruzione dell’accaduto la donna ,mentre stava pranzando insieme al figlio è rimasta senza fiato per via di un pezzo di pane che le ha ostruito le vie respiratorie. Allertato il medico di base, quando è arrivato ha trovato l'anziana cianotica ma le ha subito prestato soccorso mettendola in condizioni di poter respirare, ma senza che ancora avesse eplulso il pezzo di pane rimasto incastrato in profondità. Quando è arrivata l’ambulanza però, la situazione è precipitata:  la donna si è collassata ed è spirata durante il tragitto per salire sull’elisoccorso del 118. che, nel frattempo, era atterrato nel campo sportivo. Si parla di morte “ab ingestis”.  Sul posto sono arrivati  i carabinieri della locale Stazione e il magistrato di turno che ha disposto la restituzione della  salma ai familiari, addolorati e increduli per l'improvvisa e immane tragedia.

Bimbo cade dal balcone al quinto piano, salvo

CATANZARO – Tragedia sfiorata, ieri pomeriggio,  a Catanzaro. Un bimbo di tre anni e mezzo, è caduto dal balcone di casa sua, al quinto piano  in Via Fares,nel quartiere Sala, ed è vivo per miracolo. La caduta, infatti, stando a una prima riscostruzione fatta dalla Squadra mobile, sarebbe stata attutita dai fili dei panni al secondo piano, che in qualche modo sono stati provvidenziali. Il bimbo ha riportato la fratture delle gambe ma non è in pericolo di vita. Ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Pugliese con prognosi riservata anche se la tac eseguita dai medici ha dato esito negativo. Sotto choc, chiaramente  la madre del  piccolo che non si capacita dell'accaduto.   A quanto pare, la caduta del bimbo dal balcone,  pare sia stata accidentale.Probabilmente il piccolo si è sporto troppo  ed è volato giù, ma ancora  è tutto da chiarire.

Cittadinanza italiana per Ramy e Adam 

I due piccoli- grandi eroi, Ramy Sheata e Adam El Hamami hanno ottenuto dal Viminale la tanto agognata cittadinanza italiana per merito speciali. I due ragazzini, uno  di origine egiziana e l’altro di origine  marocchina, a marzo scorso sono riusciti ad eludere la sorveglianza dell’autista - aguzzino che voleva uccidere tutti i 51 studenti di un istituto di Crema a bordo di un autobus, e a chiamare le forze dell’ordine. Con il loro gesto hanno sventato il piano del dirottamento dello scuolabus all’aeroporto di Milano da parte dell'autista  senegalese (ma, ironia della sorte, con cittadinanza italiana), e a salvare i compagni.Il conducente, Ousseynou Sy, aveva cosparso di benzina l’autobus e le fiamme erano divampate all’interno del mezzo, nel momento in cui gli studenti, con l’aiuto di un manipolo di carabinieri, avevano abbandonato il mezzo. L'attentatore, a suo tempo,  aveva dichiarato di voler fare un gesto eclatante per vendicare tutti i bimbi africani morti nel Mediterraneo. Una dichiarazione che non aveva convinto nessuno. Medaglia d’oro al valore civile è stata assegnata dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini  alla scuola media "Giovanni Vailati" di Crema con la motivazione che “Con straordinario coraggio ed eccezionale spirito di iniziativa il personale docente e non docente e i 51 studenti fronteggiavano il conducente dell’autobus, allertavano i carabinieri e riuscivano a liberarsi”. Il comportamento del personale scolastico e dei ragazzi è stato definito “uno splendido esempio di generosa solidarietà e straordinaria abnegazione orientato alla difesa del più alto valore della vita umana”.I due ragazzi, dal canto loro si sono detti molto contenti per il grande dono ma hanno rilanciato l'importanza dello ius soli.

 

Inizia a Locri  il processo all'ex sindaco di Riace e permane il divieto di dimora

RIACE (Reggio Calabria)- Arriva un altro “no” dal Tribunale della libertà di Reggio Calabria, per l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano per cui permane il divieto di dimora a Riace. Proprio oggi, giorno in cui a Locri si celebra il processo che vede l’ex sindaco di Riace e altre 26 persone coinvolte nell’inchiesta del 2018 legata alla gestione dei migranti a Riace, (paese modello di accoglienza,in Italia e nel resto d’Europa) e per cui la Procura dispose gli arresti domiciliari per Lucano, poi revocati.Amareggiato da tutta la vicenda l’ex sindaco di Riace che pure aveva riprovato a candidarsi alle amministrative di maggio come consigliere comunale ma senza successo. “Non ritengo questo di Locri- afferma Lucano- un processo politico, ma la mia vicenda mi ha ferito tanto. Io ho sempre lavorato a favore dei deboli e degli emarginati. E mi sono sempre impegnato per una società umana e non disumana”. " Io non saprei vivere- ha aggiunto Lucano- lontano dall’impegno sociale, umano e politico senza necessariamente occupare dei ruoli.La bella storia di Riace è iniziata molto prima che io divntassi sindaco. Un’esperienza che può continuare, al di là di quello che è successo, portando avanti le idee che ne sono alla base”.


Nel libro di Lopez il racconto della nascita del teatro Politeama

CATANZARO- Il teatro Politeama di Catanzaro e la sua realizzazione nel 2002, ad opera del progettista, Paolo Portoghesi, al centro del libro di Adriana Lopez ”L’uomo, il Teatro”. Alla presentazione del libro erano presenti, tra gli altri,oltre all’autrice, il sindaco Sergio Abramo, il sovrintendente del teatro, Gianvito Casadonte, il direttore generale della Fondazione Politeama, Aldo Costa. E lui, l’architetto Portoghesi che attraverso le sue memorie ha permesso alla scrittrice di riannodare i fili di quella che è stata la costruzione del Politeama, passo dopo passo. Un vero gioiello, proprio lì, incastonato nel cuore antico della città dei Tre colli. "Per un architetto- ha riferito Portoghesi- è una grande soddisfazione. Le piccole città, in questo momento in Italia, sono quelle che respirano meglio. Le grandi città sono ammalate e la vivacità dei piccoli centri è una consolazione perché fa capire che la vita della cultura può risorgere, può tornare ad essere al centro della vita “urbana”. Nel corso della presentazione del libro è stato ricordato Mario Foglietti, a cui il teatro è intitolato e che tanta parte ha avuto nella promozione e nella crescita del teatro Politeama.

 

Il teatro Politeama

Al via la procedura d'infrazione dell'Ue contro l'Italia

Questa volta non si scappa. La Commissione europea ha dato l'ok alla procedura d'ìinfrazione contro l'Italia che ha un debito pubblico esoso. La regola del debito non è stata rispettata nè nel 2018, nè nel 2019. Quindi sembra verosimile che non lo sarà nemmeno nel 2020. Di più.La commissione europea ha rilevato che "c'è una deviazione significativa degli impegni presi con l'Ue che "non cambierebbe se l'impatto di bilancio del programma straordinario di manutenzione delle strade a seguito del crollo del ponte Morandi e il piano per limitare i rischi idrogeologici dovuti al maltempo, venisse considerato tra gli eventi eccezionali". Il che giustifica la procedura per debito eccessivo, come scrive la Commissione Ue. Un debito oneroso che grava sui cittadini italiani con "38.400 euro ad abitante oltre ai 1000   a testa per rifinanziarlo". Severo il giudizio che arriva da Bruxelles che ritiene che,  il governo gialloverde, presieduto da Giuseppe Conte, abbia fatto danni all'economia italiana con le misure adottate in un anno.Da Palazzo Chigi, auspicano una continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione, onde arrivare ad un accordo circa le modalità con cui gli obiettivi, per l'anno in corso, verranno conseguiti e un sentiero di discesa del deficit coerente con gli impegni già assunti da Governo e Parlamento italiano.Chiaramente sul procedimento d'infrazione contro l'Italia dovranno esprimersi tutti gli altri stati europei, che si incontreranno martedì per decidere se procedere o avviare un negoziato con Italia.La fase definitiva è prevista per il 9 luglio, quando sulla  questione dovrà dire la sua  l'Ecofin, il consiglio dei ministri delle Finanze dell'Ue.

 

'Ndrangheta:confiscati beni per un milione di euro

MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria) – Le Fiamme gialle del comando provinciale di Reggio Calabria, in sinergia con i carabinieri, hanno confiscato beni per un milione di euro a Quinto Antonio Rosaci, 66 anni, detto “Mastro Quinto”,ritenuto affiliato alla cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, e ai figli Antonino, 36 anni e Santoro,34 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale reggino, su richiesta della Dda e si basa sul procedimento “Ada” che nel 2013 ha portato all’arresto di presunti affiliati alla cosca del reggino. E proprio Rosaci, ritenuto un punto di riferimento della cosca per gli investimenti nel settore dei videopoker,è stato condannato dalla Corte di Appello di Reggio Calabria con sentenza divenuta definitiva.Dalle indagini patrimoniali, condotte dal Gico della Guardia di Finanza, è emerso che c’era sproporzione tra gli investimenti del Rosaci e le risorse lecite.I beni confiscati sono un'azienda che oepra nel settore dei videopoker. Per Rosaci è satata disposta la sorveglianza speciale per 3 anni e 6 mesi.

 

Salviamo la terra dall'inquinamento, è l'imperativo per la Giornata mondiale dell'Ambiente

Oggi si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente e l’inquinamento atmosferico è il tema di quest’anno. La Cina è il secondo Paese più inquinato del mondo, secondo solo all’India. Oggi, dunque,5 giugno, sarà rinnovato l’invito del mondo scientifico ai politici e governatori di passare alle energie rinnovabili con teconologie verdi per migliorare la qualità dell’aria sul nostro pianeta. Altrimenti il mondo, tra non molto, soffocherà. L’allarme è stato lanciato da un team di scienziati di 27 accademie degli Stati dell’Unione Europea a cui si aggiungono Svizzera e Norvegia. I loro studi, infatti, confermano che, a causa del surriscaldamento della Terra e dell’inquinamento dell’aria, si rischiano morti premature e l’aumento di malattie. Il rapporto stilato  dagli scienziati dell’Easac (Consiglio delle Accademie europee delle scienze), parla chiaro: circa 7 milioni di persone nel mondo, ogni anno, muoiono prematuramente per lo smog. Quindi occorre che la politica faccia la sua parte perchè finora ha deliberatamente ignorato l’impatto negativo del cambiamento climatico sulla salute. Non si può più rimandare. Come si evince dallo studio degli accademici, per fine secolo è previsto un aumento globale della temperature media di oltre 3 gradi centigradi rispetto ai livelli pre industriali, dovuto alle emissioni dei gas serra.Primo fra tutti l’anidride carbonica principale responsabile del buco dell’ozono. Si rischia, oltre a siccità, inondazioni, inquinamento anche l’indebolimento della sicurezza alimentare e nutrizionale, aumento dell’incidenza e modifica della distribuzione di alcune malattie infettive ( tra cui quelle trasmesse da zanzare, alimentari e trasmesse dall’acqua) un rischio crescente di migrazione forzata. Gli scienziati consigliano di seguire diete più sane e più sostenibili, con maggiore consumo di frutta, verdure, e legumi e un minore consumo di carni rosse al fine di ridurre il peso delle malattie non trasmissibili e le emissioni di gas serra.Salviamo, dunque,  il nostro pianeta dall'inquinamento, non solo dell'aria ma anche dei mari e dei fiumi. Deve essere questo l'imperativo categorico di ognuno di noi, nel suo piccolo.

 

L'utimatum di Conte a Salvini e Di Maio:" Risposte subito o mi dimetto"

di Amalia Feroleto

Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, lancia l'ultimatum  ai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio: "Risposte subito o mi dimetto", tuona il premier  senza peli sulla lingua, durante una conferenza stampa indetta  a Palazzo Chigi. Non piace a Conte, il clima di continua litigiosità e le polemiche infinite tra gli alleati di governo e soprattutto non piace il perdurare del clima di campagna elettorale che mina l'unità della compagine e   non dà risposte concrete  ai cittadini.Conte, inoltre, aggiunge che, non ha intezione di "vivacchiare". Una barcone che naviga a vista,  questo  sembra il governo gialloverde, che  dà l'idea  di non sapere  più in che direzione andare. E lo dice chiaro e tondo, Conte: "Ci vuole una visione per disegnare il futuro del Paese - afferma il premier- che è diverso da soddisfare la piazza telematica o collezionare like nella moderna agorà digitale". Insomma una bella ramanzina che Conte fa ai due vicepremier che non tardano a replicare. "La Lega ha sempre lavorato- ribatte, Salvini- evitando di rispondere a polemiche e anche insulti, e gli italiani ce lo hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica".  Di Maio, dal canto suo ribadisce che il "M5S è la prima forza politica di maggioranza e ha sempre sostenuto questo Governo. Lo abbiamo fatto lealmente e crediamo che ci sia ancora tanto da fare e soprattutto un contratto da rispettare.Noi siamo leali, vogliamo metterci subito al lavoro e crediamo che i fatti siano la migliore risposta". Nessuna crisi, dunque, per i due vicepremier, come hanno annunciato i mass media. Certo i prossimi impegni in agenda  sono gravosi, a cominciare  da Flat Tax e taglio delle tasse, riforma della Giustizia, Decreto sicurezza bis, autonomia regionale, rilancio degli investimenti, revisione dei vincoli europei e superamento dell'austerità e della precarietà, apertura di tutti i cantieri fermi.E l'Italia sta con il fiato sospeso.

Regionali, Oliverio di nuovo in campo ma fuori dal Pd

 CATANZARO -Ormai è ufficiale, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio dei Dem è pronto a scendere in campo per le prossime elezioni regionali e a metterci di nuovo la faccia. Insomma, il governatore, nonostante  le inchieste giudiziarie in cui è stato coinvolto di recente (dichiarando la sua estraneità alle ipotesi di accusa a suo carico) è pronto a ricandidarsi ma fuori dal Pd. Lo ha dichiarato di recente:"Io sto lavorando per le prossime  elezioni regionali alla costituzione di una coalizione con liste civiche. Il Pd avrà un suo percorso e una sua autonomia decisionale".Il governatore, Oliverio, inoltre aggiunge di essersi impegnato per le elezioni Europee che  in Calabria, come dice, hanno invertito il trend negativo del Pd (in cui conferma la sua collocazione),che dal 14% è passato al 18%.Ciò, per Oliverio,  significa che il Pd in Calabria ha una storia e anche un futuro.

 

Europee, più sovranisti ma sempre in minoranza

Le Elezioni Europee, che, a detta dei più, avrebbero confermato una valanga di voti per i sovranisti ed euroscettici, alla fine, secondo alcuni politologi,numeri alla mano,la loro avanzata  sarebbe stata arginata.Insomma, sovranisti in ascesa ma non troppo. C'è sì stata una buona affermazione,  ma non  al punto di dominare la scena politica e ostacolare le decisioni delle istituzioni a Bruxelles perchè i  sovranisti rimangono ancora in minoranza anche se più numerosi. La Lega,il partito sovranista più influente nell'UE, a parte Fidesz di Orban in Ungheria, 56%-  In Italia, come sappiamo, ha doppiato i Cinquestelle, arrivando a circa il 34% e lasciando al palo i M5S al 17%, ribaltando così il risultato delle Politiche 2018. Secondo partito il Pd che raggiunge il 22%, con un lieve rialzo di consensi che ha fatto esultare il nuovo segretario Dem, Zingaretti,  dovuto non  alla migrazione dell'elettorato dal M5S bensì al recupero del 6% dei voti di LeU, un 4% di quelli di + Europa e un 10% da chi prima faceva parte degli astenuti.Nella Francia del presidente, Macron,il Rassemblement National di Marine Le Pen, ha ottenuto poco più di un punto percentuale rispetto al partito del presidente.Senza contare che altri due partiti europeisti,  come Les Repubblicans, Europe Ecologiste ed Envie d'Europè sono riusciti ad ottenere deputati seppur in schieramenti diversi. Nel Regno Unito, ha vinto il Brexit Party, con una percentuale  simile alla Lega in Italia ma bilanciato da Lib Dem, Labour e Verdi.In Austria i nazionalisti del FPO (Partito delle libertà austriaco) si collocano terzi e in Germania AFD (Alternative fùr Deutschaland) incassano una pesante sconfitta.

 

Via libera alle  telecamere in asili e case di riposo

Telecamere obbligatorie in asili, sia statali che paritari, case di riposo e strutture che ospitano disabili, al fine di garantire una più ampia tutela.L’emendamento è contenuto nel decreto “Sblocca cantieri” approvato in commissione Lavori Pubblici e Ambiente al Senato ed è stato firmato da Lega, M5S, Pd e Fi. Il Ministero dell’Interno prevede l' istituzione di un fondo per finanziare il progetto con una dotazione, per il 2019 di 5 milioni di euro e di 15 milioni per ogni anno dal 2020 al 2024 che serviranno ai Comuni per installare la videosorveglianza in ogni aula di asilo o stanza delle  strutture socio- sanitarie, residenziali, semiresidenziali o diurne che siano e che ospitano anziani e disabili. Un provvedimento che per la Lega è un altro punto di onore del programma di governo,in quanto ritiene di aver mantenuto la promessa fatta da tempo. Un disegno di legge  per porre freno al dilagare di maltrattamenti su minori, anziani e disabili che, da Nord a Sud, non hanno risparmiato nessuno, come ci rimandano le cronache. Di contro c’è il fronte del no,  secondo cui la norma andrà a minare, se possibile, ancora di più il già precario rapporto di fiducia tra insegnanti e genitori oltre al fatto che “il grande fratello" altro non sarebbe che una sorta di micro polizia che tutto vede e tutto controlla, affermando l’autoritarismo di questo governo. Si pongono, inoltre, una serie di problemi inerenti alla Privacy,  e solo le Forze dell'Ordine potranno visionare i contenuti quando sarà fatta una denuncia di reato.

 

 Comunali a Squillace: il retroscena mai scritto

di Amalia Feroleto

Voglio aprire una parentesi su quello che i quotidiani locali, non hanno scritto e non scrivono sul giorno dello spoglio per le elezioni Comunali a Squillace, dove in lizza c’erano tre liste, quella dell’avvocato, quella del giornalista e quella  del medico Tre liste forti che si sono contese la poltrona di primo cittadino fino all’ultimo voto, dopo una campagna elettorale da dimenticare, dai toni al vetriolo in cui sia l’avvocato che il giornalista, dal palco hanno solo fatto processi sommari al medico, già due volte sindaco di Squillace, scendendo nel personale e coprendolo di insulti. Tanto da rasentare la querela. Salvo poi, fare appello all'unità del paese, cha sarebbe stata minata, negli anni, proprio dal modo disinvolto e senza scrupoli, di fare politica del medico. Ma di programmi si è sentito parlare poco o niente. La dialettica politica,l'oratoria, non si è vista nei loro comizi.Solo una valanga di insulti. Meraviglia, dunque, come un fatto di cronaca inqualificabile per una cittadina, culla antica  di civiltà e democrazia come Squillace, sia stato volutamente taciuto dalla stampa locale. Ebbene, quando i candidati della squadra vincente con i suppoter al seguito,  stavano transitando con le auto e senza fare caroselli, davanti al seggio elettorale a Squillace superiore, sono stati accolti da una cinquantina di persone delle due liste avversarie, (quella dell’avvocato e del giornalista) con calci, sputi, epiteti, pollice verso e dito medio alzato al grido di “Qui non vi vogliamo”. E nemmeno i carabinieri lì presenti hanno potuto nulla per sedare il livore, i mal di pancia e la bile di questi individui che non hanno dìgerito la sconfitta cocente al fotofinish e hanno solo vomitato  odio. Altro che sit- in di protesta, come lo hanno chiamato loro! Una vera porcheria. Già perché sia l’avvocato che il giornalista, sin dall’inizio hanno sfoggiato una tale spavalderia e sicumera, convinti com'erano ciascuno  di vincere, sostenendo che avrebbero "asfaltato il medico", che avevano perfino chiamato una emittente locale per farsi intervistare. E che alla fine ha dovuto intervistare “l’avversario”.Un bell’autogol! Non solo, ma già erano pronte in frigo bottiglie di spumante e pasticcini, oltre ai fuochi di artificio. Senza contare che, quando uno dei candidati della lista vincente stava per essere intervistato dalla Tv, è stato aggredito verbalmente e forse si sarebbe arrivati anche alle mani, se qualcuno non lo avesse chiuso in una stanza in attesa che gli animi si sedassero. E che dire, poi, della radiocronaca fatta dai giornalisti della emittente locale, e che, fino all'ultimo hanno omesso di dire che, sin dall'inizio dello spoglio, la lista del medico era in vantaggio con uno scarto,  dapprima di 30 voti, poi di 40 e per chiudere con 54. Fino all'ultimo hanno negato l'evidenza, salvo poi in extremis e con la morte nel cuore, proclamare il medico, vincitore. Che dire. Non ci sono parole! Hanno parlato tanto di unità e non sono riusciti a coalizzarsi per battere il medico, perchè troppo convinti di essere, ognuno,  più bravo e più forte dell'altro. Ora, non vi resta che lo sfogatoio di Facebook. Buon divertimento! Ma la Politica, quella vera,  è un'altra cosa. E comunque, le buone maniere  non passano mai di moda, ricordatelo.

Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere”

 

Elezioni comunali tra riconferme e nuovi eletti 

CATANZARO - Concluse le elezioni amministrative 2019 che, in provincia di Catanzaro, hanno visto  21 Comuni alle urne per il rinnovo di sindaci e Consigli comunali. Diverse riconferme dei sindaci uscenti. Albi, eletto sindaco Salvatore Ricca, 346 voti, (Albi nel cuore).Amato, eletto sindaco Saverio Ruga, 318 voti (Vivere Amato). Cortale, eletto sindaco,Francesco Scalfaro, 842 voti (Pd, La Sinistra).Falerna, eletto sindaco ,Daniele Menniti, 1110 voti (Per fermare il declino).Fossato Serralta, eletto sindaco ,Domenico Raffaele, 256 voti (Ancora per il bene comune). Gagliato,eletto sindaco,Salvatore Sinopoli,210 votiGagliato in Comune). Gimigliano, eletto sindaco, Laura Moschella,1.021 voti (L'alternativa per Gimigliano). Marcedusa, eletto sindaco Domenico Garofalo,191 voti (Libertà e trasparenza).Marcellinara, eletto sindaco, Vittorio Scerbo,633 voti, (Progetto futuro). Miglierina, eletto sindaco,Pietro Hiram Guzzi,292 voti, (Insieme per Miglierina).Motta Santa Lucia, eletto sindaco,Ivano Egeo,513 voti, (Rinnovamento per Motta). Nocera Terinese, sindaco eletto, Antonio Albi,1.519 voti, (Unità popolare nocerese).Pentone, sindaco eletto, Vincenzo Marino, 739 voti (Rinascita per Pentone), Pianopoli, sindaco eletto, Valentina Cuda, 1.184 voti, (Ramoscello d'Ulivo).San Floro, sindaco eletto, Bruno Meta,264 voti (Noi per San Floro).San Pietro a Maida, sindaco eletto, Domenico Giampà,1.626 voti (Cambiamo San Pietro a Maida).Sellia, sindaco eletto, Davide Zicchinella ;242 voti (Sellia 2024).Sellia Marina, sindaco eletto, Francesco Mauro, 2.443 voti (Continuiamo iinsieme).Sorbo San Basile. eletto sindaco Vincenzo Nania, 321 voti, (Voltiamo pagina). Squillace, eletto sindaco, Pasquale Muccari, 818 voti (CivitaSquillace).Zagarise, eletto sindaco,Domenico Gallelli,730 voti (Continuiamo a crescere).

I sindaci riconfermati sono: Davide Zicchinella a SelliaFrancesco Mauro a Sellia Marina, Pasquale Muccari a Squillace, Saverio Ruga ad Amato,Francesco Scalfaro a Cortale, Cofermato sindaco di Marcellinara anche Vittorio Scerbo.Resta in carica anche Pietro Hiram Guzzo a Miglierina.Anche a San Floro riconfermato sindaco l'uscente, Bruno Meta.A Zagarise si riconferma, Domenico Gallelli.

 

Abusi su minori in un asilo, maestro in manette

LAMEZIA TERME (Catanzaro) – Finisce in manette a Lamezia Terme,un insegnante di 64 anni, di una scuola per l’infanzia, con l’accusa di violenza sessuale su minori. Un altro maestro non degno di questo nome e di questo nobile ruolo. L’ennesimo caso in Italia. E la triste storia si ripete, come un consumato e becero copione, già visto troppe volte. L’arresto dell’uomo è scattato dopo che il gip del Tribunale lametino ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere su richiesta della Procura. Tutto è partito dalla denuncia della madre della bimba che le aveva confessato il grave fatto. Le indagini sono state avviate dalla polizia di Lamezia e coordinate dalla Procura. Le dichiarazioni della madre della bimba, sono state confermate dalle altre madri che hanno dichiarato che anche le loro figlie avevano riferito simili episodi avvenuti all’interno della scuola materna.Alla vergogna non c'è più fine.

 

Nomine commissari, crititco Oliverio:"Una spregiudicata operazione di potere"

 

CATANZARO – Non la manda certo a dire, il governatore della Calabria, Mario Oliverio che, in merito alle nomine dei commissari ai vertici delle Aziende sanitarie provinciali e di quelle ospedaliere da parte del Governo pentastellato che ha assunto l’onere con il Decreto Calabria sulla sanità, è assolutamente critico.Proprio non piace a Oliverio la lista dei papabili presentata dal commissario Saverio Cotticelli e dal sub commissario, Thomas Schael ed esclude ogni possibile intesa in merito. Il governatore, ritiene, infatti, tutta questa storia ”Una spregiudicata operazione di potere, si chiede un parere trasmettendo un elenco di nomi sui quali si pensa maldestramente di camuffare un coinvolgimento della Regione. Il Governo e il ministro Grillo si sono assunti la responsabilità di estromettere la Regione con un atto incostituzionale- Si eviti- conclude Oliverio- la farsa e si risponda ai calabresi con atti concreti in direzione del superamento di una situazione inaccettabile.”

Decreto sanità, pronto l'elenco dei commissari  per le aziende provinciali e ospedaliere

CATANZARO-  Si attua  il Decreto Calabria sulla sanità, la misura straordinaria voluta dal ministro, Giulia Grillo, per porre argine alla drammatica situazione della sanità calabrese, dopo 10 anni fallimentari di commissariamento e  con un disavanzo di oltre 170milioni di euro.Infatti è pronto l'elenco dei commissari per i vertici delle aziende provinciali e ospedaliere. Un lavoro durato un mese sfociato in un elenco di nomi possibili stilato dall'ex generale e commissario, Saverio  Cotticelli e da Thomas Schael e su cui il presidente della Regione, Oliverio, dovrà dare il suo parere ma che non è vincolante. Oliverio, dal canto suo,  a quanto pare, non  è affatto d'accordo e  propenso ad alcuna intesa,  anche perchè  la Regione ha impugnato il decreto sanità davanti alla Corte costituzionale, perchè violerebbe la Costituzione  dal momento che la nomina dei commissari nelle Asp è stata tolta alla Regione e  assunta dal Governo. Un decreto sanità che, per Oliverio, non contiene alcuna norma nè risorse finanziarie per il rafforzamento e la riqualificazione dei servizi sanitari. Tra i nomi dei  commissari   che circolano ci sono: Costantino Gallo, manager molisano, Gilberto Gentili, dirigente marchigiano, Achille Gentile, che potrebbe essere riconfermato all'Asp di Cosenza, Carmelo Pullara, consigliere regionale sicialiano, e Antonino Candela, ex capo dell'Asp Palermo.

 

Sprar, Tar annulla provvedimento di esclusione dal Comune di Riace

RIACE (Reggio Calabria)- Il Ministero dell’Interno aveva escluso il Comune di Riace dallo Sprar (il Sistema di protezione per i richiedenti asili e rifugiati) dopo l’inchiesta che ha travolto il sindaco, Mimmo Lucano e ora il Tar Calabria, sezione di Reggio Calabria, annulla il provvedimento. Il ricorso era stato presentato dal vice sindaco di Riace, Giuseppe Gervasi a gennaio scorso.Una bella soddisfazione per il sindaco , Lucano che si dice contento e fiducioso anche se aggiunge con rammarico “Comunque hanno distrutto Riace”.In particolare i giudici amministrativi scrivono nel provvedimento : “Ritiene il Collegio che i riconosciuti ed innegabili meriti del sistema Riace abbiano giocato un ruolo decisivo nel ritenere superate ( e non penalizzanti) le criticità rilevate nel precedente triennio, le quali però non avrebbero potuto essere recuperate a posteriori, per motivare la revoca, se non rinnovando per intero il procedimento”. Secondo il Tar sono fondati due motivi del ricorso “in quanto la decurtazione del punteggio è avvenuta senza il rispetto delle forme e condizioni stabilite in ordine alla previa diffida e la consequenziale revoca dei contributi è stata disposta sulla base di rilievi concernenti essenzialmente il progetto attuato nel triennio 2014/2016, in palese contraddizione con la circostanza che, nel dicembre 2016, in presenza dei medesimi rilievi, lo stesso progetto era stato autorizzato dall’amministrazione alla prosecuzione”.

 

Squillace beach

Toninelli auspica  più legalità al porto di Gioia Tauro

GIOIA TAURO (Reggio Calabria) – Più legalità e trasparenza al porto di Gioia Tauro. Questo l'auspicio del ministro alle  Infrastrutture, Danilo Toninelli che ieri ha partecipato al protocollo per il rinnovo della legalità per il porto calabrese. Presenti, tra gli altri, il commissario dell’Autorità portuale, Andrea Agostinelli, il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, il procuratore della repubblica reggina, Giovanni Bombardieri, il legale rappresentante della Mct, Paolo Maccarini. ”Questo non è un punto d’arrivo- ha esordito l’uomo di governo- ma di ripartenza. Ce l’abbiamo fatta a rilanciare il porto che rappresenta il motore economico di questa regione senza il quale non ci sarebbe sviluppo. Ora dobbiamo fare squadra sempre più per garantire la massima trasparenza e legalità per il futuro”.Toninelli , inoltre nel suo intervento ha sottolineto l’importanza di cacciare e mettere alla porta le mele marce. “ Qui, in questa terra difficile- ha concluso il ministro alle Infrastrutture- non bisogna chiudere neppure mezzo occhio e nessuno deve pensare di non cogliere le positività che questo porto esprime” .

 

Agguato, nella notte, all'armiere della cosca Mancuso,salvo

 

VIBO VALENTIA – Attentato mafioso nella notte a Vibo Valentia, dove un commando composto da almeno tre persone, armati di pistola e fucile caricato a pallettoni, ha teso un agguato a Dominic Signoretta, 43 anni, considerato l’armiere della cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso, padre del pentito, Emanuele Signoretta. L’uomo si è salvato grazie alla sua prontezza di riflessi perché dopo aver sentito i primi spari, si è subito rifugiato a casa. Contro di lui e la sua abitazione il commando ha scaricato una pioggia di fuoco come testimoniamo i fori sui muri della casa. Sull’accaduto indagano i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. Dominic Signoretti si trova, attualmente, agli arresti domiciliari dove sta scontando  due condanne per detenzione abusiva di armi e traffico di droga. Un’informativa sull’agguato è stata inviata alla Procura antimafia di Catanzaro.

Traffico di droga tra Lazio e Calabria, 18 in manette

In corso, a Roma, un’operazione della Guardia di Finanza che sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere di 18 persone. Tutti farebbero parte, secondo gli inquirenti, di un’organizzazione criminale dedita al traffico di  droga tra Lazio e Calabria, con base nel quartiere romano di Montespaccato. Le indagini sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e in manette sono finiti, arrestati in flagrante, 7 corrieri e fiancheggiatori. Complessivamente le Fiamme Gialle della capitale hanno sequestrato oltre 100 chili di cocaina, circa 143 chili di hashish, un laboratorio clandestino e una vera e propria santabarbara in cui hanno rinvenuto 20 armi da fuoco, 6 chili di esplosivo e 5 detonatori.

 

 Mezzo di cantiere distrutto da un incendio in galleria

MARCELLINARA (Catanzaro)- Un mezzo di cantiere, che si trovava nella galleria “Sella” di Marcellinara,  sulla statale 280, dove sono in corso lavori di ripristino, è stato distrutto durante la notte da un incendio. Non si conoscono, al momento le cause del rogo, ma non si esclude nessuna ipotesi. La galleria è stata invasa dal fumo e non si registrano danni a cose e persone.In particolare è andato in fiamme il carrello elevatore del mezzo. Su posto sono arrivati i Vigili del fuoco di Catanzaro con un’autoboìtte e sono riusciti a domare l’incendio oltre  a mettere in sicurezza il mezzo. Operazione resa difficoltosa dal fumo prodotto dalla combustione del carburante. Per i rilievi di rito è intervenuta la Polizia stradale.

 

Cinghiali in azione distruggono parte  del cimitero

SORIANELLO (Vibo Valentia)- Continua l’emergenza cinghiali in Calabria che sembra una vera e propria iattura. Con colture devastate e agricoltori in ginocchio. In particolare a Sorianello, piccolo comune nel Vibonese, gli ungulati, questa volta,  hanno distrutto parte del cimitero urbano. A fare la scoperta questa mattina di buonora, alcune persone che si erano recate a fare visita ai propri defunti. Stando a quanto ha riferito il parroco, don Mario Fuscà,i cinghiali sarebbero entrati da un terreno circostante, probabilmente alla ricerca di cibo, e hanno danneggiato alcune tombe e il terreno dove sono sepolti i defunti. Danni anche agli arredi cimiteriali. C’è chi, addirittura si sarebbe trovato i cinghiali in giardino. I cittadini si ripropongono, ancora una volta di chiedere l’intervento della Regione perchè ponga definitivamente  riimedio a tutto ciò.

 

'Ndrangheta:sequestrati beni per 13 milioni a un imprenditore

TAURIANOVA - La Guardia di Finanza di Taurianova, ha sequestrato beni per un valore di 13 milioni di euro all’imprenditore, Carmelo Sposato, 45 anni, già assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo del Comune di Taurianova. L’uomo è ritenuto dagli inquirenti,intraneo alla cosca Sposato-Tallarida di Taurianova.L’imprenditore era stato già arrestato durante l’operazione “Terramara closed” a dicembre 2017 che portò all’arresto di 47 persone con l’accusa di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso.Le indagini condotte dal Gico della Guardia di Finanza dal 1997 in poi, in cui sono state ricostruite le acquisizioni patrimoniali, dirette o indirette, hanno evidenziato una sproporzione tra redditi e patrimonio. In particolare, secondo le Fiamme Gialle, è emersa “la natura mafiosa dell’attività dìimpresa svolta nel tempo da Sposato, indicato come “imprenditore espressione della cosca di riferimento”.

 

'Ndrangheta, processo "Crisalide": 43 condanne e 9 assoluzioni

CATANZARO - Concluso con 43 condanne e 9 assoluzioni il processo con rito abbreviato “Crisalide”, davanti al gup, Pietro Carè. Un processo nato dall’operazione “Crisalide” contro il clan lametino “Cerra- Torcasio-Gualtieri” scattata il 23 maggio 2017 per opera dei carabinieri Nucleo investigativo di Catanzaro e dalla Compagnia di Lamezia Terme coordinati dalla Dda di Catanzaro.Linchiesta  determinò il 24 novembre 2017, lo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme per infiltrazioni mafiose. Assolti dall’accusa di concorso in associazione esterna di stampo mafioso “perché il fatto non sussiste” Pasqualino Ruberto, ex consigliere comunale e candidato a sindaco della città della Piana alle comunali del 2015 e Giovanni Vincenzo Paladino,medico, padre di Giuseppe Paladino, ex presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme. Anche Giuseppe Paladino è imputato con la stessa accusa nel processo con rito ordinario. A suo tempo il pm della Dda, Elio Romano, aveva chiesto per entrambi 8 anni e 8 mesi di reclusione e per  gli altri un massimo di 20 anni. Gli esponenti  della consorteria, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico illecito di stupefacenti, possesso illegale di armi, estorsione, danneggiamento aggravato e rapina sono stati condannati. In particolare Antonio Miceli, ritenuto il reggente della clan, 20 anni di reclusione; sua moglie Teresa Torcasio, 10 anni, un mese e 10 giorni; Nicola Gualtieri e Giuseppe Grande, 16 anni e 4 mesi di reclusione .

Decreto Calabria: "inutile e pericoloso" per Siclari  (Fi) va ritirato; Oliverio "Non siamo rognosi"e il M5S presenta un  emendamento per lo sblocco del turnover

Il Decreto Calabria sulla sanità, varato dal Consiglio dei ministri, riunito il mese scorso in seduta straorinaria alla Prefettura di Reggio Calabria, sarebbe “uno strumento inutile e pericoloso per la vita dei calabresi” e va ritirato. Subito. Un decreto che non piace al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio (Pd) che ha già impugnato l'atto davanti alla Corte costituzionale, ma non piace nemmeno a Forza Italia. Il senatore azzurro, Marco Siclari, infatti, è stato il promotore di un’iniziativa contro il provvedimento del Governo gialloverde a palazzo Madama, con una conferenza stampa, in cui invita il governo, appunto, a ritirare il decreto. Secondo Siclari, per risolvere il problema annoso della sanità calabrese, (con un disavanzo di oltre 170 milioni di euro) e salvare i cittadini da una pericolosa deriva occorre un miliardo che la Regione si impegnerebbe a restituire in 30 anni. Caso contrario i calabresi saranno costretti a pagare l'aumento di addizionali Irap e Irpef oltre alle tasse che aumenteranno per il disavanzo di bilancio della gestione commissariale. Propone, quindi Siclari, di pagare subito per avere assitenza immediata e ciò, a suo dire, può avvenire solo azzerando i vincoli del piano di rientro e del commissariamento. Bisogna avere la possibilità di curarsi, sostiene il senatore, e un super commissariamento, dopo il fallimento di questi 12 anni, non può essere la soluzione. E ancora, nella proposta di legge del Governo si legge che  manca continuità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie afferenti ai livelli essenziali di assistenza e i limiti di spesa per le assunzioni di personale, nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, hanno determinato il blocco del turnover e quindi la carenza di personale. Serve, dunque, secondo il senatore azzurro, una risposta in termini di assitenza sanitaria. Parola, questa, di cui, per Siclari nel Decreto sanità non v’è traccia. Anche il presidente, Oliverio, tuona contro il decreto Calabria, in particolare per il fatto che la nomina dei commissari riguarda proofessionisti fuori regione. “ Non posso accettare- ha riferito Oiverio in Commissione Affari sociali della Camera per il ddl sanità- come presidente della mia terra, di catalogare i professionisti calabresi come incompetenti o qualcosa di più, magari carichi di rognosa criminalità o illegalità”. “ La Calabria - ha aggiunto Oliverio - è una bella regione d’Italia non è il Burundi. Per quanto mi riguarda, nessuna intesa per le nomine, non mi interessa. Ciò che mi interessa ed è importante per garantire il servizio ai calabresi, è lo sblocco delle assunzioni “. Anche il M5S, con il deputato Francesco Sapia, ha presentato un emendamento per lo sblocco del turnover. Secondo il deputato lo sfacelo della Sanità in Calabria sarebbe da addebitare tutto al governatore Oliverio che avrebbe "nominato, premiato e confermato i vertici".  E aggiunge:" Dopo aver  mandato in tilt gli ospedali  e distrutto la sanità calabrese, Pd e Fi hanno deciso di ostacolarci soltanto perchè il governo gialloverde ha  scelto la linea dura per smantellare un vecchio sistema di clientele, favoritismi sprechi, e continua mortificazione dei tanti medici, infermieri e Oss che lavorano in trincea". A detta del deputato grillino, inoltre, le gestioni Scopelliti e Oliverio avrebbero agito in prefetta continuità, permettendo ai poteri forti di distruggere e saccheggiare la sanità pubblica in Calabria. 

 

Striscione contro Salvini fatto rimuovere a Brembate; continua la protesta nelle piazze d'Italia

di Amalia Feroleto

Non solo a Catanzaro si è sollevata la piazza contro il leader del Carroccio. Il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini continua ad essere contestato in tante altre piazze italiane. Ha sollevato, infatti, un vespaio di polemiche, quello che sembrerebbe un atto di censura,  d'imperio, avvenuto ieri Brembate sotto, provincia di Bergamo,dove Salvini si apprestava a fare un comizio elettorale per le prossime amministrative. Uno striscione, o meglio un lenzuolo, esposto dalle finestre di un’abitazione con su scritto “Non sei il benvenuto” è stato fatto rimuovere addirittura  dai Vigili del fuoco.Basito il sindaco uscente di Bergamo, Giorgio Gori, che su twitter si chiede chi mai ha dato l’ordine. Salvini dice di non saperne nulla ma aggiunge che se gli striscioni creano pericolo per l'ordine pubblico, allora vanno rimossi. Ma lo striscione non è un cornicione pericolante! Inutile dire che il Pd  ha stigmatizzato fortemente questo fatto vedendo in tutto ciò una limitazione della libertà di espressione e non solo. Insomma un fatto gravissimo. Di più. Il capitano Salvini è stato anche contestato ad Albenga, dove la sinistra ha organizzato una manifestazione in piazza  contro il vicepremier al grido di “fascista”, e lui per tutta risposta ha replicato "I compagni possono andare a Sanremo". O ancora a Salerno, dove la settimana scorsa proprio per alcuni striscioni contro l'uomo di governo è intervenuta la Digos. A lui sembra non importare di questi "sfigati di sinistra" e va avanti a testa alta, come continua a ripetere nei comizi, in barba a tutto perchè lui incarna la volontà popolare, la giusta via. Perchè  come ribadisce, è antifascista, antirazzista..... però strizza l'occhio all'estrema destra.E non sarà stato certo un caso anche il fatto  che il suo libro sia stato  pubblicato da una casa editrice, Altaforte, il cui proprietario è un esponente  di Casapound, con una lunga sfilza di reati a suo carico. Casa editrice, tra l'altro, il cui stand,qualche giorno fa,  alla XXXII edizione del salone del libro di Torino, è stato escluso. E non poteva essere altrimenti, in un evento dedicato al centenario della nascita di  Primo Levi,con manifestazioni culturali tutte improntate ai valori della pace, dell'accoglienza, del ripudio del fascismo sotto ogni suo aspetto, dell'odio etnico e razziale. Lo stand di Altaforte sarebbe stato come uno schiaffo in pieno viso, la negazione di tutto ciò.

 

'Ndrangheta:confiscati beni per 215 milioni all'imprenditore Annunziata

 

REGGIO CALABRIA – Confiscati beni per 215 milioni di euro all’imprenditore, Alfonso Annunziata, 76 anni, ritenuto dagli inquirenti “il cuore imprenditoriale” della cosca Piromalli di Gioia Tauro. L’operazione è stata eseguita dai militari dello Scico e del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza con il coordinamento della Procura reggina guidata da Giovanni Bombardieri. Il tutto in esecuzione a un provvedimento del Tribunale di Reggio Calabria,per cui sono stati confiscati ad Annunziata e famiglia: il compendio aziendale di due imprese, quote di quattro società di capitali, 46 rapporti finanziari personali e aziendale, denaro in contante per quasi un milione di euro. Per un valore complessivo   pari a circa 215 milioni. All’imprenditore, inoltre, è stata imposta la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.  Alfonso Annunziata è stato arrestato nell’operazione “Bucefalo” ed è ancora sotto processo per associazione mafiosa.Secondo gli inquirenti Annunziata si sarebbe legato, alla fine degli anni Ottanta, a Peppino Piromalli (ora defunto) e poi al nipote, Pino Piromalli, fino a realizzare a Gioia Tauro il centro commerciale "Annunziata" e  una catena di negozi di abbigliamento omonimi.  Annunziata sarebbe stato in possesso di ingentissime risorse finanziarie  che però non sarebbero in linea, secondo gli inquirenti, con la dichiarazione dei redditi prodotta dall'imprenditore.

Migranti sbarcano a Crotone con l'ok del Viminale

CROTONE – Un barcone di migranti, con a bordo 64 persone fra cui 18 bambini che erano stati soccorsi all’alba dalla Guardia Costiera, ha potuto approdare e fare sbarcare  i disperati. L’ok è arrivato dal Viminale per via del maltempo che in questi giorni ha imperversato sulla costa jonica calabrese. I migranti sono stati soccorsi dalla Croce Rossa e poi trasportati al centro di accoglienza “Sant’Anna “ di Isola Capo Rizzuto.

 

Salvini, contestato in piazza a Catanzaro,  replica ai manifestanti "Andate via moscerini rossi, tornate da Oliverio"

di Amalia Feroleto

Eh sì. Proprio non se l’aspettava il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, leader del Carroccio e vicepremier, di arrivare a Catanzaro, in piazza Prefettura e trovare un coro di proteste, di manifestanti con tanto di striscioni contro di lui e la sua politica “double - face”. Non hanno dimenticato gli intellettuali calabresi, gli studenti le associazioni, la Usb dei  Vigili del fuoco, l'Anpi, Rifondazione comunista, la gente comune,  tutte le brutte parole, per dirla con un eufemismo,che in passato l’uomo di governo ha pronunciato contro il Sud in generale e contro i calabresi. Mentre ora racconta un'altra storia.  Il suo appello al voto per le prossime Europee è stato più volte interrotto dalle grida dei manifestanti (tenuti a bada in fondo alla piazza da un cordone di polizia), con gli slogan “Buffone torna a casa tua, il Sud non dimentica” “Vai via, qui non ti vogliamo”. Tanta gente indignata, incavolata, che già dalle prime ore del mattino, ha tappezzato la città e i balconi con striscioni dai toni al vetriolo, molto espliciti del tipo “Non nel mio nome”- “Buonisti un cazzo”- “La Lega è una vergogna” . Ma c’erano anche i politici e simpatizzanti della Lega in piazza, che hanno srotolato un grande striscione con su scritto “Prima gli italiani” , che inneggiavano "Matteo, Matteo" e che  hanno fatto selfie con il loro beniamino. Salvini, dal canto suo, dapprima ha tentato di ignorare i manifestanti che non erano certo "50 sfigati" come diceva lui. Poi,non ce l’ha fatta più ed ha sbottato appellandoli in malo modo: “Andate via moscerini rossi, tornate da Oliverio” con tono seccato e riferendosi alla recente inchiesta che ha travolto politica calabrese. E poiché la protesta incalzava, ai ragazzini sotto al palco che urlavano ha anche gridato contro “A qualcuno di voi non farebbe male qualche mese di servizio militare per imparare l'educazione”. E non è servito più di tanto perché la contestazione è continuata al grido di “Questa città è antifascista”- “Porti aperti”. Ma il clou è arrivato quando, Salvini ha indossato la sciarpa giallorossa ed è stato travolto da un’ondata di fischi più che eloquente. Un comizio elettorale, nato male che si è concluso prima del previsto, con un vicepremier ormai nel pallone, incavolato che ha perso non solo le staffe  ma che è anche scaduto in toni poco educati. E qualche sera fa anche Lilli Gruber a “Otto e mezzo” aveva rintuzzato Salvini dicendo “La pagano anche per essere educato” visto che in pubblico, il ministro leghista aveva detto che gli toccava andare dalla Gruber ma non ne aveva voglia. Insomma, la giornata catanzarese non è stata una standing ovation per il leader della Lega che ha presenziato anche a Platì, alla cerimonia di consegna di un immobile confiscato alla ‘ndrangheta, e donato alla diocesi Locri- Gerace per scopi sociali. L'immobile donato alla Diocesi, nell'ambito di un progetto denominato "Oratorio", era di proprietà di Francesco Barbaro, detto "u castanu", deceduto nel 2018. Barbaro, esponente dell'omonima famiglia, è stato riconosciuto come il mandante dell'omicidio del brigadiere Antonino Marino, comandante della locale Stazione dei carabinieri.

Il sindaco, Occhiuto indagato per bancarotta fraudolenta

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COSENZA - Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto (Fi) è indagato per bancarotta fraudolenta. Un’altra spada di damocle che pende minacciosa sulla testa del primo cittadino della città bruzia all’indomani del terremoto giudiziario che si è abbattuto sulla politica calabrese con l’inchiesta “Passepartout " della Procura di Catanzaro, su presunti appalti pilotati. Inchiesta  che vede lo stesso Occhiuto tra i venti raggiunti da avviso di conclusioni indagini con pesanti accuse a suo carico, tra cui la corruzione. In merito alla bancarotta fraudolenta, le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia economico- finanziaria della Guardia di Finanza di Cosenza e coordinate dalla Procura bruzia. Le Fiamme gialle hanno scoperto che Occhiuto, amministratore della Ofin srl, faliita nel 2014, avrebbe distratto dal capitale dell'azienda oltre 3 milioni di euro per aumentare il capitale di altre due società, oltre alla cessione del contratto leasing di alcuni immobili della Ofin srl ad altre aziende a lui riconducibili, senza alcun corrispettivo. Accuse, queste, che il sindaco di Cosenza respinge e afferma di poter chiarire tutto. Sul versante dell’inchiesta della Procura catanzarese, Occhiuto, contrario alla realizzazione della metro leggera, Cosenza –Rende, secondo l’accusa, sarebbe stato condotto a un mite consenso dopo che, Il governatore della Calabria, Mario Oliverio (Pd) e l’ex consigliere regionale, Nicola Adamo (Pd), con l’intervento di Incarnato prima e il colpo di grazia definitivo, poi,  del presidente del Consiglio comunale, Luca Morrone, avrebbero provocato la crisi amministrativa al Comune di Cosenza nel 2016. Crisi arrivata, con la sfiducia del sindaco e  le dimissioni firmate presso il notaio da 17 consiglieri (la maggioranza assoluta).Lo stesso Morrone è stato determinante, rassegnando le dimissioni a sorpresa e mettendo in atto il tradimento a Occhiuto. Incarnato, già consigliere regionale, avrebbe ottenuto in cambio dal duo Oliverio - Adamo- la promessa di un incarico come commissario liquidatore di Sorical e Morrone un posto da vicesindaco o un incarico alla Regione. Occhiuto, poi rieletto, ha quindi firmato l'accordo di programma con la Regione Calabria per la metro leggera con la promessa di ottenere  i fondi per realizzare il Museo di Alarico nella città bruzia. Ma in  ciò, secondo il gip di Catanzaro-  il quale  sostiene che l'accusa di associazione a delinquere non è dimostrata- "Non si ravvisa alcun profilo di personale indebita utilità da parte di Occhiuto" e che l'accordo sarebbe "di natura esclusivamente politica, sia pure  nel senso più deprecabile del termine"

“Passepartout”

Ecco i nomi dei venti indagati :Nicola Adamo, 62 di Cosenza;Gerardo Mario Oliverio 66 anni residente a San Giovanni in Fiore; Luigi Giuseppe Zinno, 65 anni originario di Marano Marchesato residente a Cosenza; Giuseppe Lo Feudo, 64 anni di Cosenza; Pietro Ventura, 53 anni, residente a Paola (Cosenza) Rocco Borgia, 75 anni originario di Melicuccà (RC) residente a Roma: Antonio Capristo, 60 anni, originario di Crosia e residente a Corigliano- Rossano; Giuseppe Trifirò, 58 anni, di Ravenna; Mario Occhiuto, 55 anni di Cosenza; Luigi Incarnato, 64 anni residente a Rende (CS); Luca Morrone, 41 anni, di Cosenza;Tito Berti Nulli, 63 anni di Perugia; Santo Marazzinta, 56 anni, originario di Messina e residente a Catanzaro; Pasquale Gidaro, 52 anni di Catanzaro; Arturo Veltri, 37 anni di Cosenza;Giulio Mirarchi, 64 anni di Roma; Armando Latini, 65 anni, di Roma, Giovanni Forciniti, 55 anni originario di Corigliano-Rossano e residente a Crosia; Fortunato Varone, 42 anni, di Catanzaro; Eugenia Montilla, 66 anni di Vibo Valentia.

L'azalea della ricerca, domenica,  in 168 piazze calabresi

Domenica 12 maggio, in occasione della festa della Mamma, torna in 168 piazze l’ormai collaudata iniziativa ”L’Azalea della ricerca” promossa dalla Fondazione Airc. “ Siamo certi- si legge in una nota stampa della presidente del Comitato regionale calabrese dell’Airc- Rosella Pellegrini Serra-che anche quest’anno in tanti saranno al nostro fianco nella battaglia contro il cancro”.Un centinaio di volontari si mobiliterà in tanti centri calabresi per la raccolta dei fondi a favore della ricerca per sconfiggere il cancro. Con una donazione di 15 euro, infatti, domenica si potrà acquistare l’azalea e si riceverà anche un utile opuscolo con informazioni sullo stato dell’arte della ricerca ma anche tanti consigli di esperti sull’importanza di adottare uno stile di vita salutare ai fini della prevenzione.

Inchiesta "Passepartout",per il gip non è dimostrata l'associazione a delinquere

CATANZARO- Secondo il  giudice per le indagini preliminari  di Catanzaro non sarebbe dimostrata l’accusa di associazione a delinquere, avanzata dalla Procura del capoluogo di regione, nei confronti del governatore della Calabria, Mario Oliverio e dell’ex consigliere regionale, Nicola Adamo nell’ambito dell’inchiesta “Passepartout” su presunti appalti truccati. Nell’inchiesta sono indagate, a vario titolo, tra la'ltro, per turbativa d'asta e corruzione, in tutto 20 persone, tra cui anche il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto e candidato del centrodestra alla carica di presidente della Regione Calabria alle prossime elezioni regionali. Il gip di Catanzaro esprime questa valutazione nell’ordinanza con cui sospende dai pubblici incarichi due indagati respingendo la richiesta per altri.

L'azalea della ricerca

Appalti, indagato il governatore  Oliverio e  il sindaco di Cosenza, Occhiuto

CATANZARO- Un'altra tegola cade sulla testa del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio (Pd). Il governatore, ha ricevuto un nuovo avviso di garanzia dalla Procura di Catanzaro e, questa volta, è accusato, tra l'altro, di associazione a delinquere. Oliverio, ricordiamo, è già   coinvolto nell'inchiesta "Lande desolate" su presunti illeciti su altri appalti: la sciovia di Lorica, l'aviosuperficie di Scalea e la realizzazione di piazza Bilotti a Cosenza, per cui è stato sei mesi con obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, poi annullato dalla Cassazione senza rinvio.  Con  il governatore, nelle maglie della nuova inchiesta della Procura,"Passepartout", con il procuratore capo, Nicola Gratteri,  l'aggiunto, Vincenzo Capomolla e il pm Vito Valeri, sono finite  altre 19 persone, tra cui l'ex consigliere regionale e vice presidente della Giunta calabrese, Nicola Adamo e il  sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto (Fi), candidato alle prossime regionali a  governatore della Calabria.Tutti sono stati  raggiunti da avvisi di conclusione indagini e  accusati, a vario titolo, anche di altri reati tra cui   corruzione e  turbativa d'asta. Secondo l'accusa, in Calabria, ci sarebbe una sorta di cupola costituita da politici, imprenditori e tecnici che avrebbe amministrato a piacimento gli appalti, affidandoli a chi di dovere. In particolare l'inchiesta  è volta a fare luce su tre grandi opere:la metro leggera di Cosenza - Rende , il nuovo ospedale metropolitano e il Museo Alarico della città bruzia. Gli inquirenti ipotizzano che in merito a questi appalti ci possa essere stata la turbativa d'asta, frodi nelle forniture pubbliche e corruzione, anche grazie a "uomini di fiducia "che lo stesso Adamo avrebbe infiltrato nell'mministrazione. E, secondo la Procura di Catanzaro, proprio il  Museo Alarico, sarebbe stato "l'oggetto del "baratto" per ottenere il beneplacito di Occhiuto per la metropolitana leggera a cui il sindaco di Cosenza  era contrario da sempre. Alla luce di questo nuovo avviso di garanzia,  dal canto suo, il governatore della Calabria si   dice completamente estraneo ai fatti contestati, esprimendo profonda amarezza e annunciando battaglia contro quella che definisce "una feroce gogna". Anche perchè, secondo Oliverio, qui si mettono in discussione scelte politiche e tecniche nelle quali, a suo dire,  la Procura vedrebbe  " sospetti reati in normali condotte di natura politica , nel senso aristotelico del termine".

Squarciate le gomme dell'auto del candidato sindaco, Stasi, due settimane fa erano state forate

CORIGLIANO -ROSSANO (Cosenza) -Un altro atto vandalico, che ha tutto il sapore di un’intimidazione ai danni del candidato a sindaco per il neo Comune di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, movimentista e ambientalista. Ignoti hanno squarciato due gomme dell’auto che usa il candidato ma che è del padre. Due settimane fa  si è registrato un altro atto vandalico con due gomme forate. Minimizza Stasi che, dal canto suo, ritiene non si debba intorbidire la campagna elettorale focalizzando l’attenzione su questi fatti ma che bisogna concentrarsi sui contenuti della campagna elettorale stessa. Per le prossime elezioni amministrative del 26 maggio abbinate alle elezioni Europee,  in Calabria sono chiamati alle urne per il rinnovo dei consigli comunali 134 comuni su 404. L’eventuale ballottaggio che interesserà i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti e ai quali verrà applicato il sistema maggioritario col doppio turno, si terrà il 9 giugno. Prima volta per il Comune  Corigliano –Rossano ,nato dalla fusione dei due centri del Cosentino, dove in lizza ci sono quattro candidati supportati dalle rispettive liste. In particolare sono 13 liste a sostegno di Giuseppe Graziano “Il sindaco che unisce”, 9 a sostegno del candidato sindaco Gino Promezio,”Promezio sindaco”,5 per Flavio Stasi “Direzione Corigliano- Rossano” e 20 per la lista unica del Movimento Cinque Stelle a supporto del candidato, Claudio Fiorentino.In tutto sono chiamati alle urne 20 comuni in provincia di Catanzaro, 69 in provincia di Cosenza, 10 in provincia di Crotone ,12  in provincia di Vibo Valentia e 23 in provincia di Reggio Calabria.Solo quattro comuni hanno una popolazione superiore ai 15mila abitanti e sono interessati ad un eventuale turno di ballottaggio e si vota in un solo capoluogo di provincia, Vibo Valentia.

Sciolto il Comune di Palizzi per infiltrazioni mafiose

PALIZZI (Reggio Calabria)-Un altro comune calabrese sciolto per infiltrazioni mafiose. Si allunga la lista e si aggiunge il Comune di Palizzi nel Reggino. Lo ha deciso Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'interno Matteo Salvini, che ha sciolto il Consiglio comunale di Palizzi. Tutto ciò sulla scorta della relazione prodotta dalla commissione d’accesso nominata dal prefetto di Reggio Calabria,Michele di Bari, l’anno scorso. Nella nota del Governo si legge, tra l’altro "sono emerse forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell'azione amministrativa". La gestione dell’ente è stata affidata, per i prossimi diciotto mesi, a una commissione straordinaria.  La Calabria è la regione con il numero più alto di Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Un triste primato. In vetta alla classifica c'è la provincia di Reggio Calabria con 60 Comuni sciolti (4 annullati). Vibo Vaelntia con 21 Comuni sciolti (3 annullati). Catanzaro 14 Comuni sciolti (3 annullati), Crotone con 9 Comuni sciolti (2 annullati). Cosenza 4 Comuni sciolti  (2 annullati).Tra i Comuni calabresi più volte sciolti per mafia ci sono  i Comuni di Gioia Tauro, Melito Porto Salvo, Paltì,Roccaforte del Greco ,San Ferdinando,Taurianova, tutti nel Reggino con tre scioglimenti ciscuno. A seguire Briatico e Nicotera nel Vibonese. Altri 11 Comuni scilti due volte di seguito sono: Lamezia Terme, Isola Capo Rizzuto,Bova Marina,Delianuova,Rizziconi,Rosarno, San Luca, Seminara, Siderno, Nardodipace e San Gregorio d'Ippona.

 

Truffa a clienti per oltre 4 milioni, promotore finanziario in manette

Una truffa milionaria, di 4,7 milioni di euro, è  stata scoperta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e del Gruppo di Lamezia Terme che hanno eseguito il sequestro. Finisce in manette  un promotore finanziario di 51 anni, ex consulente di banca Fideuram, Vincenzo Torchia con l’accusa di associazione a delinquere, truffa aggravata e auto riciclaggio, posto agli arresti domiciliari. L’uomo è finito nelle maglie dell’inchiesta coordinata dal procuratore di Lamezia Salvatore Curcio e dal pm Alberto Cianfarini in cui sono indagate, a vario titolo, altre sette persone per auto riciclaggio, truffa aggravata e favoreggiamento. Torchia, secondo l'accusa, dietro la promessa di lauti guadagni in breve tempo, si sarebbe fatto consegnare ingenti somme di denaro omettendo di trasmettere a Fideuram gli ordini di investimento dei clienti e rilasciando a questi false rendicontazioni. Non solo, ma avrebbe anche indotto in errore i clienti dell'istituto- di cui  68 già  quelli individuati - promettendo loro presunte operazioni finanziarie. Un fiume di soldi che, invece, finiva su conti correnti di Torchia.

Undici bandiere blu alla Calabria

Cresce il numero delle bandiere blu assegnate dalla Fee quest’anno alla Calabria. Undici, in tutto, due in più rispetto all’anno scorso. New entry Villapiana e San Nicola Arcella.Fuori gioco la provincia di Vibo Valentia con la sua perla del Tirreno, Tropea, ma anche Pizzo, Capo Vaticano. Insomma l’intera costa, meta del turismo internazionale rinomata nel mondo. In provincia di Cosenza le bandiere blu vanno a: Tortora, Praia a mare, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana e San Nicola Arcella. In provincia di Crotone:Cirò Marina e Melissa. In provincia di Catanzaro, riconfermata la bandiera blu anche quest’anno per la Perla dello Jonio, Soverato, e poi Sellia Marina. A Reggio Calabria la bandiera blu va a Roccella Jonica. La Fee- Foundation for environmental education, l’organizzazione ambientale no profit con sede in Danimarca,come ogni anno assegna l’ambito riconoscimento alle località marine o che  si affacciano sui laghi, in base a 32 rigorosi criteri. Tra questi la priorità va alla balneabilità delle acque, depurazione, raccolta differenziata, aree pedonali, piste ciclabili, servizi in spiaggia, ricettività, abbattimento delle barriere architettoniche, educazione ambientale

La spiaggia di Soverato

La spiaggia di Arco Magno a San Nicola Arcella

La spiaggia di Roseto Capo Spulico

La spiaggia di Praia a mare da cui si vede l'isola di Dino

Rapinato portavalori, bottino di oltre 700mila euro

MELICUCCA' (Reggio Calabria) -Colpo grosso ieri  a Melicuccà in provincia di Reggio Calabria. Sarebbe di oltre 700mila euro il bottino frutto di un assalto a un portavalori diretto all’ufficio postale, messo a segno da alcuni malviventi armati e con il volto travisato. Stando a una prima ricostruzione dell’accaduto, i ladri avrebbero dapprima immobilizzato gli agenti del portavalori  rapinando tutto il denaro,  per poi dileguarsi a bordo della propria auto. Indagano i carabinieri della Compagnia di Palmi.

Primo maggio tra cortei in piazza e concertoni. Scontri a Torino

Festa del  lavoro, ieri primo maggio,  celebrata in tutta Italia con manifestazioni in piazza, cortei e i concertoni tanto attesi  a Roma e Taranto.Non sono mancate tensioni, scontri  e polemiche. Manifestazione rovente, in particolare a  Torino,  dove quella che doveva essere una manifestazione pacifica, alla fine si è tradotta in uno scontro politico  sfociato in tefferugli  tra i pro e contro i lavori per il Treno ad Alta velocità- Torino- Lione. In piazza  ha sì  sfilato il popolo del lavoro, ma da subito  si sono registrati scontri tra i No Tav e il Partito democratico, al punto che è dovuta intervenire la polizia in assetto antisommossa  con carica e manganellate. C'è stato anche un lancio di bottiglie, aste di bandiera e lattine. Alcuni manifestanti sarebbero stati feriti con cinghiate, pugni e bastonate  dal servizio d'ordine del Pd, come sostengono  i NoTav che in piazza non volevano i dem. Tra i manifestanti No Tav ci sarebbero stati anche alcuni  consiglieri comunali e regionali del M5S, contrari alla Tav, che sarebbero stati aggrediti verbalmente e fisicamente dai manifestanti del Pd. Non solo ma anche i riders che stavano partecipando alla manifestazione di Torino, hanno bloccato l'ingresso in piazza per qualche minuto mettendo a terra le loro biciclette.Intanto si annunciano, in merito ai gravi fatti di Torino, interrogazioni parlamentari al ministro dell'Interno, Matteo Salvini.Storia diversa a Bologna, dove  dopo 17 anni, questa manifestazione nazionale è tornata in una delle piazze simbolo, piazza Maggiore con l'iniziativa promossa dai sindacati confederali,Ggil,Cisl e Uil. Una giornata di confronto  sul tema saliente dell'Europa: lavoro, diritti e stato sociale. 

 

Giorgio, il grande guerriero in fasce

di Amalia Feroleto

UNA sacca da tennis  rossa, abbandonata vicino a un cassonetto dei rifiuti, davanti al cimitero di Rosolina, un paese in provincia di Rovigo, da cui arriva un pianto disperato, attira l'attenzione dei visitatori del camposanto. Poi la  scoperta che non ti aspetti. In quella sacca  sportiva c'è un neonato ancora con il cordone ombelicale attaccato e la placenta.Dopo un momento di plausibile sconcerto,le due donne che lo hanno ritrovato, allertano subito i carabinieri e sul posto arriva anche il 118. Quel bimbo rischia di morire perchè è in ipotermia, segno che è stato tante ore al freddo prima di essere avvistato.  La prima cosa che  fa l'infermiera del 118, Giorgia, è quella di  stringere al petto il piccolo, per trasmettergli un po' di calore umano e rassicurarlo, come lei stessa scriverà in seguito in una lunga e toccante  lettera pubblicata sul Corriere della sera. Poi la corsa verso il nosocomio di Adria, mentre   il medico a bordo, la dottoressa Anna,  taglia il cordone ombelicale e  applica un clamp. In seguito, in ospedale, le cure del caso,  che strappano letteralmente alla morte il neonato, al quale tutto il personale ha deciso di dare il nome di Giorgio, in omaggio all'infermiera che lo ha soccorso per prima. Tutti bravi e professionali i componenti del Suem 118, anche l'autista, Marco, che in pochi minuti è arrivato sul posto del ritrovamento del neonato. Intanto i carabinieri di Adria e Rovigo,  hanno avviato le indagini per risalire alla madre. Tra le ipotesi   quella che potrebbe trattarsi di una minorenne o di una prostituta, che rischia accuse pesanti dall'abbandono di minori al tentato omicidio. Per il piccolo Giorgio,  la cui vicenda ha già commosso tutto il paese e l'Italia intera, piovono già richieste di adozione. Per Giorgio, questo grande guerriero in fasce, certamente, arriveranno due genitori veri e degni di questo nome che sapranno amarlo, accudirlo, educarlo e crescerlo come ogni bimbo meriterebbe. Lui, Giorgio, è l'ennesimo neonato abbandonato,segno tangibile della deriva sociale dei nostri tempi in cui il valore della vita umana sembra essere diventato  meno di niente.

Antonio,disabile, morto dopo le sevizie di una banda di piccoli aguzzini

di Amalia Feroleto

Un'altra storiaccia di questa nostra Italia ormai alla deriva sociale e non solo, ci  arriva da Manduria, in provincia di Taranto. Una banda di 14 ragazzini, di cui 12 minorenni, per tanto tempo ha seviziato un disabile psichico di 66 anni. I ragazzini- aguzzini lo hanno rinchiuso in casa, picchiato, rapinato, bullizzato e legato ad una sedia,come se fosse una cosa inutile,  stando alle cronache di questi giorni. Poi hanno pensato bene di immortalare la loro "bravata", e hanno  girato un video fatto circolare su Whatsapp  in cui si vedono le sevizie inflitte all'uomo inerme, con spavalda e gratuita crudeltà, tra risate e sghignazzi. Al punto che il  pensionato,  è stato costretto a segregarsi in casa, senza nutrirsi per giorni in preda alla  paura .Non apriva più a nessuno.  Nemmeno alla  polizia che,  allertata dai vicini, alla fine lo ha trovato in condizioni pietose. L'uomo è stato ricoverato in ospedale, sottoposto a due   interventi chirurgici per via della perforazione gastrica e dell'emorragia intestinale provocate, presumibilmente, dalle botte continue  di questi  piccoli delinquenti. Antonio, questo il nome del pensionato, è morto dopo 18 giorni di agonia. Ora sono indagati i 14  ragazzini dalla  Procura di Taranto e da quella per i minori per omicidio preterintenzionale, lesioni personali, rapina, stlaking. Tuona il noto psichiatra e scrittore, Vittorino Andreoli che in merito afferma :< sono="" solo="" delle="" teste="" vuote.="" il="" vero="" problema="" del="" nostro="" paese,="" oggi, ="" è="" l'emergenza="" educativa="">. E come non dargli ragione! I 14 avrebbero compiuto questo orrore solo per passare il tempo, per riempire le giornate vuote, dando addosso al povero pazzo come chiamavano Antonio. Mi piacerebbe sapere cosa provano adesso questi ragazzini - aguzzini. Se hanno minimamente capito  l'enormità e la gravità di ciò che hanno fatto. Se hanno un minimo senso di colpa, un barlume di pentimento o se, al contrario,  da questa esperienza ne escono più tronfi, incattiviti e pronti a compiere un nuovo misfatto pur di soddisfare il proprio ego malato e riempire le loro vite vuote. Ma è questo che vogliamo? Crescere i nostri figli in una società, in un Paese  che allena all'odio, all'innalzamento di muri, alla chiusura di porti, alla discriminazione del diverso,alla rivalsa sul più debole,  e non all'accoglienza, al rispetto e all'amore del prossimo?

Bimbo soffocato dalla madre, arrestato anche il padre

Nuovi inquietanti particolari emergono  in merito alla brutale uccisione del piccolo Gabriel, avvenuta a Piedimonte San Germano, nel Frusinate,  il 17 aprile scorso. Il bimbo  soffocato a soli 2 anni dalla madre, rea confessa, perchè piangeva troppo. In questi giorni è stato  arrestato anche il padre del piccolo, Nicola, con l'accusa di concorso in omicidio, il quale  avrebbe dato diverse versioni discordanti dei fatti agli inquirenti.  Ma una cosa spaventosa sarebbe emersa su tutte. Lui, Nicola, che vive con la moglie, sarebbe stato presente sul luogo del delitto perchè lei e Valentina, la mamma di Gabriel, erano amanti e si sarebbero appartati   per avere un rapporto intimo in auto. Un momento che sarebbe stato  interrotto dal pianto insistente del piccolo. A quel punto Nicola avrebbe schiaffeggiato Gabriel e  la madre lo avrebbe fatto scendere dall'auto  per poi soffocarlo sotto gli occhi di Nicola che nulla avrebbe fatto per impedire quell'orrore, nè tanomeno, in un secondo momento, avrebbe chiamato i soccorsi. Troppe cose ancora non quadrano  per gli inquirenti che continuano a investigare per risolvere l'intricata matassa di questa storiaccia che ha segnato col sangue  il mercoledì santo.

 

Due allevatori scomparsi da Pasqua 

PETILIA POLICASTRO (Crotone)- Scomparsi,  senza lasciare nessuna traccia dal giorno di Pasqua. Si tratta di due allevatori di Petilia Policastro nel Crotonese, Rosario e Salvatore Manfreda rispettivamente padre e figlio di 69 e 34 anni.Stando a una prima ricostruzione dei fatti  i due uomini si sarebbero  allontanati da casa  a bordo di un fuoristrada dal giorno di Pasqua e  non sarebbero più ritornati.Da qui la denuncia fatta dai familiari ai carabinieri che hanno attivato le ricerche senza però alcun esito finora. Non è stato trovato nemmeno il fuoristrada. I due uomini sono incensurati e al momento gli investigatori stanno vagliando diverse ipotesi tra cui la possibilità che si tratti di un ennesimo caso di lupara bianca.

 

25 aprile, la festa che ci appartiene

 

di Amalia Feroleto

Oggi è il 25 aprile, la festa nazionale della Liberazione dell'Italia dal giogo nazifascista avvenuta il 25 aprile del 1945.Il giorno in cui, proprio a Milano, città medaglia d'oro per la Resistenza partigiana, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI, di cui faceva parte quello che sarà poi il nostro presidente della Repubblica, Sandro Pertini) proclama l'insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. Del Comitato di Liberazione nazionale, nato a Roma il 9 settembre  1943, non facevano parte solo i comunisti del Pci, ma c'erano anche gli esponenti degli altri partiti antifascisti:  liberali, democristiani, socialisti, repubblicani, azionisti.   Come molti  hanno ripetuto in questi giorni,  il 25 aprile, non è la festa dei comunisti contro i fascisti.  E' la festa che ci appartiene, la festa di tutti gli italiani  che hanno a cuore libertà e democrazia. Di tutti quegli italiani di buon senso, che hanno memoria storica e consapevolezza  di quanto accaduto per difendere la libertà e di tutti i morti tributati per conquistarla. Certo, come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la libertà e la democrazia non sono conquiste acquisite per sempre. Ed è per questo che vanno sempre difese. Oggi più che mai. In un momento storico e politico in cui, proprio  chi ci governa - questo  governo gialloverde - di per sè è diiviso anche in merito a questa festa nazionale che appartiene alla nostra  storia, alla nostra cultura, che è il Dna della  nostra Costituzione ispirata ai principi della democrazia e dell'antifascismo. E mentre oggi il vicepremier  e ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha annunciato che non sarà in piazza con i fazzoletti rossi, ma a Corleone e Monreale per sottolineare  la lotta alla mafia, di contro l'altro vicepremier del M5S, Luigi Di Maio, prenderà parte alla manifestazione in piazza, così come il presidente della Camera, Roberto Fico, sarà a Bologna .E indigna, anche molto,  la provocazione, avvenuta ieri in piazzale Loreto a Milano,dove un gruppetto di ultras della Lazio,  ha srotolato uno striscione con su scritto "Onore a Mussolini", inneggiando slogan al grido di "Camerata Mussolini, presente" e facendo il saluto romano. Un altro striscione simile è comparso lungo la carreggiata interna del Grande raccordo anulare, a Roma, con su scritto "25 aprile: il nostro onore La vostra eterna sconfitta. Noi non abbiamo tradito" con il simbolo di Azione frontale.Così come indigna il fatto che si voglia spostare la festa del 25 aprile ad altra data o addirittura cancellarla dal calendario. Ma non si potrà mai cancellare la storia di soprusi, violenza, vessazioni, carcere, confino, resistenza partigiana,vissuta sulla pelle di tanti che sono morti per la libertà,  e  dei sopravvissuti che oggi inorridiscono di fronte allo scempio che si vuol fare di questa festa nazionale.

Disoccupato trova in un cestino un gratta e vinci da 100mila euro

MOLA DI BARI (Bari) - Rovista nella spazzatura di un bar di una  stazione di servizio a Mola di Bari, e trova un biglietto vincente di 100mila euro. La storia ha quasi dell'incredibile. Eppure il vizio di controllare i gratta e vinci gettati nei cestini  o lasciati sui tavolini dei bar, ha fatto la fortuna di un disoccupato di 50, ex pescatore, che così facendo ha trovato un tesoretto.A dare la notizia la Gazzetta del Mezzogiorno secondo la quale il biglietto in questione sarebbe stato gettato da un giocatore sbadato il quale non avrebbe grattato proprio il numero vincente. E così il vizio di quest'uomo, con la passione dei gratta e vinci, si è rivelato alla fine una virtù che gli ha fruttato un bel gruzzolo. Quando si dice che la fortuna è cieca .

Strage di Pasqua nello Sri Lanka, 290 vittime

IL giorno dopo, si fa ancora la conta delle vittime della strage di Pasqua nello Sri Lanka.Ad oggi se ne contano 290, oltre 500 feriti, ma sembra che non vi sia nessun italiano fra le vittime. Un numero, purtoppo, destinato ad aumentare, man mano che i soccorritori scavano tra la devastazione delle macerie dove sono sparsi  i corpi dilianiati.Ci sono 38 stranieri fra i morti e l'unità di crisi della Farnesina è al lavoro. Una Pasqua di sangue, che lascia il mondo basito. Anche Papa Francesco ha avuto parole dure contro coloro che hanno messo in atto questa strage ed ha rivolto un pensiero a tutti i familiari delle vittime.Anche l'arcivescovo di Colombo ha stigmatizzato gli atti terroristici, definendoli "inaccettabili"e facendo le condoglianze alle famiglie colpite. Il terrore è letteralmente scoppiato nel giorno santo della Resurrezione di Gesù, con otto differenti esplosioni in sequenza avvenute nelle chiese e negli hotel di lusso della capitale dello Sri lanka, Colombo,e anche Negombo e Batticaloa.Sarebbero nove i kamikaze che hanno fatto la strage, due per l'attentato all'hotel Shangri- la di Colombo. Non c'è stato scampo per i fedeli nè per gli ospiti degli hotel presi di mira. Un'altra bomba è stata disinnescata nei pressi dell'aeroporto internazionale. Eppure, già da giorni la polizia locale era stata allertata per la possibilità di attacchi terroristici nelle chiese. da parte di kamikaze. Infatti,  gli attentati di Pasqua nello Sri Lanka non sono una novità e seguono quelli del 2018 che hanno ucciso oltre 4000 cristiani.Al momento sono stati  eseguiti 24 arresti e si sta verificando se ci siano collegamenti con l'estero di questi gruppi terroristici, presumilbilmente jihadisti.  Si temono, infatti, nuovi attacchi in centri commerciali, luoghi pubblici, zone turistiche,ed è stato dichiarato  il coprifuoco fino a stamane.Ma il governo invita i cittadini a rimanere in casa.Proclamato per il 23 aprile una giornata di lutto nazionale.

Il "ciclone" Greta, la paladina del clima

di Amalia Feroleto

IL "ciclone"  in difesa del clima,  si chiama Greta Thunberg, attivista svedese. A guardarla sembra una tenera bimbetta: trecce bionde, occhioni grandi e faccia pulita  Tanto che qualcuno l'ha paragonata a Pippi Calzelunghe, la ragazzina dalle trecce rosse protagonista dell'omonima serie tv. Eppure, Greta, questo scricciolo di donna, di soli 16 anni, figlia della scrittrice Malena Emman e dell'attore Svante Thunberg, sembra una vera forza della natura. Un piccolo genio che ha preso a cuore le sorti dell'ambiente per salvare il pianetaTerra. Una missione impossibile per tanti ma non per lei, a quanto pare. Sono bastati quei video visti a scuola sulle isole di plastica nell'oceano Pacifico meridionale, per far scattere in Greta la sua coscienza ambientalista, una sorta di ribellione inarrestabile, contro chi sporca l'ambiente e distrugge il pianeta.Tanto da voler diventare la paladina del clima. E in pochi anni, l'attivista svedese, è riuscita a mobilitare migliaia di persone, portandole a manifestare in piazza e a sposare la sua causa per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico. Dapprima con i suoi  sit-in solitari   davanti al Riksdag a Stoccolma, in Svezia con un cartello  che reciitava "Sciopero scolastico per il clima". Poi mobilitando studenti  e non,  fino ad arrivare alle massicce proteste nelle piazze. Tutto è iniziato nell'agosto del 2018, quando a causa di una eccezionale ondata di caldo che provocò incendi boschivi nel suo Paese, la ragazzina decise di non andare a scuola per protesta.Voleva che il governo svedese riducesse le emissioni nell'aria di anidride carbonica, (che è uno dei principali fattori che provocano il buco dell'ozono), come previsto dall'accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Greta è rimasta per ore ed ore seduta davanti al Parlamento svedese, ogni giorno con quel cartello divenuto ormai famoso. Poi ha  continuato a farlo ogni venerdì, attirando l'attenzione dei mass media in diverse nazioni. Ha manifestato con il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione davanti al Parlamento europeo, a Bruxelles per arrivare  in seguito a Londra, dove ha parlato alla manifestazione organizzata da Rebellion Extinction nell'ottobre del 2018.Tante manifestazioni, sul suo esempio,  sono state promosse nei Paesi Bassi, in Italia, Germania, Finlandia,  Danimarca e Australia. A dicembre 2018, Greta ha anche parlato alla COP24, vertice delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia, parlando ai leader mondiali. E in tanti altri impotanti sedi. Tra cui, ad aprile di quest'anno, ha parlato alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, esortando i politici a prendere decisioni immediate per contrastare il cambiamento climatico seguendo quanto affermano in merito gli scienziati. E ancora,  in vista delle Europee di maggio, Greta ha invitato i giovani a non disertare le urne e i politici ad ascoltare l'appello per il clima dei ragazzi che non potranno votare. Ha incontrato il presidente del Palamento europeo, Antonio Tajani e anche  Papa Francesco. Qualche giorno fa è stata in ricevuta in Senato, a Roma,  dove ha pronunciato il suo "j'accuse" ai politici" - "Ci guardate ma non capite"- ha detto lapidaria. Mentre in piazza del Popolo, tra applausi e cori da stadio, dove è stato allestito un palco con gente che pedalava per produrre elettricità pulita, Greta, ha catalizzato l'attenzione di tutti, affermando  che l'umanità è a un bivio e si deve prendere la strada giusta prima che sia troppo tardi, perchè le emissioni nell'aria di inquinanti  continuano a crescere e nessuno fa niente. "Noi continueremo a combattere per il nostro futuro e il nostro pianeta"- ha concluso Greta  tra le ovazioni dei presenti. Sembra quasi una favola,invece è realtà. Ma come sempre, c'è il risvolto della medaglia.  Non mancano, chiaramente, le voci contro questo "ciclone Greta", che sostengono ci sia dietro la ragazzina tutto un apparato ben organizzato e che vuole fare di questa battaglia per il clima  solo un business.Così come non sono mancati sui social, gli attacchi duri e spesso scorretti, di tanti detrattori dell'operato dell'attivista svedese.

 

Alba a Squillace

Gabriel, soffocato dalla mamma perchè piangeva

di Amalia Feroleto

SI tinge di rosso, si tinge di sangue il Mercoledì santo a Piedimonte San Germano, un paese del Frusinate. Il sangue di un bimbo innocente di soli due anni, Gabriel, soffocato dalle mani della mamma perchè piangeva troppo. Da quelle mani che avrebbero dovuto solo e sempre accarezzarlo, tranquillizzarlo, amarlo. Quelle mani di mamma, divenute mani assassine, proprio nella settimana santa. Come se un demone immondo si fosse improvvisamente impossessato di quella giovane donna di 28 anni, Donatella, che, in un attimo, ha ucciso il suo bambino, il suo tesoro. Quel piccolo portato in grembo per nove mesi, partorito con dolore, nutrito, cresciuto, amato. Cerca di coprire il misfatto, l'orrore di quel gesto, dapprima, la donna. Chiama i soccorsi e racconta agi inquirenti di essere stata investita da un'auto pirata  mentre aveva Gabriel in braccio. E prosegue, per ore e ore, a narrare la sua più grande menzogna. Poi, incalzata dalle domande degli investigatori  e stremata, alla fine, a tarda notte, crolla e confessa: "Sì , l'ho strangolato io perchè piangeva troppo e voleva tornare dalla nonna". Raccontano, gli abitanti del posto di una famiglia disagiata, in disperate condizioni economiche. Già da tempo ci sarebbero state avvisaglie di disagio  da parte della ventottenne, che sarebbe stata preda della depressione. Nega, invece, che ci sia stata qualche segnalazione in merito, il sindaco del paese. Resta, il fatto atroce, di un altro bimbo ucciso dalla madre e di  una donna che, forse, avrebbe avuto bisogno di aiuto e che non le è stato dato da nessuno.  Per lei, ora, si aprono le porte del carcere. Ma nessun carcere potrà essere più duro e la potrà condannare a vita,  più dei rimorsi di coscienza di cui Donatella sarà preda e dell'orrore di se stessa,  quando ritroverà la lucidità.

Via libera dal Consiglio dei ministri ai decreti sanità e sblocca cantieri

REGGIO CALABRIA- Il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri alla Prefettura di Reggio Calabria, ha varato il decreto straordinario  sulla sanità e il decreto "sblocca cantieri". La giornata in riva allo Stretto del premier, Giuseppe Conte, e del ministro alla salute, Giulia Grillo, è iniziata dapprima con la visita all'ospedale metropolitano di Reggio Calabria e poi è proseguita con la tappa al Museo archeologico nazionale dove ci sono i famosi Bronzi di Riace.Mentre il vicepremier, Matteo Salvini ha visitato la  tendopoli di San Ferdinando.  Il ministro Grillo ha illustrato alla stampa i provvedimenti adottati.In particolare la decisione di commissariare nuovamente  la sanità calabrese affidando la gestione a due supercommissari ministeriali, per portare il comparto fuori dalle secche in cui ristagna da anni e  per il riordino e il rilancio del settore che accumula in un anno oltre 160 milioni di euro di deficit. Il tutto a fronte di servizi inefficienti  ai cittadini. Assente il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, il quale sostiene di non essere stato invitato. Il governatore, intanto annuncia battaglia contro il decreto sulla sanità a suo dire incostituzionale e valuta di presentare  ricorso alla Corte costituzionale dove è già stato presentato ricorso contro la nomina dei due supercommissari. Secondo Oliverio nel decreto straordinario sulla sanità " non c'è una norma che contiene il rafforzamento dei servizi sanitari, a partire dallo sblocco delle assunzioni. In questo decreto c'è solo l'obiettivo  di allargare i poteri del governo nella gestione della sanità. Se fallimento c'è- secondo Oliverio- ha fallito il governo". La sanità calabrese  è in regime di piano di rientro dal 2009 ed è commissariata dal 2010.

Consiglio dei ministri oggi a Reggio Calabria per il varo del Decreto sanita'

REGGIO CALABRIA - Alla fine il governo gialloverde ha deciso. L'annunciato Consiglio dei ministri per il varo del Decreto Calabria sulla sanita', si terra' oggi alla Prefettura di Reggio Calabri , alle 13 e non  a Gioia Tauro, come si era paventato in un primo momento. La citta' in riva allo Stretto , gia' da ieri è blindata. Tutta la "zona rossa" intorno a piazza Italia è supervigilata dalle forze dell'ordine e da elicotteri che sorvolano la Prefettura. Il Consiglio dei ministri si torna a riunire a Reggio dopo nove anni. Gia' nel 2010, durante il governo Berlusconi si era riunito il Cdm per il varo delle misure antimafia. Grande attesa per questo decreto sanita' che dovrebbe, secondo il ministro della Salute, Giulia Grillo, evitare gli sprechi, fornire servizi sanitari adeguati ai calabresi che finora sono stati costretti a lunghe liste di attesa per gli esami specialistici e non solo, a fare viaggi della speranza fuori regione. Il tutto a fronte di un buco della sanita' che in Calabria ogni anno è di oltre 160 milioni di euro.

Nel rogo a Notre- Dame, il miracolo dell'Altare e della Croce rimasti integri

di Amalia Feroleto

Brucia il cuore di Parigi. Brucia la mitica cattedrale di Notre- Dame. Eppure, mentre il fuoco divampa dappertutto sul tetto della cattedrale medievale,  simbolo di cristianità e cultura, gioiello di architettura gotica che il mondo ci invidia, rimangono miracolosamente integri l’Altare e la Croce. Tutt’intorno, ora,  ci sono solo macerie e travi incenerite dal fuoco, visto che anche la navata centrale della cattedrale è crollata travolta dalle fiamme. Un inferno di fuoco "involontario",  secondo la Procura di Parigi che ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Un incendio  che si sarebbe sviluppato nel cantiere allestito sul tetto proprio per restaurare la guglia di 45 metri, che poi è crollata, divorata dalle fiamme.   Ci sono volute ore ed ore di lavoro da parte dei vigili del fuoco, fino alle 4 del mattino per domare il poderoso incendio che aveva avviluppato tutte quelle travi di legno del tetto, chiamato “laforesta" e che avevano oltre 800 anni. Nel primo giorno della settimana santa, alle 18,50 del 15 aprile 2019, viene, dunque,  devastata la cattedrale di Notre -Dame, meta del turismo internazionale,luogo simbolo  patrimonio dell'Umanità. Ma per i credenti, per i cattolici, in questa giornata santa, il miracolo c’è stato. Ed è proprio l’Altare rimasto intatto e quella Croce rimasta in piedi, senza essere minimamente scalfita dalle fiamme. Un segno forte di speranza e di fede.Certo, Notre- Dame è stata sfregiata dal fuoco,ma il simbolo che rappresenta  rimane intonso. Tutto il mondo è triste per questo disastro. Anche se,  stando al parere degli esperti, la struttura principale è salva. Salvate anche le 16 statue che erano state rimosse dalla guglia, così come anche la Corona di spine, un chiodo del Gesù crocifisso e tanto altro ancora del tesoro della cattedrale. Ed è già scattata la gara di solidarietà per la ricostruzione. Piovono milioni da ogni dove.  E intanto tutto il mondo sta col fiato sospeso in attesa  che questo gioiello ritrovi il suo antico splendore.

Blitz davanti al Consiglio regionale, manichino con testa mozza e vernice rossa sui gradini

REGGIO CALABRIA- Un manichino femminile con la testa mozza e vernice rossa imbrattata sui gradini dell’entrata dell’Astronave, sede del Consiglio regionale  a Reggio Calabria. Questo l'esito del  blitz fulmineo di due individui, che nemmeno le guardie giurate lì presenti hanno potuto fermare. Due persone incappucciate, a quanto pare, presumibilmente un uomo e una donna, sarebbero gli autori di questa sorta di protesta che ha il  sapore di un'intimidazione bella e buona. Oggi pomeriggio, infatti a palazzo Campanella si s terrà il Consiglio regionale e tra i punti all’ordine del giorno c’è in discussione l’esame del testo di legge sulla doppia preferenza di genere, che ha diviso l’aula del Parlamentino calabrese e ha registrato già due rinvii. Sul posto per gli accertamenti del caso, sono intervenuti gli agenti della Digos della Questura di Reggio Calabria. I due individui, però, si sono dileguati senza lasciare traccia.La  resistenza  delle Regioni, da Nord a Sud, ( non ultimo il Piemonte) ad approvare leggi elettorali con le liste paritarie e che consentono di cedere poltrone alle donne, è ormai conclamata.Tutti sarebbero d'accordo a parole ma poi nei fatti si tirano indietro. L'adeguamento alla legge n 20 del 2016, sembra una chimera almeno per quel che riguarda la presenza delle donne nei Consigli regionali. In Calabria, una sola donna  siede in Consiglio regionale: è Flora Sculco ( Calabria in rete-  Campo democratico). Da lei, infatti è partita la proposta di legge della promozione parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive regionali. Più volte arrivata in aula in passato e sempre bocciata anche perchè le poltrone in seno al  Parlamentino  sono scese da 50 a 30.

Amalia Feroleto

Giovedì il Consiglio dei ministri in Calabria per il decreto sanità

CATANZARO - Giovedì 18 aprile si terrà un Consiglio dei ministri in Calabria. Lo hanno annunciato già da tempo sia il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli che il premier, Giuseppe Conte. Probabilmente la seduta straordinaria si terrà a Gioia Tauro, ma ancora non c’è nessuna conferma. Durante il Cdm, probabilmente, sarà varato il decreto per la Calabria sulla sanità. Una misura che il Governo gialloverde con il ministro Giulia Grillo, ha già annunciato da settimane anche su Twitter dove scrive :”il 18 aprile approveremo il decreto Calabria. Avanti tutta per cambiare la sanità e riportare il diritto alla salute ai calabresi. Non si torna indietro. Il mio impegno si è concretizzato: il 18 con il Consiglio dei ministri in Calabria approveremo il decreto sulla sanità calabrese”. In Calabria, ricordiamo, c’è un deficit della sanità di oltre 160 milioni di euro all’anno, frutto, come sostiene  il ministro Grillo  di "Una dissennata politica sanitaria,"  che continuano a pagare i calabresi sulla loro pelle. Di fatto, a fronte di una tale spesa, ancora oggi non ci sono servizi adeguati  e continuano i viaggi della speranza fuori regione.  E  la Calabria con il suo punteggio Lea (Livelli essenziali di assistenza)di 136 punti è ben lontana dal minimo livello accettabile che è di 160 punti.

Rinvio a giudizio e nuovo avviso di garanzia per Lucano

Riace (Reggio Calabria)- Mimmo Lucano, 61 anni, sindaco sospeso di Riace è stato rinviato a giudizio con altri 26 indagati, (tra cui la compagna, Lemlem Tesfahun) finiti nelle maglie dell’inchiesta “Xenia” della Procura di Locri per la gestione dei migranti a Riace, in tutto 14 capi d'imputazione.Il processo si terrà l’11 giugno prossimo a Locri. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Locri, Amelia Monteleone dopo sette ore di Camera di consiglio.Gli indagati sono accusati a vario titolo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e  abuso d’ufficio.A questa si aggiunge per Lucano l'accusa di truffa e falso ideologico. Si tratta di un'altra indagine per cui il sindaco sospeso è stato raggiunto da un altro avviso di garanzia e in cui sono indagate altre nove persone. Prolungato di un anno il divieto di dimora per effetto del rinvio a giudizio.Lucano, noto per aver creato il modello Riace, paese dell’accoglienza, era stato posto agli arresti domiciliari il 2 ottobre 2018, misura poi trasformata in divieto di dimora. Faceva, però, ben sperare il pronunciamento, all’inizio di aprile della VI sezione penale della Cassazione che aveva accolto il ricorso della difesa di Lucano in merito alla gestione dei rifiuti a Riace. Gli ermellini  sostengono   che non ci sono indizi sufficienti a carico di Lucano. Il sindaco era accusato di aver turbato le procedure di gara per l’assegnazione del servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta” fatta con l’asinello.A Riace, insomma, per la Cassazione, non ci sarebbero state nè truffe, nè ruberie. Anzi, il contestato appalto per la gestione della differenziata a due cooperative del paese che impegnava italiani e migranti, per la Suprema corte, è stato assolutamente regolare. Così come non è vero, nè provato come scrive la Cassazione, che a Riace si celebrassero matrimoni di comodo per permettere a migranti di ottenere i documenti per rimanere in Italia.Il Tdl (Tribunale della Libertà) di Reggio Calabria, dovrà comunque pronunciarsi di nuovo in merito al divieto di dimora a Lucano dopo il recente annullamento con rinvio della Cassazione.

Messier 87,ecco la prima foto di un buco nero

Fotografato, per la prima volta, un buco nero denominato Messier 87. E questo scatto assolutamente unico e rivoluzionario, destinato a rimanere negli annali dell'astrofisica parla anche italiano. Sì, perché c’è anche l’Italia nel progetto internazionale Event Horizon Telescope che ha partecipato  con l’istituto di Astrofisica e l’istituto nazionale di Fisica nucleare. Il buco nero è distante 55 milioni di anni luce dalla Terra e si trova al centro della galassia della  Vergine (o Messier 87 dal suo scopritore Charles Messier nel 1781).In effetti è stata fotografata  l'ombra del buco nero, grazie all'ausilio di un potente e gigante telescopio virtuale grande quanto la Terra, come spiegano gli esperti.E per la prima volta, proprio come predetto un secolo fa da Albert  Einstein, gli oggetti cosmici invisibili per definizione  possono essere visti e studiati direttamente dalla  fotografia del buco nero che appare come una sorta di anello rossastro con la massa di sei miliardi e mezzo quella del nostro Sole. “Nei buchi neri supermassicci- spiegano gli esperti-  che si trovano al centro di galassie, la materia che viene attratta si riscalda e, cadendo nel buco nero, emette luce, parte della quale è osservabile con i radiotelescopi. In queste condizioni fisiche, infatti, è possibile rilevare la cosiddetta “zona in ombra” ossia quella regione di assenza di luce che è tale quando la luce al suo interno viene assorbita dall'orizzonte degli eventi,  cioè il confine che separa un buco nero dallo spazio che lo circonda. Questo è un confine matematico dove la forza di gravità è così forte che nulla riesce a sfuggire , nemmeno la luce. L’importanza dei buchi neri in fisica,  come  spiegano ancora gli esperti in materia,  sta appunto nel fatto che il loro orizzonte degli eventi è un limite invalicabile alla capacità dell’uomo di eplorare il mondo,dal momento che per definizione un orizzonte degli eventi non può essere visto direttamente in quanto assorbe tutta la luce.

Il buco nero, Messier 87, nella galassia della Vergine

L'ex sindaco di Roma, Marino, assolto dalla Cassazione

L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino dei dem, assolto dalla Cassazione .Si chiude definitivamente dopo quattro anni di calvario,la vicenda giudiziaria che ha visto l’ex primo cittadino accusato di peculato e falso nel 2015 per la vicenda degli scontrini per le cene di rappresentanza. Prima assolto in primo grado e poi condannato in appello. Cacciato dal Campidoglio, rinnegato dai suoi compagni di partito e costretto a dimettersi. Oggi, però, quelle accuse infamanti di aver usato soldi pubblici per fini personali, (in tutto 12mila euro e altri piccolo conti), sono cadute. E a dirlo è proprio la Suprema corte che ha annullato senza rinvio la condanna a due anni di reclusione nei confronti di Marino.

Rimborsi ai truffati dalle banche, passa la linea Tria

Passa la linea del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni  Tria, del doppio binario, per il rimborso ai truffati dalle banche. Risarcimenti automatici per chi ha un reddito Irpef inferiore a 35mila euro e un  patrimonio finanziario complessivo di 100mila euro. Tutti gli altri saranno rimborsati con un arbitrato tipizzato e semplificato. Questo in sintesi prevede la proposta del Governo alle associazioni di consumatori approvata ieri da 17 associazioni e due no. Il Governo aveva già stanziato 1 miliardo e 575 milioni per il Fondo di indennizzi risparmiatori,per il rimborso degli azionisti e degli obbligazionisti che hanno visto i loro titoli azzerati a seguito di risoluzione o liquidazione coatta amministrativa di istituti bancari quali: Banca popolare dell’Etrutìria e del Lazio; Banca delle Marche; Carife; Carichieti:Veneto Banca ;Banca popolare di Vicenza; BCC Crediveneto;Banca popolare Province Calabre; Banca Padovana di credito Cooperativo;BCC Paceco, BCC Brutia.Entro la prossima settimana, dopo la modifica alla Legge di bilancio con il doppio binario flessibile,concordata con Bruxelles per evitare una procedura d'infrazione, il varo dei decreti attuativi da parte del ministero del Tesoro ed entro maggio i primi rimborsi. 

Nuovi ospedali in Calabria, investimenti per 701milioni

CATANZARO - Nuovi ospedali in Calabria e ammodernamento delle vecchie strutture. Per un investimento complessivo di 701 milioni di euro. La giunta regionale calabrese, infatti, ha approvato la delibera che dà l'avvio all'iter per la sottoscrizione del nuovo accordo tra la Regione Calabria e il ministero della Salute in sinergia con il ministero dell'Economia. Il piano è stato presentato dallo stesso presidente Oliverio durante una conferenza stampa alla cittadella regionale a Catanzaro, affiancato dal delegato alla sanità, Franco Pacenza e da Pasquale Gidaro del dipartimento presidenza. I finanziamenti sono una parte a carico dello Stato, una parte a carico della Regione Calabria e un’altra a carico di privati (partenariato pubblico- privato e altri fondi). Saranno potenziati e adeguati gli ospedali di Crotone (25 milioni) di Lamezia Terme (20 milioni). Prevista la realizzazione del nuovo ospedale a Catanzaro (170 milioni), la realizzazione della Cittadella della salute di Catanzaro (40 milioni), e anche l’adeguamento del plesso Mater Domini (25 milioni).Inoltre ci sarà la realizzazione del nuovo ospedale a Cosenza (375 milioni) e della cittadella della salute di Cosenza (45 milioni),il potenziamento tecnologico dell’ospedale metropolitano di Reggio Calabria (1,5 milioni) per acquisto e installazione di un agiografo biplanare e l’ampliamento dell’ospedale Morelli di Reggio Calabria (180 milioni). Per quanto concerne i tre interventi a Catanzaro, sono subordinati al processo di accorpamento tra ospedale Pugliese e policlinico universitario Mater Domini sancito dalla recente legge regionale che va perfezionata con la firma del protocollo d’intesa tra Università e Regione Calabria. Secondo il governatore, Mario Oliverio,l’attuazione di questo piano contribuirà a migliorare l’offerta sanitaria regionale. Oliverio, inoltre, ha anche stigmatizzato  il ritardo lungo 12 anni sull’iter per i nuovi ospedali a Vibo Valentia, Gioia Tauro e Sibari dovuto, a suo dire,  a un’impostazione sbagliata che ha generato un percorso rallentato, ma per cui, comunque non si è in fase di stallo ma si va avanti.

Un altro neonato vittima della circoncisione

di Amalia Feroleto

La circoncisione  è  una pratica  barbara, tribale e cruenta, molto diffusa tra gli ebrei, in diverse popolazioni islamiche e in alcune zone dell'Oceania. Si fa per rispetto alla propria religione. Ma mi chiedo in nome di quale religione si possa spargere tanto sangue e mietere tante vittime. Spesso, infatti, la circoncisione, si pratica in condizioni precarie e pericolose.  E a farne le spese sono anime innocenti. L’ultimo caso si è registrato ieri proprio in Italia, a Genova, dove un neonato nigeriano di un mese è morto dissanguato per una circoncisione fatta con la lametta da barba da un chirurgo “fai da te”. Il papà del bimbo è fuori dall’Italia per lavoro e dovrà essere informato dalle autorità che lo cercano.  Mentre la madre del piccolo e la nonna, anch’esse nigeriane, sono state arrestate per omicidio preterintenzionale, insieme a un connazionale di 34 anni, una specie di santone che avrebbe praticato la circoncisione. Le due donne, quando hanno visto l’aggravarsi delle condizioni del piccolo hanno allertato il 118, ma nulla hanno potuto i medici  se non constare il decesso del neonato per emorragia. Il santone, invece, se l’era data a gambe ed è stato poi bloccato dalla polizia a Ventimiglia.Una morte atroce, quella del neonato,morto dopo ore e ore di agonia tra sofferenze incredibili. Altri due casi si sono registrati la settimana scorsa, in provincia di Reggio Emilia. Ma le statistiche  parlano di quasi  tremila casi all'anno in Italia di circoncisioni clandestine, fatte con mezzi rudimentali, da mani inesperte e in condizioni igieniche precarie oltre che senza anestesia.

Codice rosso, sì unanime della Camera per istituire il reato di Revenge porn

Finalmente una cosa buona e giusta. A tutela di tutti e in particolar modo dei più deboli. Arriva il sì unanime della Camera all'istituzione del reato di Revenge porn. Che, si auspica porrà argine al dilagare, specie sul web, di materiale porno usato perlopiù  come arma di vendetta nei confronti di ex  partner.  Tutti in piedi a  battere le mani  nell'emiciclo di Montecitorio, per il via libera a questo emendamento al Codice rosso approvato con 461 voti a favore e nessuno contrario. Chiunque, d'ora in poi, invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, che sono privati e senza il consenso delle persone interessate, sarà punito con la reclusione da uno a sei anni e con  una multa da 5000 a 15000 euro. Se, poi,  il reato è commesso da un coniuge, un ex marito, amante o fidanzato, attraverso strumenti informatici o telematici,  la pena è aumentata. Nel caso in cui i fatti commessi sono in danno   di persone in condizioni di inferiorità fisica o pschica, o in danno di una donna incinta, la pena è aumentata di un terzo, a querela della persona offesa. La remissione di querela può essere solo processuale.  Intanto  gongolano le opposizioni   per una giornata particolare che profuma di vittoria.

Via libera al Codice rosso

Passa alla Camera il testo di legge Codice rosso, sulla violenza alle donne,e che contempla il reato di Revenge porn. Il testo  ora andrà al vaglio del Senato. Si sono astenuti il Pd e Leu.Si spacca la maggioranza sulla castrazione chimica per stupratori e pedofili, fortemente voluta dalla Lega ma respinta in aula con il voto contrario dal Ms5 stelle e dalle opposizioni Pd e Fi, 363 no, 126, sì e 1 astenuto.

Maltrattamenti su anziani in una casa di riposo a Settingiano

SETTINGIANO (Catanzaro)- Maltrattamenti reiterati, violenza fisica e psicologica gratuita agli anziani della Rsa San Francesco hospital di Settingiano nel Catanzarese.Un ennesimo triste caso, questa volta in Calabria.  Le telecamere nascoste, installate dalla Guardia di Finanza di Catanzaro  e le intercettazioni audio e video hanno fatto emergere gli orrori che in quella Rsa si consumavano nel quotidiano. Atti di violenza, con botte, derisione, molestie e minacce ai danni di anziani indifesi e inermi molti dei quali posti in carrozzina. Costretti a dormire nei corridoi, oppure con la testa poggiata su un tavolo pur di non disurbare l'operatore di turno. Finiscono nei guai  sedici dipendenti del San Francesco hospital, di cui due posti agli arresti domiciliari, tre con divieto di dimora e undici iscritti nel registro degli indagati, tra questi il direttore della Rsa. Inchiodati alle loro responsabilità proprio dalle le telecamere nascoste con intercettazioni audio e video.Intercettazioni che alla fine di lunghe indagini sono sfociate nel provvedimento del gip del Tribunale di Catanzaro, Francesca Pizii che ha vergato l’ordinanza su richiesta della Procura della Repubblica. A dare l’allarme erano stati proprio i familiari degli anziani ospiti della struttura che  da tempo, avevano denunciato i presunti maltrattamenti sui  loro cari. I sedici,  tra direttore, operatori  socio - sanitari, un'educatrice e infermieri, dovranno rispondere  a vario titolo di "maltrattamenti aggravati dall'aver agito approfittando delle circostanze tali da ostacolare la privata difesa e abusando delle relazioni di ospitalità correlate alla natura della struttura ed all'adffidamento ad essa degli anziani da parte dei familiari".

Amalia Feroleto

Più di mille italiani spiati sul cellulare con uno spyware made in Calabria

CATANZARO - Più di mille italiani spiati sul cellulare con uno spyware denominato “Exodus” e che sarebbe stato prodotto da una società di Catanzaro, in Calabria. L’azienda in questione è la eSurv che “ha vinto un bando della Polizia di Stato per lo sviluppo di un sistema di intercettazione passiva e attiva” e che poi, per un errore sarebbe stato diffuso su Google Play store. In sostanza, è bastato scaricare gratuitamente alcune di queste app gratis su Play store che contenevano lo spyware inserito dalla Procura per spiare  i criminali, per infettarsi. E così tanti italiani, con la fedina penale pulita, sono stati intercettati, spiati, ascoltati, foografati, loro malgrado. La società di Catanzaro, come sotengono gli autori della ricerca, opera nel settore della videosorveglianza e pare che abbia iniziato a sviluppare questo spyware nel 2016. Sulla spinosa vicenda sta indagando la Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo, con il procuratore capo Giovanni Melillo.Anche il Copasir, Comitato di controllo sui servizi segreti, sta indagando sull'accaduto. Intanto la società di Catanzaro almeno in rete non c’è più. Come sparita all’improvviso anche dai social.

Congresso delle famiglie a Verona tra proteste e polemiche

Si è aperto tra le proteste e le polemiche il  Congresso mondiale delle famiglie a Verona. Una tre giorni per confrontarsi su temi quali famiglia, amore e bellezza del matrimonio. Un congresso fortemente contestato da migliaia di femministe in piazza Bra,al grido di “buffoni”. Protagonista del meeting a palazzo della Gran Guardia, organizzato dalle associazioni conservatrici cattoliche è stato il leader del Carroccio, vicepremier e ministro,  Matteo Salvini. Molto criticati anche i gadget –shock distribuiti durante il congresso un feto in gomma ritenuto dai più di pessimo gusto e che si riferiva alla  campagna antiaborto. A dare il la, in apertura dei lavori,  è stato Massimo Gandolfini, principale esponente del movimento italiano ultraconservatori di destra che ha attaccato la 194 ritenendo che l’aborto è un omicidio. Un congresso che è diventato terreno di scontro tra i due vicepremier, Salvini e Di Maio. Quest’ultimo ha definito il congresso di Verona come un ritrovo di fanatici e un ritorno allo stile medievale. Per il leader dei 5 Stelle non c’è contrapposizione tra tipi di famiglie. Dal canto suo, Salvini ha detto a chiare lettere che  esiste solo una famiglia, quella tradizionale con mamma e papà. Poi ha ribadito il  no alla pratica barbara, a suo dire, dell’utero in affitto e ha incalzato il sottosegretario del M5s, Vincenzo Spadafora affinchè sblocchi le adozioni. Tensioni annunciate in seno al governo gialloverde,  che sono esplose ieri a fine serata tra Roma e Verona con un rimpallo di battute al vetriolo.  Tema bollente quello delle adozioni, appunto, su cui Di Maio ha risposto per le rime, rintuzzando Salvini sostenendo che  la questione delle adozioni è di pertinenza del ministro Fontana della Lega e del presidente del Consiglio.Critiche, durante il congresso da parte dei conservatori anche alle cosiddette famiglie arcobaleno e alla legge sul divorzi, messe a rischio dal disegno di legge Pillon.Per Papa Francesco, in volo verso il Marocco nel congresso delle fasmiglie “La sostanza è corretta ma il metodo è sbagliato”.

 

Alba a Giovino,Catanzaro Lido

In fin di vita per il parkour, sport estremo della generazione Z

 

di Amalia Feroleto

Si trova in fin di vita, in un letto d’ospedale, un ragazzino di 16 anni che stava praticando il parkour a Mariano Comense, in Brianza. Ha fatto un volo di cinque metri, giù da un capannone mentre era intento, insieme a due amici, a praticare questo sport estremo,  tanto in voga tra i giovani, così come si può vedere in tanti video postati sul web. Forse è stato un lucernario a cedere sotto il peso, o una tettoia. Non si sa ancora. E il tonfo dell’impatto del corpo del giovane con l’asfalto, è stato talmente forte che sono stati gli stessi operai della fabbrica a sentirlo e ad allertare i soccorsi. Il ragazzo, privo di sensi, è stato trasportato con l’elisoccorso del 118 all’ospedale di Como. Non si dà pace quella povera mamma che, in bicicletta ha raggiunto l’ospedale trafelata e sconvolta, dopo aver appreso la notizia. Sapeva, la mamma, che il figlio era un appassionato di quello sport estremo e così pericoloso. Ma nulla ha potuto fare. Saltare da un tetto all’altro di un palazzo, arrampicarsi, fare pericolosi volteggi nel vuoto, mettendo a rischio la propria vita, affascina tanti giovani che emulano gli eroi dei videogiochi. Infatti il parkour è una disciplina metropolitana, nata in Francia negli anni ’90 e che prevede di fare il percorso del combattente, ovvero un percorso di guerra, superando con efficienza e con  le sole capacità del corpo, forza delle braccia, salti, arrampicate, volteggi e quant’altro, tutti gli ostacoli che si presentano sul cammino in un ambiente naturale o urbano. E chissà cosa scatta nella mente di questi ragazzi, figli della generazione Z, avezzi alla teconologia e  cresciuti a pane e social. Tanto insicuri quanto spavaldi,  fino al punto di mettere a rischio la propria vita. Tutto  pur di postare, poi sui social, foto e video di queste imprese da "eroi" di carta senza macchia e senza paura.

Quelle maestre indegne che sono la vergogna dell'Italia

di Amalia Feroleto

Da Nord a Sud, senza distinzione, i maltrattamenti sui bimbi negli asili e nelle scuole continuano. Un fenomeno inquietante e che fa rabbrividire, al solo pensiero dei danni psicologici che questi bimbi si porteranno come un pesante fardello nella vita.Gli ultimi due casi oggi. Uno a Cernobbio, provincia di Como,dove è stata arrestata una "maestra" di asilo di 58 anni, finita ai domiciliari. L' altro caso  a Varzi, comune dell’Oltrepò Pavese, dove un'altra "maestra" di 50 anni, non degna di questo ruolo, titolare, peraltro, di un asilo nido, è stata arrestata dalla Guardia di Finanza e posta ai domiciliari. Anche per queste due, come per  tante altre  maestre indegne, l’accusa è di maltrattamenti su minori. In questi casi trattava di bimbi tra 3 mesi  e 3 anni. E  come in un triste copione che si ripete, a inchiodare le donne sono state le telecamere nascoste. Botte, spinte, strattoni e insulti. A quei bimbi indifesi, apostrofati e picchiati in modo ignobile, disumano. Questo era il loro “metodo educativo”. Solo ciò sapevano fare queste “maestre” e le  collaboratrici. Vomitare rabbia, frustrazioni, schiaffi, insulti su quei piccoli che chiedevano solo amore. Ma a loro, le "maestre", presumibilmente, interessava solo il denaro. Il business. Vergogna! Siete la vergogna dell’Italia che lavora e di tutto quel corpo docente, professionale e integerrimo che ogni giorno fa, con sacrificio, dedizione e amore, il proprio lavoro. Nel rispetto del proprio ruolo e soprattutto fedele alla sua missione principe: quella di amare, allenare alla vita e formare al sapere la futura generazione di uomini e donne.Occorre, a mio avviso, non solo l'inasprimento delle pene per questo genere di reati, ma anche una legge che consenta l'installazione di telecamere in asili (e anche nelle case di riposo dove spesso vengono maltattati i pazienti) per la prevenzione di questo fenomeno che è, purtroppo, in aumento.

Diritto d'autore, Ue approva la riforma

Dopo tre anni di tira e molla, procedure difficili e contrastate, l’Europarlamento approva la nuova direttiva Ue per il diritto d’autore in Internet. Vincono, di fatto, artisti, i giornalisti, editori, musicisti, attori, creatori che, grazie a questa legge comunitaria ora si aspettano di poter ricevere un compenso per l’utilizzo in Rete dei loro lavori da parte dei colossi informatici degli Stai Uniti come Facebook e Google. 348 favorevoli, 274 contrari e 36 astenuti. Sul copyright non si scherza più. Il lavoro in Rete  si paga. Chiaramente c’è un fronte contro questa direttiva che si è schierato per il no. Dal canto suo, il presidente Antonio Tajani ha tranquillizzato sul fatto che questa direttiva non  imbavaglia i colossi del web. Ricordiamo che  il governo italiano gialloverde si era espresso per il no a questa normativa sul diritto d’autore.

 

Trovato il cadavere di un neonato nel giardino di una casa

CIRO' (Crotone) - Trovato nel giardino di un'abitazione a Cirò, il cadavere di un neonato.  A fare la macabra scoperta è stata la badante dell'anziana  che abita in quella casa. La donna pare fosse  intenta a fare dei lavori in giardino quando all'improvviso ha  sentito un odore nauseabondo. E in un sacchetto della spazzatura, sotto alcune pietre, ha trovato ll  corpicino del neonato in stato avanzato di putrefazione. Dopo essersi ripresa dallo spavento, la badante ha allertato subito  i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina che hanno fatto un sopralluogo sul posto del macabro rinvenimento. Avviate le indagini sul caso tra le prime ipotesi investigative c'è la possibilità che sia stata una delle tante badanti, perlopiù straniere, che si sono avvicendate nel corso degli anni alla cura dell'anziana, a seppellire nel giardino  il neonato. Intanto, la Procura della Repubblica di Crotone ha disposto l'autopsia sul corpicino del piccolo per stabilire da quanto tempo si trovava lì e la causa del decesso.

 

 

Cittadinanza per Ramy, arriva il sì

Cittadinanza italiana per Ramy? No, anzi sì. Il titolare del Viminale, Matteo Salvini, dopo il diniego di questa mattina, alla fine ci ripensa e dà il suo assenso. Perchè, come dice, per atti  di bravura e di coraggio si possono superare le leggi. In un primo momento il vicepremier aveva negato la cittadinanza al  giovane eroe. Il ragazzo di  14 anni di origine egiziana ma nato in Italia, che  mercoledì scorso, ha allertato i carabinieri, a dispetto del pericolo, sul bus con 51 scolari dirottato e dato alle fiamme a San Donato Milanese dall'autista, Ousseynou Sy, che voleva fare una strage. Salvini, in un primo momento aveva spiegato come non ci  fossero  gli elementi  per concedere la cittadinanza italiana al ragazzino, specie a chi ha familiari con precedenti penali.  E Ramy, dal canto suo, aveva rilanciato   con forza la sua richiesta, supportato dall'altro vicepremier, Di Maio  e dal ministro della Giustizia, Bonafede.Oggi Ramy e Adam, saranno ricevuti al Viminale. Salvini darà anche ad Adam, il ragazzo di origine marocchina che ha aiutato i compagni sul bus,   la cittadinanza italiana. Intanto gongola Di Maio che si prende tutto il merito per  aver convinto Salvini.

 

Tornano i commissari al Comune di Lamezia Terme

LAMEZIA TERME (Catanzaro) - Tornano i commissari prefettizi al Comune di Lamezia Terme. E prosegue senza sosta lo sciopero della fame del sindaco, Paolo Mascaro, che protesta contro la decisione del Consiglio di Stato  che ha accolto la  richiesta del Governo di sospesiva della sentenza del Tar con cui  il 22 febbraio era stato annullato lo sciogliemento del Comune per infiltrazioni mafiose, deciso nel 2017.Per Mascaro, che difende a spada tratta la legittimità del suo operato,  è  un'offesa ai più elementari principi della democrazia.

Bus dirottato, il coraggio di Ramy e di un manipolo di carabinieri

di Amalia Feroleto

Ramy Shehata, un ragazzino di origine egiziana ma nato in Italia, a soli 14 anni, ha dato una lezione di coraggio e di vita a tutti noi. Noncurante del pericolo che egli stesso poteva correre, ha allertato i carabinieri, di nascosto dell'aguzzino che brandiva un coltello e minacciava di uccidere tutti. Quel gesto Ramy lo ha fatto,non per diventare un eroe, come spiegherà in seguito, ma per salvare i suoi compagni di scuola. Ramy, infatti, era insieme ai suoi 50 compagni  su quel bus maledetto dirottato  da Crema a Milano dall'autista,Ousseynou Sy di origini senegalese, ma cittadino italiano, (ironia della sorte) l'altro ieri a San Donato  Milanese, e che aveva in mente di fare una strage,una volta arrivati all'aeroporto di Linate.Il coraggio di questo ragazzino e di un altro suo compagno di scuola, Adam che ha chiamato casa, hanno permesso il pronto intevento dei carabinieri di San Donato Milanese  che hanno salvato tutti i ragazzi, ormai  in preda al terrore.E che pensavano di non uscire vivi da quella giornata di orrore, al punto che qualcuno ha anche gridato un disperato "ti amo" alla propria ragazza. Forse per esorcizzare la paura della morte. Il tutto  mentre il matto aveva anche  gettato benzina  sul bus andato in fiamme. Un gesto estremo e brutale  che l'attentatore avrebbe giustificato dicendo di voler vendicare tutti i bimbi extracomunitari morti nel Mediterraneo.Una spiegazione che certamente non ha convinto nessuno.Tutta l'Italia ora  esulta e inneggia  a quel manipolo di carabinieri intervenuti nell'immediato, alla  prontezza di spirito e al coraggio di questi due ragazzini,che hanno evitato una strage di innocenti.Ora il papà di Ramy chiede che al figlio venga data la cittadinanza italiana e anche a lui che è operaio, in Italia  dal 2001.Intanto ci si interroga su come sia stato possibile che l'attentatore, che pare abbia anche  precedenti penali, sia stato assunto come autista  di uno scuolabus.Ora  si predisporrano controlli più serrati perchè non debba accadere mai più un fatto simile.

Oliverio libero, revocato l'obbligo di dimora

CATANZARO - Il presidente della giunta regionale calabrese, Mario Oliverio, torna libero. Lo ha deciso la Cassazione che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati del presidente, Armando Veneto e Vincenzo Belvedere. La Cassazione con una sentenza ha revocato l'obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, per il governatore della Calabria, finito a dicembre scorso insieme ad altri,   nelle maglie dell'inchiesta della Dda di Catanzaro (guidata da Nicola Gratteri)  "Lande desolate" con l'accusa di abuso di ufficio e corruzione.I reati ipotizzati a carico del governatore Oliverio si riferivano agli appalti, gestiti dalla Regione Calabria,  per la realizzazione della sciovia a Lorica, all'aviosuperficie di Scalea e al rifacimento di piazza Bilotti a Cosenza, affidati all'impresa di costruzioni "Barbieri srl" ritenuta vicino al clan Muto di Cetraro. L'aggravante del metodo mafioso, a carico della ditta,  però, è  caduta in un secondo momento. In prima battuta,ricordiamo,  il Tribunale della Libertà,  il 28 dicembre aveva rigettato il ricorso,  confermando la misura cautelare a carico di Oliverio che si è sempre dichiarato estraneo ai reati contestati, mettendo in atto anche uno sciopero della fame.

 

Oggi l'equinozio di primavera con superluna

Questa sera, 20 marzo 2019, alle 22,58 ci sarà l'equinozio di primavera, in cui la durata del giorno è uguale alla notte.L'equinozio è il momento preciso in cui il sole si trova allo zenit dell'equatore della Terra.Dopo l'equinozio di primavera, le giornate continuano ad allungarsi fino ad arrivare al solstizio d'estate.Questa sera c'è anche un altro evento astronomico di rilievo, la superluna, in cui l'astro raggiuinge il suo massimo splendore poche ore dopo l'equinozio. La prossima superluna, una luna piena gigante,ci sarà nel 2030 e non accadeva dal 2000.Questa sera, dunque, tutti con il naso in sù a rimirar il cielo e la superluna che, come  sostengono gli esperti, raggiungerà la fase piena alle 02,43 del 21 marzo 2019.

La superluna

Il 16 marzo 1978 il sequestro di Aldo Moro

Ricorre oggi, il triste anniversario del sequestro  dello statista ed esponente di spicco della Democrazia Cristiana, Aldo Moro,da parte delle Brigrate rosse, avvenuto alle 9 del mattino del 16 marzo 1978 in Via Fani, a Roma.Cinque uomini della scorta uccisi a sangue freddo, per poter rapire il presidente della Balena bianca, per poi processarlo nel carcere del popolo e ucciderlo il 9 maggio 1978 dopo quasi due mesi di prigionia, di fibrillazioni,  speranze e vane attese da parte della famiglia e del mondo politico per quello che è stato definito come un attacco al cuore dello Stato. Rimane il ricordo doloroso di quei giorni di sangue in cui persero la vita l'autista di Moro, l'appuntato dei carabinieri, Domenico Ricci di 42 anni, il maresciallo, Oreste Leonardi, 52 anni, la guardia di pubblica sicurezza, Giulio Rivera, 24 anni il vicebrigadiere Ps,Francesco Zizzi, 30 anni Raffaele Iozzino, 24 anni,ferito ma ancora vivo. 

Lamezia Terme, cittadino senegalese aggredito sul bus

LAMEZIA TERME (Catanzaro) - Aggressione a  sfondo razziale ieri, su un autobus di linea a Lamezia Terme.Non solo insulti verbali quelli rivolti a un cittadino senegalese,  ma anche aggressione fisica. In due hanno avvicinato il ragazzo  senegalese di 26  e lo hanno aggredito,arrivando anche alle mani e procurando lesioni al malcapitato,  pensando di poterla fare franca. Ma  si sono dati subito alle gambe quando si sono accorti che la vittima aveva allertato il 113.Il ragazzo è stato soccorso dai medici del 118 e giudicato guaribile in 7 giorni. Individuati dagli uomini del commissariato di Polizia di Lamezia Terme gli aggressori. Si tratta di due lametini  pregiudicati  di 24 e 43 anni.Il ventiquattrenne  è stato segnalato perchè  delle indagini è risultato colpevole dell'aggressione.

Beccato con 5000 euro falsi, arrestato

REGGIO CALABRIA- Arrestato un pregiudicato di Soriano (Vibo Valentia) beccato in tutto  con 5000 euro falsi e con 21 grammi di hascisc.L'operazione è stata condotta dalle Fiamme gialle della Compagnia di Reggio Calabria, i quali si erano insospettiti dalla presenza di un veicolo in sosta in prossimità dello svincolo della tangenziale. A seguito di un controllo, dopo aver accertato l'dentità dell'uomo e visto che si trattava di un pregiudicato,  è stato condotto in caserma e l'auto è stata perquisita con l'ausilio di unità cinofile della Compagnia pronto impiego di Reggio Calabria.Inoltre, Con l'aiuto dei finanzieri della Compagnia di Vibo,  sono stati perquisiti anche il furgone e la casa del pregiudicato dove sono stati trovati altri 1201 euro contraffatti e 21 grammi di hascisc.

Alba a Squillace

Finisce la fuga, in manette l'uomo che ha dato fuoco all'auto in cui c'era l'ex moglie

REGGIO CALABRIA – Arrestato Ciro Russo, l’uomo di 42 anni che era evaso dagli arresti domiciliari a Ercolano per poi arrivare in auto fino a Reggio Calabria, martedì scorso e dare fuoco all’auto in cui c’era l’ex moglie.  Maria Antonietta Rositani,l'ex consorte, è ricoverata al Policlinico di Bari con ustioni su più del 50 per cento del corpo ed è in condizioni stabili, come ha riferito il direttore del Centro grandi ustioni del Policlinico di Bari, Giuseppe Giudice. L'auto dell'evaso era stata ritrovata in  centro città subito dopo l'accaduto, perché l’uomo si era dato alla fuga probabilmente a piedi. Le operazioni della Squadra mobile reggina guidata da Francesco Rattà, sono state dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria con il procuratore Giovanni Bombardieri. Russo è stato ritrovato dopo 36 ore nei pressi di una pizzeria  a Reggio Calabria. Era agli arresti domiciliari proprio per maltrattamenti in famiglia.

Sciolta per 'ndrangheta l'Asp di Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA - Sciolta, per la seconda volta, per  infiltrazioni della ‘ndrangheta, l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. La volta precedente nel 2008. Lo ha deliberato il Consiglio dei ministri affidando la gestione a una Commissione straordinaria. Una decisione presa sulla scorta della relazione prodotta dal prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari (di cui non si conoscono i dettagli), dopo che, una terna di ispettori da luglio scorso, si erano insediati all’Asp, setacciando tutti gli atti prodotti dall’Azienda sanitaria reggina: bandi, appalti, convenzioni. Pagamenti doppi e tripli fatti a creditori truffaldini che approfittavano della sirìtuazione di caos in atto.E poi quegli appalti, prorogati per anni e anni, senza alcuna gara pubblica e sempre alle stesse ditte. Asp con un bilancio in rosso di oltre 300milioni di euro.Che non presenta un bilancio dal 2013 pur avendo ogni anno cospicui finanziamenti statali.Senza contare   i 600mila pazienti e più, che negli utimi dieci anni, sono stati costretti a farsi curare fuori dalla Calabria.  Da tempo si sospettava che ci fossero nuove ingerenze mafiose nella gestione dell’Asp reggina e che sono state oggi evidenziate. Ad esempio si è rilevato come l’Asp avesse continuato a retribuire soggetti colpiti da condanna non definitiva per mafia e altri reati gravi.Tra questi l’ex caposala dell’ospedale di Locri,  condannato all’ergastolo per essere stato il mandante dell’omicidio dell’ex presidente dell’Asp reggina, Francesco Fortugno, avvenuto a Locri  il 16 ottobre 2005. Così come si è scoperto che una ditta colpita da interdittiva atimafia, continuasse a erogare il servizio di fornitura e lavanderia degli ospedali anche dopo la notifica in attesa che l’Asp bandisse nuova gara.La stessa ministra della Salute, Giulia Grillo, ha parlato a proposito di "una situazione di disastro economico mostruoso".

Maltrattamenti a scuola, obbligo di dimora a due maestre

VIBO VALENTIA – Botte, insulti, urla, violenza fisica e psicologica, continua e quotidiana ai bambini, senza alcuna remora. Questo era il “metodo educativo” usato da due maestre di 65 e 51 anni della scuola primaria di Zungri, nel Vibonese.Le due donne sono state  inchiodate dalle immagini eloquenti  delle  telecamere nascoste, per cui  è stato imposto loro  l’obbligo di dimora. A far scattare le indagini dei carabinieri di Tropea le tante denunce sporte da alcune mamme dei giovani alunni, alle quali i figli hanno raccontato quanto succedeva in classe. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Vibo Valentia su richiesta della Procura.Un ennesimo caso di maltrattamenti sui bambini, a scuola che, da Nord a Sud, purtroppo  sono sempre più frequenti. Episodi che vanno assolutamente condannati perchè la violenza, specie sui bambini, produce  a volte danni  irreversibili alla psiche e alla personalità di quelli  che saranno i futuri uomini e donne. 

 

Maltempo, due mezzi pesanti ribaltati dal vento sull'A2

CASTROVILLARI (Cosenza)- Il maltempo imperversa in Calabria, con forti raffiche di vento fino a 40 nodi. Al punto che ieri si sono vissuti momenti di panico sul tratto dell’autostrada dell’A2 del Mediterraneo, tra Sibari e Morano Calabro dove due mezzi pesanti si sono ribaltati. Illesi i guidatori che hanno riportato solo qualche escoriazione e tanta paura. Il tratto autostradale, che era stato chiuso al traffico in entrambe le direzioni, per il recupero da parte degli uomini dell’Anas dei mezzi ribaltati, oggi è stato riaperto. 

Sì unanime dal Consiglio regionale all'Azienda ospedaliera unica a Catanzaro

CATANZARO- Semaforo verde ieri, dal Consiglio regionale della Calabria, presieduto da Nicola Irto, alla legge bipartisan per l’azienda ospedaliera- universitaria unica di Catanzaro “Pugliese- Ciaccio –Azienda Mater Domini” che assume la denominazione di Azienda Ospedaliero – Universitaria “Mater Domini, Pugliese- Ciaccio”. Dopo decenni di scontri al vetriolo, di  veleni,  e lunghe attese arriva la svolta unanime in Consiglio regionale  definita dai più  “epocale, storica”. Il testo di legge è il risultato della fusione delle due proposte presentate dai consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione: quella di Michele Mirabello (presidente della terza commissione, Sanità ) con Baldo Esposito, Enzo Ciconte, Antonio Scalzo, Mimmo Tallini e Claudio Parente e dall’altra la proposta di Arturo Bova. In seguito sarà integrato anche l’ospedale "Giovanni Paolo II di Lamezia Terme." Non sono mancati malumori a riguardo perchè c'è chi sostiene,  che l'ospedale lametino ha tutte le carte in regola per  diventare una Hub (centro di eccellenza) in autonomia .Ci sono novanta giorni di tempo perché Regione Calabria e l' Università firmino  il protocollo d’intesa. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Catanzaro e presidente della Provincia, Sergio Abramo che ha definito il risultato “storico” aggiungendo che questa legge consentirà di non perdere i 320 milioni di euro di finanziamento destinato al nuovo ospedale, all’ampliamento del Polo oncologico del “Ciaccio” con aumento dei posti letto.

 

Dà fuoco all'ex moglie nell'auto e fugge

REGGIO CALABRIA – Tentato femminicidio questa mattina a Reggio Calabria. Un pregiudicato di 42 anni è evaso dagli arresti domiciliari a Ercolano ed è arrivato fino a Reggio Calabria dove stamane, intorno alle 9,  nei pressi del Liceo artistico Frangipane, avrebbe  dato fuoco all’auto della ex moglie in cui a bordo c’era la donna. Stando a una prima ricostruzione dell'accaduto,   l'uomo avrebbe   avvicinato l'ex consorte per poi gettare del liquido infiammabile  sull'auto che si è incendiata e poi si sarebbe dato alla fuga.La donna, probabilmente presa dal panico, ha cercato di fare retromarcia per fuggire, finendo contro un muro.  I presenti all’accaduto hanno  allertato i soccorsi e la donna  è stata ricoverata agli Ospedali riuniti di Reggio Calabria con gravi ustioni su tutto il corpo ma, al momento,seppur grave  non sarebbe in pericolo di vita. Dopo le prime cure  è stata trasportata con un aereo militare al Policlinico di Bari per le specifiche terapie del caso. L’uomo è attivamente ricercato e la Questura di Reggio Calabria  ha diramato anche un identik:it.L'auto a bordo della quale era fuggito il pregiudicato,è stata ritrovata non molto distante dal luogo dell'accaduto.

Precipita boeing in Etiopia, morti 157 passeggeri tra cui 8 italiani

ETIOPIA -Si è schiantato ieri nei pressi di Addis Abeba in Etiopia, un aereo della Ethiopian Airlines, un boeing 737 Max 8, nuovo di zecca. Morti tutti i 157 passeggeri a bordo, tra cui 8 italiani: l’archeologo di chiara fama, Sebastiano Tusa, siciliano  tre volontari di Bergamo,il presidente dell ong di Bergamo,”Africa Tremila” Carlo Spini,toscano, la moglie infermiera ,Gabriella Viagiani, Matteo Ravasio , tesoriere Paolo Dieci, Virginia Chimenti, funzionaria Onu,Rosemary Mumbi, Maria Pilar Buzzetti.Cina ed Etiopia hanno messo al bando l'uso del boeing 737Max 8.

Tramonto a Tropea

Vaccini, da oggi niente asilo per i bimbi senza certificato

CATANZARO - Da stamane, 11 marzo, anche in Calabria, come nel resto d’Italia, niente più proroghe, e i bimbi senza certificato di vaccinazione, come previsto dalla legge Lorezin, non potranno accedere né agli asili nido, né alle scuole materne (fascia 0-6 anni). Mentre nelle scuole elementari e medie si può entrare anche senza la certificazione   ma è prevista l’applicazione di una sanzione pecuniaria fino a 500 euro. Tutto ciò, nonostante in questi giorni al ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, sia arrivata la richiesta di un nuovo decreto per consentire anche ai bimbi non vaccinati di poter continuare a frequentare le scuole. Forte preoccupazione è stata espressa dall’associazione nazionale presidi (Anpi), per la mancanza dei certificati vaccinali (10 in tutto)  specie nelle scuola primaria dove i non vaccinati potrebbero restare a contatto con bimbi immunodepressi che non sarebbero tutelati dalla previsione normativa, con gravi rischi per la salute. Infatti in Parlamento è in discussione il provvedimento in merito al cosiddetto “obbligo flessibile” secondo il quale la vaccinazione è obbligatoria solo in caso “di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo”. E per la legge Lorenzin, dunque,  potrebbe essere l'ultimo anno di vita.

 

San Ferdinando, oltre 930 migranti nella nuova tendopoli

SAN FERDINANDO (Reggio Calabria)- Ultimate già da qualche giorno, le operazioni di demolizione della famigerata baraccopoli a San Ferdinando, nel Reggino, che ospitava circa 1600 migranti, grazie  a una task  force di seicento uomini tra forze dell'ordine, Protezione civile, Vigilii del fuoco  e unità dell'Asp.  Sono oltre 930 i migranti ospitati nella tendopoli allestita nel nuovo sito. Mentre 200 di loro, con l'ausilio  di 18 pullman, sono stati trasferiti negli ex Cas e Sprar della Calabria e  450 si sono spostati volontariamente. La tendopoli è attrezzata di idonei servizi igienici e presidi sanitari ed è controllata. 

 

Amministrative di maggio, 134 comuni al voto

CATANZARO - Le prossime elezioni amministrative del 26 maggio 2019, in Calabria, abbinate a quelle Europee, interessano 134 comuni su 404. L’eventuale ballottaggio che interesserà i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti e ai quali verrà applicato il sistema maggioritario col doppio turno, si terrà il 9 giugno. Prime elezioni amministrative  per il Comune di Corigliano – Rossano nel Cosentino istituito nel 2018  In tutto  sono chiamati alle  urne 20 comuni in provincia di Catanzaro, 69 in provincia di Cosenza, 10 in provincia di Crotone 12, in provincia di Vibo Valentia e 23 in provincia di Reggio Calabria.Solo quattro comuni hanno una popolazione superiore ai 15mila abitanti e sono interessati ad un eventuale turno di ballottaggio e si vota in un solo capoluogo di provincia, Vibo Valentia.

 

Davide Zicchinella

Finanziamento per la messa in sicurezza del territorio

SELLIA (Catanzaro)-  Il comune di Sellia ha ricevuto un finanziamento di 2 milioni e 400mila euro dal dipartimento per gli Affari Interni e territoriali del Ministero dell’Interno, per la messa in sicurezza e la salvaguardia del territorio. Ne dà comunicazione, soddisfatto tramite i social, lo stesso sindaco, Davide Zicchinella.Il comune di Sellia si è classificato al 170° posto su 7.156, solo 286 i progetti finanziati. Si tratta del più consistente finanziamento mai ricevuto dal piccolo comune di Sellia, un borgo di circa 500 abitanti nell’entroterra catanzarese, già balzato agli onori delle cronache nazionali e internazionali per le tante valide e singolari iniziative messe in campo dal sindaco Zicchinella e dalla sua giunta.

 

Auguri a noi donne

di Amalia Feroleto

AUGURI a noi donne e non solo per oggi, giorno dedicato. Al di là di fiori, cioccolatini, feste, allegria di circostanza che, inevitabilmente banalizzano tutto e trasformano questa ricorrenza in un business, vorrei invitarvi a fare un momento di riflessione. Un minuto di silenzio per ricordare le oltre 106 vittime di femminicidio del 2018 e quelle, già numerose, del 2019. Le ultime tre uccise ieri: una a Brescia, una a Napoli e l’altra Messina. La più giovane, Alessandra, aveva solo 29 anni. Donne uccise in modo brutale per un malinteso senso dell’amore, per possesso, gelosia, rancore,da compagni, mariti, padri,fratelli, figli, amanti. Quanta strada ancora c’è da fare, per noi donne, per conquistare quel rispetto e quella parità di genere tanto agognata! Perché, di fatto, ancora sono poche le donne rappresentate nelle istituzioni, che sono nei Consigli di amministrazione delle aziende e occupano posti di rilievo. Perché ancora oggi, noi donne subiamo, quotidianamente tante discriminazioni nella società e nei posti di lavoro. Senza contare che i nostri stipendi e le pensioni non sono sempre equiparati a quelli di colleghi maschi. E quante altre volte ancora dovremo "pagare" il nostro essere donne? Oggi è questa la riflessione a cui vi invito, nella giornata internazionale della donna La mimosa, questo fiore semplice e solare, scelto nel dopoguerra da Rita Montagnana e Teresa Mattei dell’Unione donne italiane, sta proprio a significare tutte le conquiste fatte fin qui dalle donne ma anche le vessazioni, le violenze e le discriminazioni subite negli anni. E se poi, ancora oggi, ci sono ancora uomini, che pensano che “l’autodeterminazione della donna dettata da una certa cultura politica suscita un atteggiamento rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo”, che la dignità della donna è offesa da chi ritiene che “le quote rosa servano alla donna per dimostrare il proprio valore”. O ancora, che la pratica dell’utero in affitto sia “vergognosa e ignominiosa”, come ribadisce, tra l’altro, in alcuni dei sei punti il volantino shock della Lega di Crotone per la festa dell’8 marzo, fortemente contestato, allora dobbiamo porci qualche domanda. Dobbiamo capire cos’è che non funziona. Non possiamo pensare di coltivare il nostro orticello e di chiudere il mondo fuori dalla porta di casa. Quello che accade in un contesto sociale è pure affar nostro. Nel bene e nel male. Occorre, a mio avviso, oggi più che mai, in una società ammalata di individualismo e protagonismo sfrenato, falcidiata dalla perdita dei valori, e obnubilata dall’esempio di falsi miti che oggi spopolano sui social, intervenire. E' importante che le agenzie educative, famiglia, scuola, parrocchia, si sforzino ad insegnare ai nostri ragazzi a gestire in modo positivo le proprie emozioni. Bisogna educarli al rispetto di se stessi e all’amore, perché solo così poi possono rispettare e amare gli altri. Buon 8 marzo a tutte. 

 

La mimosa

Reddito di cittadinanza,nessuna coda agli sportelli per le domande

CATANZARO- Scattata da ieri, 6 marzo, in tutta Italia e anche  in Calabria, la corsa per la presentazione delle domande per il reddito e la pensione di cittadinanza. Nessuna coda chilometrica, come era stato preannunciato, né agli uffici postali, dove si utilizza il modello cartaceo predisposto dall’Inps e pubblicato sul sito web, né ai Caf (Centri di assistenza fiscale). Probabilmente molti hanno provveduto a presentare la domanda online sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali www.reditodicittadinanza.gov.it.con le credenziali Spid 2. C’è tempo fino al 31 marzo. Circa 35mila le domande presentate alle Poste  e 8000 quelle onlne.In Calabria in tutto sono state presentate 144mila domande di cui 50mila nel  Cosentino, 37mila nel  Reggino, 27mila nel Catanzarese, 19mila nel  Crotonese e 10mila a Vibonese.   Alle domande presentate online non dovrà essere allegato nessun documento di quelli richiesti, né l’Isee che sarà abbinato direttamente dall’Inps. L’istituto di previdenza sociale, inoltre, ricorda ai cittadini aventi diritto che prima della domanda devono aver presentato la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per il rilascio dell’Isee. Tutte le domande presentate saranno vagliate dell’Inps per accertare i requisiti. Per le domande accolte, gli uffici postali inviteranno i cittadini agli sportelli per ritirare l’apposita card. L’inps provvederà entro il 15 aprile a trasmettere alle Poste italiane tutto il flusso degli ordinativi sulle card.

 

San Ferdinando, al via lo sgombero della baraccopoli

SAN FERDINANDO (Reggio Calabria) - Sono iniziate questa mattina di buon’ora le operazioni di sgombero della baraccopoli di San Ferdinando in provincia di Reggio Calabria che da tempo ospitava, in condizioni di degrado e disumane, circa 1600 migranti che lavorano nei campi agricoli della zona come braccianti. Tutto si sta svolgendo in modo regolare e, al momento non si registrano le temute  tensioni . Al lavoro sul posto ci sono circa seicento uomini tra Protezione civile, Genio militare, polizia, carabinieri, Guardia di finanza, e dell’Asp. Inoltre si sta anche lavorando per togliere l’amianto che c’è nel sito. Un escavatore dei guastatori del Genio dell’esercito, sta provvedendo alla demolizione della baraccopoli. In tutto ci sono a disposizione 18 pullman che trasporteranno i migranti in parte nella nuova tendopoli allestita,che  è gestita dalla Caritas.  In tutto 36 tende di otto posti ciascuna e il resto sarà ospitato in Cas e Sprar della Calabria. L'operazione è diretta dalla Questura di Reggio Calabria, sotto la supervisione del Ministero dell’Interno. Soddisfatto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini .

 

Arcobaleno

Domani sgombero della baraccopoli a San Ferdinando

SAN FERDINANDO (Reggio Calabria) –Domani, 6 marzo, al via, a San Ferdinando, le operazioni di sgombero della baraccopoli dei migranti, tristemente famosa negli ultimi anni per tre incendi e altrettanti morti. Gli uomini della Protezione civile sono al lavoro in queste ore per allestire in un’altra zona 36 tende di otto posti ciascuna. Un accampamento nuovo, dunque, che darà così la possibilità di smantellare definitivamente il vecchio sito, ma che comunque ,non sarà sufficiente per tutti, Per cui diversi migranti saranno destinati in Cas o Sprar della Calabria. Tutta l’operazione è stata decisa in Questura a Reggio Calabria, alla presenza del questore, Raffaele Grassi. Domani saranno presenti sul posto anche unità del Genio dell’Esercito, Vigili del fuoco, unità dell’Asp di Reggio, Guardia di Finanza, polizia e carabinieri. Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione , Mario Oliverio che ha salutato l’imminente operazione come un atto di civiltà da tempo atteso. Soddisfatta anche l’Ugl Calabria con il segretario generale, Ornella Cuzzupi  perché finalmente, come si legge in una nota sampa,  si pone fine a una condizione di vita per i migranti disumana e vergognosa.

 

Peperoncino rosso di Calabria

Peperoncino rosso, toccasana per la salute

SQUILLACE (Catanzaro) – Il peperoncino rosso calabrese è un vero e proprio toccasana per la nostra salute. Infatti contiene la capsaicina, l’alcaloide responsabile del sapore piccante. Inoltre il peperoncino rosso, oltre ad avere qualità protettive per il sistema cardiovascolare, già note da tempo, è anche un potentissimo antitumorale naturale. Lo confermano anche studi condotti da alcuni oncologi e pubblicati su riviste scientifiche internazionali, che hanno rilevato come il peperoncino possa produrre proteine antitumorali e difensive per il corpo verso tumori come quello del colon retto, leucemia, tumore al polmone, cancro gastrico, tumore al fegato e perfino gli osteosarcomi. Certamente il protocollo terapeutico che dà l’oncologo, in caso si fosse affetti da questa patologia,  va sempre seguito  scrupolosamente. Tuttavia,  dal punto di vista della prevenzione, probabilmente, mangiare qualche peperoncino rosso  in più, non fa male.

Primarie Pd, trionfa Zingaretti

CATANZARO-Stravince, anche in Calabria, Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e nuovo segretario nazionale del Pd. Oltre 70 mila votanti per le Primarie  in Calabria e oltre un milione e 700mila in tutta Italia. Nicola Zingaretti  ha vinto le Primarie con un’ampia maggioranza che si attesta quasi al 70 per cento. A seguire Maurizio Martina  a poco più  del  20% e Roberto Giachetti al 12%. Grande soddisfazione per il risultato sia in Via del Nazareno a Roma, sede del Pd, che tra i dem calabresi che da oggi guardano al futuro con rinnovata  fiducia. Zingaretti,  era sostenuto in Calabria da due liste: la lista “Piazza grande” promossa dall’area del governatore della Calabria, Mario Oliverio, dalla deputata Enza Bruno Bossio, dal capogruppo del Pd alla Regione, Sebi Romeo e dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e poi dalla lista “Calabria con Zingaretti”, promossa dal consigliere regionale, Carlo Guccione, insieme all’ex deputato Bruno Censore. Operazioni di voto regolari in Calabria, tranne che a Cassano allo Jonio, comune in cui il seggio è stato chiuso perché i due scrutatori non si sono presentati e non è stato possibile sostituirli. Altro siparietto con polemiche e proteste,  al seggio di Catanzaro Lido, dove una dirigente regionale del Pd, Alessia Bausone ha contestato il seggio al Dopolavoro ferroviario, costituito a suo dire  sul nulla,  parlando di  "Primarie truffa". Inoltre Bausone ha anche lanciato un j’accuse all’indirizzo dell’ex sindaco di Squillace, che, sempre a suo dire, avrebbe votato più di una volta insieme a un gruppo di supporter. La dirigente Pd, inoltre ha lamentato il fatto di non essere stata accettata al seggio di Catanzaro Lido  in quanto sarebbe arrivata in ritardo.

 

Nicola Zingaretti

Oggi le Primarie del Pd

CATANZARO - Pd alla ricerca disperata dell’unità perduta, vuole risorgere dalle ceneri come l’araba fenice. Gazebo aperti, anche in Calabria, oggi come nel resto del Belpaese, dalle 8 alle 20 per le primarie del Pd con 35 mila volontari già all’opera su tutto il territorio nazionale. Gli elettori sono chiamati a scegliere il vertice dem per cercare di dare un nuovo volto e un nuovo leader al Pd, dopo la Waterloo delle elezioni politiche 2018. In lizza ci sono Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, l’ex ministro e segretario reggente Maurizio Martina e il deputato ed ex candidato a sindaco di Roma, Roberto Giachetti dell’area renziana. Possono votare senza registrazione tutti i cittadini italiani anche i giovani che hanno compiuto 16 anni. Voto anche per gli extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno. Occorre munirsi di documento di identità  e di tessera del partito per chi è già iscritto e versare un contributo di 2 euro. In Calabria ci sono due liste a sostegno della candidatura a segretario nazionale di Zingaretti una per Martina e una per Giachetti. A sostegno di Zingaretti c’è la lista “Piazza grande” promossa dall’area del governatore della Calabria, Mario Oliverio, dalla deputata Enza Bruno Bossio e dal capogruppo del Pd alla Regione, Sebi Romeo. Zingaretti è sostenuto anche sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.Mentre Giachetti è sponsorizzato  dal capogruppo comunale Pd di Reggio, Nino Castorina Il consigliere regionale, Carlo Guccione, invece,insieme all’ex deputato Bruno Censore è promotore della lista “Calabria con Zingaretti”. Lista "Sempre Avanti " a sostegno di Giachetti. L’area renziana calabrese, rappresentata, tra gli altri, dal senatore, Ernesto Magorno, dal deputato, Antonio Viscomi, dal presidente del consiglio regionale, Nicola Irto, sostiene la corsa di Martina. Quattro i collegi in Calabria: Catanzaro- Crotone, Reggio Calabria-  Vibo Valentia, Cosenza - Castrovillari, e Cosenza.  Nel collegio Catanzaro- Crotone di rilievo la candidatura di Enzo Bruno, già presidente della Provincia di Catanzaro capolista di “Piazza grande” a sostegno di Zingaretti e del segretario provinciale del Pd di Catanzaro, Gianluca Cuda capolista di “Calabria con Martina”.Nel collegio cosentino invece, sempre nella stessa lista è capolista l’ex segretario provinciale del Pd di Cosenza, Luigi Gugliemelli. In tutto saranno 25 i rappresentati che la Calabria dovrà eleggere all’assemblea nazionale del Pd.Questa sera il verdetto delle urne .

 

Suor Apollonia, una vita dedicata a Gesù

CROPANI (Catanzaro) - Suor Apollonia Kasay dedica, da quasi sessant’anni, la sua vita a Gesù e agli altri. Consacrata al Signore nell’Ordo Virginum opera a Cropani Marina, nella cappella di Casa Nazareth. Suor Apollonia è nata a Kyondo, nella Repubblica democratica del Congo, il 18 dicembre 1947, ma è attiva in Italia sin dagli anni Sessanta, fondatrice dell’associazione nazionale “Cenacolo di Nazareth- Testimoni di Gesù, Maria e Giuseppe”(1992) e della Casa di preghiera e di accoglienza spirituale a Cropani Marina (2009). Lei stessa dà testimonianza di fede e racconta della sua prodigiosa guarigione da un brutto male, avvenuta nel 2013 per intercessione della Serva di Dio, Nuccia Tolomeo. Suor Apollonia era in preda a lancinanti dolori addominali che l’avevano prostrata e portata alla fine. Si ricoverò presso il reparto di Ginecologia dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro. E fu proprio lì, mentre era in attesa di essere trasportata in sala operatoria nel tentativo di salvarle la vita, che ricevette, durante un suo doloroso delirio, la visita di una donna. In seguito la riconobbe come la Serva di Dio, Nuccia Tolomeo. Sono tanti i gruppi ecclesiali e i fedeli che frequentano Casa Nazareth per i ritiri spirituali e di formazione. Casa Nazareth è stata dedicata il 29 luglio 2009 dal presule emerito dell’arcidiocesi di Catanzaro- Squillace, monsignore Antonio Ciliberti. Mentre dall’anno scorso nella cappella di Casa Nazareth, su decisione dell’attuale arcivescovo metropolita, monsignore Vincenzo Bertolone, per grazia di Dio e della sede apostolica,è custodita in modo permanente la Sacra Eucarestia. Singolare la recente testimonianza di un’improvvisa guarigione che sarebbe avventa grazie all’intercessione di Suor Apollonia.Come racconta Concetta in un'accorata lettera dell'ottobre scorso e pubblicata sui social.Ve la ripropongo di seguito.

Amalia Feroleto

Suor Apollonia

Giuseppe Mercurio

Squillace piange Peppe Mercurio

SQUILLACE (Catanzaro) - Dolore e incredulità, nella comunità squillacese, per l’improvvisa scomparsa, il 16 febbraio scorso,  di Giuseppe Mercurio, classe 1945, figura di spicco nel panorama politico- istituzionale locale. Non solo amministratore della cosa pubblica, vicesindaco e sindaco di Squillace per un ventennio (1970-!990) esponente di quella Democrazia cristiana degli anni d’oro, ma anche sensibile e poliedrico artista, segretario generale regionale della Fp-Cisl, componente del Coreco, amministratore dell’Asl, socio dell’Archeoclub e autore di diversi articoli giornalistici. Peppe era anche un fine conoscitore della storia locale, specie di uno dei figli più illustri di Squillace: Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore  al quale ha dedicato diversi studi. Giuseppe Mercurio è stato un amico per tutti, anche per gli avversari politici con cui si confrontava sempre in modo schietto e pacato. Un politico, un artista e un uomo di cultura che si è speso per la sua Squillace senza mezzi termini. Fino alla fine, quando, una volta pensionato si è dedicato in modo particolare a un’altra delle sue passioni, la pittura, dipingendo quadri e allestendo diverse mostre. Nell’ottobre scorso ha voluto donare le quattordici icone bizantine, da lui riprodotte, raffiguranti la Via Crucis, alla chiesa di San Matteo di Squillace. Anche il rettore del santuario della Madonna del Ponte, monsignore Emidio Commodaro,  nell’annunciare alla comunità dei fedeli la tragica scomparsa di Peppe, ha voluto ricordare come proprio la statua della Madonna del Ponte fu donata a suo tempo dalla famiglia Mercurio. Grande partecipazione e commozione,  della comunità squillacese che ha invaso silenziosa, la sala del Consiglio comunale, a palazzo Pepe, dove è stata allestita la camera ardente.  I funerali sono stati celebrati dall'arcivescovo emerito dell'arcidiocesi di Catanzaro- Squillace, monsignore Antonio Cantisani, in un affolato duomo, per dare l’ultimo saluto a questo prodigo figlio di Squillace.

Amalia Feroleto

Tropea sul podio nella classifica di TripAdvisor

TROPEA (Vibo Valentia) - La “Perla del Tirreno”, la spiaggia di Tropea incoronata dal noto portale turistico, TripAdvisor. Anche quest’anno la spettacolare località balneare in provincia di Vibo Valentia si classifica tra le spiagge più belle d’Italia e conquista il terzo posto, dietro solo alle due spiagge siciliane: quella dei “Conigli” a Lampedusa e “Cala Rossa” a Favignana in provincia di Trapani. Tropea, con le sue spiagge dalla sabbia bianchissima e dalle acque limpide, resta la più gettonata meta calabrese dai turisti. La spiaggia più frequentata è quella della “Rotonda”, che si vede dall’affaccio panoramico da Tropea alta e che si trova vicino alla chiesetta della Madonna dell’Isola. Con quasi trentamila recensioni, di cui il 98% positive, la “Perla del Tirreno“ resta regina incontrastata sul podio della classifica stilata da TripAdvisor, tra le più belle e suggestive località balneari italiane e calabresi.

 

Spiaggia della "Rotonda" a Tropea

La statua della Madonna col Bambino in braccio

Tipi di icone mariane col Bambino in braccio

Non tutte le icone mariane o le effigie della Madonna con in braccio il Bambino Gesù sono uguali. E un particolare salta subito all’occhio più attento. Ma quanti di noi ci avranno mai fatto caso, durante le loro preghiere invocando grazie e fissando la statua della Madonna? Quanti di noi si sono mai chiesti perché, in alcune icone, la Madonna sorregge il Bambinello con il braccio sinistro e in altre con quello destro? Ebbene c’è un motivo ben preciso che gli esperti in materia spiegano osservando come nella maggior parte delle icone mariane la Vergine Maria sorregge il Bambino con il braccio sinistro. Questo tipo di forma è detta “aristerokratusa” ed è la forma più comune. Più rare invece le icone mariane che raffigurano la Madonna che sorregge il Bambino con il braccio destro. E tale forma prende il nome di “dexiokratusa”. In sostanza, le icone mariane più frequenti appartengono a due tipi: “l'Eleousa” e” l'Hodigitria “. Il primo tipo di icona mariana, quello più diffuso è appunto “l’Eleousa” cioè la “Misericordiosa” in cui la Madonna reca in braccio il Bambinello a sinistra e volge lo sguardo amorevole verso di Lui, e volto a suscitare la pietà e la misericordia del figlio verso i fedeli. L’”Eleousa” è l’icona mariana più diffusa in Occidente e si riferisce all’atteggiamento della Vergine Maria nei confronti dell’Umanità. La prima traccia dell’Eleousa, sempre stando a quanto scrivono i teologi, si registra a Costantinopoli tra l’XI e il XII secolo e si diffonde poi a Bisanzio e in Russia dove nel corso del XIV secolo, questa tipologia di icone, ebbe una grande popolarita. Anche se, la più antica raffigurazione di Madonna “Eleousa” a noi arrivata, è attestata in avorio risalente al VIII- IX secolo proveniente dall’Egitto.Di quel prototipo originale non vi sono più tracce. Tuttavia sono stati riprodotti tanti duplicati nel corso dei secoli in monete, affreschi, mosaici, stemmi e icone venerate in ogni angolo del mondo. La copia più bella è la Vergine Maria di Vladimir, in Russia. Fu dipinta a Costantinopoli e portata a Kiev nel 1130 e da qui il principe Bogoliugskij, dopo aver conquistato la città, la portò appunto a Vladimir nel 1160.